Comunali Roma, Marcucci: "5S in confusione: difficile dialogare ora con loro. E il Pd ha sopravvalutato Conte"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Illudersi di dialogare con i 5Stelle per il Campidoglio è stata quantomeno una superficialità". Andrea Marcucci, ex capogruppo del Pd al Senato critica: "Il M5Stelle è in una fase di passaggio complicato, sono nel caos, in profonda trasformazione quindi è difficile averli come interlocutori". Aggiunge: "L'ex premier Conte è stato sopravvalutato". E su Roberto Gualtieri candidato sindaco della Capitale: "È un buon candidato, avrebbe meritato una partenza più forte".
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"Illudersi di dialogare con i 5Stelle per il Campidoglio è stata quantomeno una superficialità". Andrea Marcucci, ex capogruppo del Pd al Senato critica: "Il M5Stelle è in una fase di passaggio complicato, sono nel caos, in profonda trasformazione quindi è difficile averli come interlocutori". Aggiunge: "L'ex premier Conte è stato sopravvalutato". E su Roberto Gualtieri candidato sindaco della Capitale: "È un buon candidato, avrebbe meritato una partenza più forte".
"È un errore pensare che un accordo nazionale possa mettere insieme Pd e 5 Stelle in tutte le città in cui si andrà a votare ad ottobre. Eppure c'era già stata una lezione in Umbria alle recenti regionali, purtroppo non si è voluto ricordare il precedente".
Proprio Conte ha affossato la candidatura di Zingaretti benché l'ex segretario lo considerasse interlocutore privilegiato. Come se lo spiega?
"Parlo del Pd e non del Movimento di Conte, le cui regole di ingaggio non mi interessano. Il Pd a Roma ha fatto 5 anni di opposizione fortissima alla sindaca Raggi, in Campidoglio e nelle aule parlamentari. Una decisione locale avrebbe rifiutato qualsiasi accordo con il partito della sindaca. Era scontato che fosse una strada preclusa. Inoltre il Pd ha sopravvalutato l'ex premier Conte".
"I 5Stelle stanno attraversando una fase molto confusa della loro storia. Ignorare questo dato non è saggio. Io penso ad un Pd che sia il perno vero di un centrosinistra aperto: è il periodo per tornare ad agitare questa proposta con determinazione. Rafforzare il Pd, fare una legge elettorale proporzionale e disinteressarsi per un po' delle alleanze nazionali: questo è il mio consiglio".
Per le amministrative, anche nelle altre grandi città l'alleanza giallo-rossa è in alto mare. Da archiviare?
"Mai dire mai, anche in questo caso. Bisogna procedere per gradi e con senso della realtà e non pensare che basti un accordo siglato a Roma tra Letta e Conte per risolvere tutto subito".
Quella con i grillini però è una alleanza indispensabile?
"Con quale legge elettorale andremo a votare? Se andremo con l'attuale, il Rosatellum, la mia risposta è sì. Stessa risposta per altre leggi elettorali maggioritarie. Io sono rimasto fedele all'impostazione che il Pd ha seguito per tutta la legislatura: in questa situazione, serve un proporzionale con soglia alta. Ma da un po' di mesi, abbiamo smesso di parlare di leggi elettorali".
Le piace la candidatura di Gualtieri a Roma?
"Gualtieri è un buon candidato, che comunque se la giocherà. Avrebbe meritato una partenza più forte. Avremmo dovuto appoggiarlo da subito".
Calenda dovrebbe ritirarsi?
"E perché mai? Ho stima dell'ex ministro, si conterà nelle urne. Non è il mio candidato, ma gli faccio gli auguri. E spero che si trovi un accordo per il secondo turno. Il suo contributo di idee e di esperienza può essere molto utile all'amministrazione della Capitale".
A questo punto una candidatura di Conte alle suppletive a Siena la ritiene del tutto superata? E quella di Letta?
"Lo decideranno i senesi ed i toscani il miglior candidato per quel collegio. A proposito, ma la parità di genere nel Pd non è più una priorità?".