Legge Zan, Zanda (Pd): "Il ddl è una nostra battaglia, va approvato anche al Senato senza modifiche"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Modificare il ddl Zan al Senato per metterlo a rischio in una nuova lettura alla Camera, sarebbe un errore politico davvero grave". Luigi Zanda, senatore del Pd, ex capogruppo a Palazzo Madama, è convinto che "ci siano momenti nella vita del Parlamento in cui il valore politico di un provvedimento deve fare premio sui dubbi". Ieri il Pd ha tenuto l'assemblea dei senatori con il segretario Letta sulla legge contro l'omotransfobia. E sulla spaccatura della maggioranza che sostiene Draghi, con Salvini e Tajani, ovvero Lega e Forza Italia, contrari alla legge Zan al punto da averne presentata una propria, Zanda dice: "È fisiologico. La maggioranza dell'esecutivo Draghi nasce da una convergenza sull'emergenza Covid, sull'emergenza economica e sul rapporto con l'Europa, i diritti civili siano discussi dai partiti in piena libertà".
"Modificare il ddl Zan al Senato per metterlo a rischio in una nuova lettura alla Camera, sarebbe un errore politico davvero grave". Luigi Zanda, senatore del Pd, ex capogruppo a Palazzo Madama, è convinto che "ci siano momenti nella vita del Parlamento in cui il valore politico di un provvedimento deve fare premio sui dubbi". Ieri il Pd ha tenuto l'assemblea dei senatori con il segretario Letta sulla legge contro l'omotransfobia. E sulla spaccatura della maggioranza che sostiene Draghi, con Salvini e Tajani, ovvero Lega e Forza Italia, contrari alla legge Zan al punto da averne presentata una propria, Zanda dice: "È fisiologico. La maggioranza dell'esecutivo Draghi nasce da una convergenza sull'emergenza Covid, sull'emergenza economica e sul rapporto con l'Europa, i diritti civili siano discussi dai partiti in piena libertà".
Senatore Zanda, sulla legge contro l'omofobia il Pd ci mette la faccia?
"La legge Zan è un provvedimento del Pd. Il Pd lo ha presentato alla Camera. Il primo firmatario è un deputato dem, Alessandro Zan. A Montecitorio è stato approvato con il contributo decisivo del Pd. Al Senato è stato calendarizzato per iniziativa soprattutto del Pd. E il testo base ora adottato a Palazzo Madama è appunto quello del Pd. In definitiva è un nostro provvedimento".
Da non modificare, come ha chiesto il segretario dem Enrico Letta, di fatto blindando il ddl Zan?
"Comprendo che anche sul disegno di legge Zan contro l'odio nei confronti delle parti più deboli della società - così come era accaduto per le unioni civili diventate poi legge nella passata legislatura - possano essere sollevate limitate obiezioni sui singoli punti del provvedimento. Ma ci sono materie e momenti nella vita del Parlamento in cui il valore politico di un provvedimento deve essere tenuto in una particolare attenzione, e fare premio su tutti i dubbi. Modificare il ddl Zan al Senato e metterlo a rischio in una nuova lettura alla Camera, sarebbe un errore politico davvero grave".
Però nello stesso Pd sono state chieste modifiche, ad esempio dal senatore Andrea Marcucci durante l'assemblea dem a Palazzo Madama ieri.
"Marcucci ha ragione quando chiede rispetto. Questo rispetto c'è stato nell'assemblea dei senatori dem al Senato, che si è svolta con la più assoluta libertà di ciascun senatore nell'esprimere le proprie opinioni. Anche chi ha manifestato obiezioni ha però convenuto sulla necessità di approvare il ddl, riconoscendone il valore politico. Comunque se vuole sapere la mia opinione sull'opportunità di modifiche, lo riterrei uno sbaglio".
Le senatrici del Pd Valeria Fedeli, ex ministra della Scuola, e Valeria Valente, presidente della commissione femminicidi, hanno molte perplessità sull'introduzione delle discriminazioni per sesso, e quindi che riguardano le donne e la misoginia. Sostengono che è un arretramento delle battaglie femministe, dal momento che le donne tutto sono tranne che una minoranza. Lei cosa ne pensa?
"Non esprimo valutazioni sui dubbi e le obiezioni che ho ascoltato nella nostra assemblea. Ripenso a come andò sulle unioni civili: anche allora le obiezioni sui singoli punti furono superate dall'esigenza istituzionale di approvare la legge".
Perché in Italia si apre sempre uno scontro sui diritti civili tra un fronte progressista e uno clericale e conservatore?
"La società italiana è sensibile al tema dei diritti civili e entra in fibrillazione, però non solo tra destra e sinistra anche dentro gli stessi schieramenti. Personalmente su questi punti rifiuto la distinzione tra laici e cattolici".
Comunque il ddl Zan spacca la maggioranza di governo con Lega e Forza Italia del tutto contrari. Avrà conseguenze?
"No, non credo proprio. È fisiologico. La maggioranza dell'esecutivo Draghi nasce come convergenza su emergenza Covid, sull'emergenza economica e sul rapporto con l'Europa. Le questioni che riguardano i diritti civili e in questo caso la lotta all'omofobia sono estranee al patto di maggioranza ed è normale che siano discusse dai partiti in piena libertà. Il ddl Zan è un provvedimento che il Pd deve difendere fino a farlo approvare".
Sui diritti l'asse giallo-rosso tiene, ma per le amministrative l'alleanza si sta rivelando un flop, come mai?
"In tempi come il nostro in cui le ideologie e gli ideali sono così poco frequentati, tutte le alleanze politiche compresa quella tra Pd e 5Stelle valgono per il tempo in cui si stringono. E hanno un valore positivo, ma sono pur sempre alleanze tattiche. Poi tra i partiti alleati può esserci anche l'intenzione o addirittura la volontà di renderle più strutturali e strategiche, ma per farlo ci vuole tempo".