Pd, dopo il flop con i 5S i dem possono riaprire il dossier proporzionale
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - Nessuno vuol mettersi contro il segretario, non adesso almeno, nel momento di massima difficoltà per Enrico Letta, tradito dal Movimento 5 Stelle sulla via del Campidoglio. Ma nemmeno continuare a tacere sulle ricadute di un'alleanza che, per usare un eufemismo, non ha dato i risultati sperati. E che rischia di portare, specie se combinata con l'impostazione maggioritaria cara al leader pd, a una disfatta sicura alle prossime politiche.
Ecco perché da qualche giorno al Nazareno è iniziato un discreto pressing su Letta per convincerlo che, con un "partner" così poco affidabile, è il proporzionale il modello elettorale su cui puntare. Risultando il Mattarelum, amato da Romano Prodi, da cui il seg…
ROMA - Nessuno vuol mettersi contro il segretario, non adesso almeno, nel momento di massima difficoltà per Enrico Letta, tradito dal Movimento 5 Stelle sulla via del Campidoglio. Ma nemmeno continuare a tacere sulle ricadute di un'alleanza che, per usare un eufemismo, non ha dato i risultati sperati. E che rischia di portare, specie se combinata con l'impostazione maggioritaria cara al leader pd, a una disfatta sicura alle prossime politiche.
Ecco perché da qualche giorno al Nazareno è iniziato un discreto pressing su Letta per convincerlo che, con un "partner" così poco affidabile, è il proporzionale il modello elettorale su cui puntare. Risultando il Mattarelum, amato da Romano Prodi, da cui il segretario ha ereditato la passione, un sistema che obbliga a costruire coalizioni non sempre omogenee prima del voto, anziché provare a formarle dopo, sulla base dei seggi conquistati. Col rischio, in caso di insuccesso, di favorire il centrodestra: diviso e in conflitto quando sta al governo, ma molto abile a ricompattarsi in vista delle urne.
È stato fra i primi Peppe Provenzano, il giovane ex ministro ora numero 2 del partito, a invitare Letta a un ripensamento sulla legge elettorale. È vero che le probabilità di trovare i numeri per approvare il proporzionale in Parlamento - con la Lega decisa a difendere il Rosatellum vigente - sono ridotte al lumicino. Ma in casa Pd in tanti cominciano a pensare che forse vale la pena di provarci. Persuasi che, nelle condizioni attuali, proporre il maggioritario sarebbe un suicidio: costringerebbe infatti il centrosinistra ad allearsi con i Cinquestelle alla vigilia delle elezioni, senza avere però alcuna certezza di riuscirci. Come ben dimostra la trattativa sulle amministrative. Il ministro Andrea Orlando lo ha confidato proprio ieri ai parlamentari a lui vicini: "Io sono sempre più convinto che il proporzionale sia la soluzione migliore, anche alla luce delle difficoltà che stiamo incontrando nei comuni".
D'altra parte non è un caso se, quando Nicola Zingaretti era alla guida del Pd, lo aveva posto come condizione per dare via libera al taglio dei parlamentari. Lui che pure sull'alleanza strutturale con il M5S si è giocato la segreteria, sapeva che quella legge era l'unico modo per correggere le distorsioni imposte dal referendum e per evitare i rischi di un matrimonio forzato coi Cinquestelle. Poi è arrivato Letta e lo spartito è cambiato. Ma il flop delle intese nelle città potrebbe mutarlo di nuovo.
"È vero se ne sta parlando, ma azzardare una conclusione è del tutto prematuro", ammette Enrico Borghi, che del Pd è responsabile sicurezza. "La verità è che il M5S è una nebulosa e un'operazione meccanicamente maggioritaria potrebbe provocare danni enormi: centrosinistra e grillini dovrebbero sedersi intorno a un tavolo per dividersi i collegi, ma se fatichiamo a trovare un accordo nei comuni, figuriamoci cosa potrebbe accadere sui seggi uninominali...". È d'accordo Andrea Romano, portavoce di Base riformista: "Il Mattarellum sarebbe una catastrofe, dobbiamo pensare a una legge elettorale che coniughi rappresentanza e governabilità, anche superando i modelli del passato. Siamo in un'Italia diversa da quella degli anni '90. Legarsi mani e piedi a un M5S che è ancora nel pieno di una transizione molto incerta è un tema che ci dobbiamo porre. Per sposarsi bisogna essere in due e se uno all'ultimo momento si sfila, alla fine ci rimette pure l'altro". È sempre il solito discorso: l'affidabilità. Tant'è che in Parlamento un gruppo di piddini s'è messo al lavoro su un nuovo sistema che garantisca l'alternanza ma su base proporzionale, con soglia di sbarramento e premio di maggioranza.
Ci riusciranno? Per il Nazareno "l'argomento non è all'ordine del giorno", di più: "È lunare" affrontarlo in questa fase. "Letta ha parlato di legge elettorale una sola volta, il giorno del suo insediamento, esprimendo una predilezione culturale verso il Mattarellum", tagliano corto i fedelissimi del segretario. "Dopodiché non ne ha più fatto cenno, nemmeno nei colloqui con gli altri leader di partito". Non intende cadere nella trappola, il leader del Pd: "Questo è un tema utilizzato in modo strumentale da chi vuole indebolire un percorso", ovvero l'alleanza con i 5S. Su cui lui non intende arretrare. E avverte: "Dev'essere chiaro che io farò di tutto, sia con la legge elettorale vigente sia con un'altra, per impedire le liste bloccate".