Roma, la corsa per le comunali. Da Gualtieri a Muroni, in tanti alle primarie del centrosinistra. E ancora nessuno per il centrodestra
di Valeria Forgnone , di Valeria ForgnoneUna corsa in salita, faticosa e piena di ostacoli. Con i partecipanti in affanno e disorientati. Dopo mesi di trattative, ipotesi, accordi sfumati e nomi inaspettati: ora il percorso per le comunali di Roma inizia a prendere forma. Da ieri, l'ex ministro Roberto Gualtieri, è ufficialmente in campo per il Pd. I dem puntano su di lui. Il M5S su Virginia Raggi. La conferma definitiva è arrivata dall'ex premier e ora capo in pectore del Movimento, Giuseppe Conte, che ha messo la parola fine al pressing su Nicola Zingaretti candidato sindaco di Roma blindando l'attuale sindaca grillina. "Il Movimento 5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l'appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli. Virginia sta dando un nuovo volto alla città", le parole di Conte.
Una corsa in salita, faticosa e piena di ostacoli. Con i partecipanti in affanno e disorientati. Dopo mesi di trattative, ipotesi, accordi sfumati e nomi inaspettati: ora il percorso per le comunali di Roma inizia a prendere forma. Da ieri, l'ex ministro Roberto Gualtieri, è ufficialmente in campo per il Pd. I dem puntano su di lui. Il M5S su Virginia Raggi. La conferma definitiva è arrivata dall'ex premier e ora capo in pectore del Movimento, Giuseppe Conte, che ha messo la parola fine al pressing su Nicola Zingaretti candidato sindaco di Roma blindando l'attuale sindaca grillina. "Il Movimento 5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l'appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli. Virginia sta dando un nuovo volto alla città", le parole di Conte.
Quindi, a Roma, Pd da una parte e M5S dall'altra. Il patto potrebbe arrivare al ballottaggio, come auspica l'ex ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia: "Gualtieri andrà al ballottaggio e Virginia Raggi ci aiuterà in quell'occasione", afferma convinto. Intanto, il 20 giugno nella Capitale ci saranno le primarie del centrosinistra. Il nome di Zingaretti non ci sarà: il governatore del Lazio non è mai stato convinto fino in fondo a voler partecipare alla corsa da titolare per il Campidoglio. Resterà alla Regione dove ha sempre detto di voler restare. E correrà da solo Carlo Calenda di Azione. Mentre il centrodestra deve ancora trovare l'intesa sul nome da proporre per il Campidoglio. La strada sembra prendere una direzione, ma per il momento resta ancora in salita.
Primarie del centrosinistra
Dopo una riflessione lunga un mese in casa dem, si torna al punto di partenza. Conte ha confermato il suo supporto a Raggi e, subito dopo i ringraziamenti della sindaca, è arrivato l'annuncio della candidatura di Gualtieri per il Pd. Il 20 giugno ci saranno le primarie ed "entro il 25 maggio si presenteranno le candidature", fa sapere il segretario Enrico Letta a Radio Immagina. I romani potranno esprimere la loro preferenza per il candidato del centrosinistra. La scelta sarà tra Giovanni Caudo, presidente del III Municipio, ex assessore all'Urbanistica della Giunta di Ignazio Marino, il 'papà' del progetto iniziale dello Stadio della Roma e, oggi, minisindaco del vasto e popoloso quartiere di Montesacro; Tobia Zevi per Roma! Puoi dirlo forte, 37 anni, ricercatore Ispi specializzato nella geopolitica delle città, il primo a candidarsi per il centrosinistra già questa estate. Poi ci sarà Paolo Ciani per Demos, sigla legata a Sant'Egidio, romano 51enne, ora consigliere regionale, "esperto di politiche socio-sanitarie, abitative, immigrazione ed educazione alla pace", così si presenta sul suo sito; Cristina Grancio, consigliere comunale a Roma, ex grillina, poi al Gruppo Misto, e da febbraio nel Psi.
Potrebbe partecipare anche il 20enne Federico Lobuono di La Giovane Roma, con una squadra di liceali e universitari under 25 che ha elaborato il progetto programmatico da presentare alla città: sarebbe il più giovane candidato sindaco nella storia d'Italia. E tra i nomi, povrebbe esserci ancora quello di Monica Cirinnà, già senatrice dem e promotrice del Ddl omonimo. In Campidoglio è di casa: 20 anni trascorsi in consiglio comunale e poi 7 in Senato, tra le prime a voler tentare la scalata a Palazzo Senatorio. Come potrebbe esserci anche Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, da sempre proiettata verso il Campidoglio. LeU, invece, valuta di proporre Stefano Fassina, mentre per i Verdi potrebbe esserci la deputata Rossella Muroni.
Calenda e Raggi correranno da soli
Correrà da solo, Carlo Calenda di Azione. "Il nome dei dem a Roma lo hanno scelto sostanzialmente i 5S, con il sostegno di Conte a Raggi e minacciando di far cadere la Regione in caso di candidatura di Zingaretti. Alleati sinceri e affidabili", il tweet velenoso del leader di Azione contro il Pd.
Corsa in solitaria anche per Virginia Raggi. La sindaca di Roma, dopo 5 anni, tenta il bis. Considerata il grande ostacolo per Pd e M5S, che non sono riusciti a superare rompendo così l'alleanza.