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Conte si prende il M5S: "Il Movimento va avanti con o senza Casaleggio"

Giuseppe Conte, leader in pectore dei 5S 
L'ex premier interviene sulla disputa con Rousseau dopo la sentenza della Corte d'appello di Cagliari: "La legge lo obbliga a darci i dati degli iscritti"
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ROMA - "Non vanno da nessuna parte", dice Giuseppe Conte. Lo ha detto nella riunione in cui, mercoledì sera, ha affrontato la questione dell'offensiva di Davide Casaleggio e i suoi soci. Collegati con lui con i ministri 5S, i capigruppo, i vicecapigruppo e il reggente Vito Crimi. Lo ha ripetuto a Repubblica, il mattino dopo. E ha spiegato: "Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l'unico e legittimo titolare. Su questo c'è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali".

M5s, Buffagni: "Addio Rousseau? Avanti con Conte, il rilancio parte da lui"

Gli iscritti M5S non appartengono a Rousseau, ma all'associazione Movimento 5 stelle e ai suoi legittimi rappresentanti. Il giochino per cui Davide Casaleggio non riconosce nessuno come tale, avallato da un ricorso respinto…

ROMA - "Non vanno da nessuna parte", dice Giuseppe Conte. Lo ha detto nella riunione in cui, mercoledì sera, ha affrontato la questione dell'offensiva di Davide Casaleggio e i suoi soci. Collegati con lui con i ministri 5S, i capigruppo, i vicecapigruppo e il reggente Vito Crimi. Lo ha ripetuto a Repubblica, il mattino dopo. E ha spiegato: "Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l'unico e legittimo titolare. Su questo c'è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali".

M5s, Buffagni: "Addio Rousseau? Avanti con Conte, il rilancio parte da lui"

Gli iscritti M5S non appartengono a Rousseau, ma all'associazione Movimento 5 stelle e ai suoi legittimi rappresentanti. Il giochino per cui Davide Casaleggio non riconosce nessuno come tale, avallato da un ricorso respinto alla Corte d'Appello di Cagliari, non gli consente di appropriarsene. Adesso, per dire, non potrebbe continuare a mandare loro mail e suggerire iniziative politiche non concordandole con il Movimento.

E invece è quello che fa. "Abbiamo predisposto tutto per partire. Siamo pronti", rivela Conte, che ha quindi già stilato il nuovo Statuto e la nuova Carta dei valori M5S. "Questa impasse sta solo rallentando il processo costituente, ma certo non lo bloccherà. Verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio". Perché "se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l'intervento del Garante della privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento".

Del resto, il provvedimento di Cagliari - a differenza di quanto fatto credere da Casaleggio - non entra nel merito della questione "Crimi è o non è il reggente legittimo del Movimento?", ma si limita a dire che il reclamo fatto riguardo alla nomina di un curatore speciale per l'espulsione della consigliera regionale Carla Cuccu non può essere accolto. Un round, che Casaleggio spaccia come vittoria per una ragione molto semplice: l'obiettivo ormai chiaro del figlio del cofondatore è quello di prendersi il Movimento, di tenersi simbolo e iscritti, di lasciar dentro gli ultimi espulsi - coloro che hanno contrastato la nascita del governo Draghi - quindi Nicola Morra, Barbara Lezzi, Alessio Villarosa, richiamando alla causa anche Alessandro Di Battista e magari Virginia Raggi. Ripartendo con loro. Dicendo quindi arrivederci a Grillo, Conte, Di Maio, Fico, Taverna, Lombardi, Patuanelli.


A fargli credere di esserne in grado, è il pasticcio di uno Statuto voluto proprio da lui e dall'allora capo politico Luigi Di Maio, nato quindi sulla base di un patto che serviva a prendere la guida del Movimento tagliando fuori i rivali di allora. Val sempre la pena ricordare che a scrivere quelle norme che incatenano M5S e Rousseau fu lo studio di Luca Lanzalone, l'avvocato messo ai vertici di Acea dal Movimento e poi finito agli arresti in un'inchiesta per corruzione sullo stadio della Roma.


Quando Casaleggio ha annunciato di aver tolto ad alcuni esponenti M5S, a partire dalla vicepresidente del Senato Paola Taverna, il ruolo in Rousseau, ha omesso di dire che erano stati alcuni di loro a chiederglielo con lettera ufficiale. Perché ormai la strada più probabile è proprio una causa contro Rousseau. Una procedura d'urgenza che pretenda dal "custode" dei dati i nomi degli iscritti. La nascita di una nuova associazione con un nuovo simbolo è, per Conte, l'ultima ratio. Per un motivo semplice: a quel punto i gruppi parlamentari M5S dovrebbero cambiare nome. Diventerebbero gli eletti grillini, i fuoriusciti. Lascerebbero praterie a Casaleggio. Gli consentirebbero di fare proseliti dentro e fuori il Parlamento, trattandoli da abusivi, appropriandosi di una storia e di un percorso che loro, o almeno una parte di loro, non intende abbandonare.