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Ddl Zan, Elio Vito: "Io in piazza per la legge con la bandiera di Forza Italia. Bella ciao dal palco? È un canto di liberazione"

Il parlamentare partecipa alla manifestazione di Milano: "Lo scandalo non è la mia presenza sul palco, ma il tempo perso per approvare le norme contro l’omotransfobia"
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“No, non mi sento a disagio, perché dovrei? Perché suonano Bella ciao? E’ un canto di liberazione. Sono qui con la bandiera di Forza Italia e non deve fare scandalo la mia presenza su questo palco. Lo scandalo è il tempo perso per approvare il ddl Zan contro l’omotransfobia, che è una legge giusta. Dividersi su questa legge mi pare francamente stupido. Dovrebbe essere votata all’unanimità”.

 

 

Elio Vito, l’ex ministro forzista dei Rapporti con il Parlamento, è alla manifestazione dei Sentinelli a Milano di sostegno al ddl che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt Ales…

“No, non mi sento a disagio, perché dovrei? Perché suonano Bella ciao? E’ un canto di liberazione. Sono qui con la bandiera di Forza Italia e non deve fare scandalo la mia presenza su questo palco. Lo scandalo è il tempo perso per approvare il ddl Zan contro l’omotransfobia, che è una legge giusta. Dividersi su questa legge mi pare francamente stupido. Dovrebbe essere votata all’unanimità”.

 

 

Elio Vito, l’ex ministro forzista dei Rapporti con il Parlamento, è alla manifestazione dei Sentinelli a Milano di sostegno al ddl che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt Alessandro Zan. Vito è uno dei pochi politici chiamati a parlare sul palco. La manifestazione ha come titolo “Tempo scaduto” e chiede la legge contro l’omofobia subito, denunciando l’ostruzionismo leghista e della destra in Parlamento. Dopo decenni d’attesa, il ddl Zan è stato approvato alla Camera il 4 novembre scorso, ma si è impantanato al Senato.  

 

 

Elio Vito,  lei porta sul palco la bandiera di Forza Italia, non teme che Antonio Tajani il coordinatore forzista la scomunichi?
“Porto le insegne di Forza Italia, assolutamente sì. Non credo che neppure il Papa mi possa scomunicare per così poco. Direi anzi che i colori di Forza Italia si intonano molto bene con i colori della bandiera arcobaleno”.

Ma la posizione ufficiale del suo partito, FI è per votare No al ddl in Senato?
“Non c’è stata nessuna posizione ufficiale. Ricordo che il gruppo forzista alla Camera si è astenuto in commissione e poi in aula ha dato libertà di coscienza. Così mi auguro avvenga in Senato. E già senatrici e senatori mi hanno chiamato per preannunciare il loro voto a favore della legge contro l’omofobia. Io ho votato a favore”.

Anche la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Annamaria Bernini è tra questi?
“Sì, credo di sì”.

Il centrodestra ha presentato un ddl alternativo, sottoscritto dalla forzista Licia Ronzulli, da Matteo Salvini, Gaetano Quagliariello, Paola Binetti. Lei cosa ne pensa?
“L’ha presentato non il centrodestra, ma il “centrodestra di governo”, ed è una iniziativa da cui il centrodestra esce ancora più diviso. Comunque io non sono d’accordo con quel testo né nel merito né nel metodo”.

Nel merito, perché?
“Perché è un arretramento rispetto alla legge Mancino, creando una doppia corsia rispetto alle aggravanti già previste dalla Mancino”

Nel metodo?
“La commissione deve adottare un testo base e non può che essere quello che è già stato votato dall’altro ramo del Parlamento. Infatti così sta avvenendo, ma dopo un inutile ritardo. Se non si è d’accordo si presentano emendamenti, non un testo nuovo. C’è stato e ancora c’è un ostruzionismo preventivo e questa è la cosa più grave. La Lega non voleva neppure calendarizzare la legge”.

C’è un rischio per la libertà d’espressione con le aggravanti previste dal ddl Zan in fatto di omofobia e transfobia? Questo è il grande timore e agitato dalla destra.

“No, non c’è questo rischio. La libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione. E poi l’articolo 4 del ddl Zan è stato riscritto proprio per evitare qualsiasi vulnus. La legge Zan stabilisce aggravanti per discriminazione e violenza motivati da odio verso omosessuali e trans. Io credo che questa legge sia una cartina di tornasole dei valori della democrazia liberale occidentale. Leggi come questa ci sono in quasi tutti i Paesi europei e in Occidente. Non ci sono nei regimi autoritari dove l’omosessualità è perseguitata. Quindi si tratta di confermare l’appartenenza dell’Italia alle democrazie che tutelano le libertà e riconoscono i diritti civili”.

Con Berlusconi ne ha parlato?
“No, e non voglio neppure tirarlo per la giacchetta, però ne conosco la sensibilità e la storia”.