Ponte sullo Stretto, i 5S si dividono. E Casaleggio grida al tradimento
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl complicato rapporto tra la coerenza dei 5 Stelle e le grandi opere — dalla Tav alla Tap, osteggiate finché non è arrivata la prova di governo — si aggiorna con un nuovo e clamoroso capitolo. Dopo che per anni nel Movimento il progetto del Ponte sullo Stretto è stato sbeffeggiato, considerato obsoleto o più semplicemente "una presa per il culo che serve al Pd per avere un argomento di cui parlare ai talk show e coprire i suoi fallimenti quotidiani" (correva l’anno 2015, post ufficiale del M5S), oggi le granitiche certezze sono finite.
Tanto che il viceministro alle Infrastrutture, il siciliano Giancarlo Cancelleri, forte anche del proprio ruolo nell’esecutivo, ha rimesso al centro la questione convocando i gruppi parlamentari del M5S per riesaminare il tutto. Anticipando però a giornali e radio che ha cambiato idea. Il ponte ora serve, «diventerà il simbolo della ripartenza», le sue parole alla …
Il complicato rapporto tra la coerenza dei 5 Stelle e le grandi opere — dalla Tav alla Tap, osteggiate finché non è arrivata la prova di governo — si aggiorna con un nuovo e clamoroso capitolo. Dopo che per anni nel Movimento il progetto del Ponte sullo Stretto è stato sbeffeggiato, considerato obsoleto o più semplicemente "una presa per il culo che serve al Pd per avere un argomento di cui parlare ai talk show e coprire i suoi fallimenti quotidiani" (correva l’anno 2015, post ufficiale del M5S), oggi le granitiche certezze sono finite.
Tanto che il viceministro alle Infrastrutture, il siciliano Giancarlo Cancelleri, forte anche del proprio ruolo nell’esecutivo, ha rimesso al centro la questione convocando i gruppi parlamentari del M5S per riesaminare il tutto. Anticipando però a giornali e radio che ha cambiato idea. Il ponte ora serve, «diventerà il simbolo della ripartenza», le sue parole alla Stampa. Chi conosce bene le dinamiche interne al Movimento fa notare che sul tema anche Luigi Di Maio è diventato improvvisamente cauto, tra un "decideranno i territori" (la Sicilia quindi, in mano proprio a Cancelleri, anche se ieri gli eletti regionali si sono confermati in maggioranza contrari al progetto) e un "la transizione ecologica non può essere pensata in chiave anti-impresa, non può essere contro il sistema economico". Insomma, leggendo tra le righe si capisce che la virata a 180 gradi potrebbe essere solo all’inizio.
Come da copione, lo psicodramma è già cominciato sui social, nelle chat interne e poi in assemblea degli eletti. Tra accuse di tradimento e scoramenti vari. "C'è anche una questione di metodo, prima di fare interviste ne dovevi parlare qui", è stato il rimprovere del capogruppo alla Camera Davide Crippa ai danni di Cancelleri. Quest'ultimo ha fatto sapere di averne parlato con Giuseppe Conte, il quale si sarebbe detto d'accordo a creare una commissione di studio interna al M5S per valutare l'opera.
Come se non bastasse, ci si è messo di mezzo anche Davide Casaleggio, che ormai gioca il ruolo del contro-Movimento utilizzando il “Blog delle Stelle” — il cui indirizzo web è tuttora nel simbolo del M5S — come una clava. Quella di cui un pezzo di 5 Stelle sarebbe vittima è "amnesia selettiva politica", spiegava beffardo un post apparso ieri. Dove si elencavano le varie prese di posizione pubbliche del passato dei 5 Stelle contro il Ponte. Se n’è rilanciata però una in particolare, firmata da Beppe Grillo in persona a settembre 2016. Matteo Renzi era presidente del Consiglio, veniva definito “menomato morale” — oggi è un compagno di governo — e la sua proposta di rilanciare il collegamento tra Sicilia e Calabria era considerata parte del "gioco a chi dice la boiata più grossa nel momento più drammatico del nostro Paese dal dopoguerra".
Il video nelle chat degli attivisti: quando Cancelleri diceva no al Ponte sullo Stretto
Ma senza andare troppo lontani, giusto il 1° aprile scorso la pagina social del M5S attaccava Matteo Salvini — altro compagno di governo — colpevole anche lui di aver ritirato fuori il discorso sul Ponte: "Una novità assoluta, che lascia senza parole. Un’idea così moderna che già nel 1953 era vecchia di 80 anni. Nel frattempo è cambiato il mondo (...) tranne la favoletta del Ponte. A cui ormai fanno finta di credere solo loro. E che ogni tanto provano a propinare agli italiani".
Intanto dentro il M5S si assiste a una sorta di contrapposizione territoriale con, ad esempio, i “settentrionali” — da Alberto Airola a Danilo Toninelli — accusati di essere (o per meglio dire restare) contrari al Ponte perché poco coinvolti. "È facile fare post sulla Sicilia quando si è nati e si vive in Piemonte", è stato il commento della siciliana Angela Raffa al collega Luca Carabetta, negativo sul ripensamento. Per Conte, capo in pectore del M5S, il dossier Ponte è un ulteriore e inaspettato grattacapo, posto che la querelle con Rousseau è tutt’altro che risolta: la piattaforma definisce “fake news” la motivazioni del partito che chiede di ricevere i dati degli iscritti.