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Stefano Patuanelli 

M5S, Patuanelli “Serve solo tempo, l’alleanza con il Pd va avanti"

Il ministro delle Politiche agricole: "Conte ha spiegato bene che i principi del Movimento sono alternativi a questa destra. Serve una riforma proporzionale"
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Ministro Patuanelli, Giuseppe Conte ha detto "chiamateci di sinistra o di destra. Siamo per l’inclusione, la giustizia sociale, ma guarderemo alle esigenze dell’elettorato moderato". Si torna al Movimento delle origini: può allearsi con chiunque, sia a destra che a sinistra. Lei è d’accordo?
"Nelle parole di Conte ho visto altro: un principio che non abbiamo mai abbandonato, la necessità di parlare dei temi, delle risposte che servono ai cittadini. Ma ha fatto bene a fare dei distinguo e a precisare che alcuni tipi di propaganda politica propri di questa destra sono incompatibili col Movimento".

Lei ha parlato più volte della necessità di stare nel centrosinistra.
"Il Movimento ha avuto un’esperienza di governo molto importante e molto complessa, per la gestione della pandemia, e si è dimostrato una forza politica affidabile, pronta a sfidare la destra. L’importante è avere un prog…
Ministro Patuanelli, Giuseppe Conte ha detto "chiamateci di sinistra o di destra. Siamo per l’inclusione, la giustizia sociale, ma guarderemo alle esigenze dell’elettorato moderato". Si torna al Movimento delle origini: può allearsi con chiunque, sia a destra che a sinistra. Lei è d’accordo?
"Nelle parole di Conte ho visto altro: un principio che non abbiamo mai abbandonato, la necessità di parlare dei temi, delle risposte che servono ai cittadini. Ma ha fatto bene a fare dei distinguo e a precisare che alcuni tipi di propaganda politica propri di questa destra sono incompatibili col Movimento".

Lei ha parlato più volte della necessità di stare nel centrosinistra.
"Il Movimento ha avuto un’esperienza di governo molto importante e molto complessa, per la gestione della pandemia, e si è dimostrato una forza politica affidabile, pronta a sfidare la destra. L’importante è avere un progetto chiaro che definisca la nostra proposta politica. Oggi parlare delle pmi, delle difficoltà dei lavoratori autonomi, è essenziale. Come continuare a parlare di transizione ecologica, diritti sociali, difesa dei più deboli. Proprio e anche al mondo delle imprese abbiamo dimostrato di essere affidabili, varando provvedimenti che ci chiedono oggi di confermare o potenziare".

Nella gestione della pandemia il governo Draghi va più veloce, o no?
"Come si valuta la velocità? La risposta alla pandemia è veloce in questo momento perché arrivano i vaccini. Nel sostegno all’economia abbiamo lavorato con la stessa rapidità. Se invece si pensa a come sarebbe stata la gestione della pandemia con la destra al governo, si comprende la differenza: a fine febbraio dello scorso anno loro volevano riaprire tutto. Ad agosto sosteneva che fossimo in una dittatura perché si prorogava uno stato d’emergenza che, a suo dire, non c’era già più".

Il fallimento delle intese nelle città al voto è la fine dell’alleanza giallorossa?
"Non è la fine del rapporto con Pd e Leu, che però va declinato sui territori. Serve il giusto tempo di maturazione per limitare le differenze ed esaltare le cose che ci accomunano".

Sta accadendo il contrario.
"C’è ancora tempo, si vota a ottobre".

Roberto Fico dovrebbe lasciare la Camera per candidarsi a sindaco di Napoli?
"Sarebbe un ottimo sindaco nella sua città, ma sarà lui a decidere e rispetteremo la sua scelta".

Meglio tornare al proporzionale e lasciar perdere l’intesa strategica?
"Gestire la legge elettorale a partire dalle convenienze è sempre sbagliato. Noi abbiamo sempre parlato del proporzionale con le preferenze e continuo a pensare sia il modello giusto".

Perché non volete pagare il debito con Rousseau?
"Perché non esiste alcun debito e mi secca anche un po’ pensare che io – dopo aver pagato ogni singolo euro – debba essere accusato di dovere qualcosa. Nel nostro regolamento si parla della necessità di sostenere una piattaforma tecnologica, senza dire quale".

Ma lo Statuto vi lega a Rousseau, che ha la lista dei vostri iscritti e non intende consegnarla.
"Se oggi qualcuno va sulla piattaforma e vuole iscriversi si apre una pagina che dice: 'Iscriviti al Movimento 5 stelle'. Non esistono gli iscritti a Rousseau, che è solo il gestore dei dati. La loro titolarità è del M5S e io mi chiedo a che titolo mi arrivino ancora oggi mail dell’associazione, tra l’altro critiche nei nostri confronti, che pubblicizzano iniziative autonome e mai concordate".

Perché si è arrivati a questo livello di scontro?
"Per una questione meramente politica.Casaleggio non ha condiviso il percorso di governo che il Movimento ha fatto in questi anni e vorrebbe interromperlo. Su una cosa ha ragione: la centralità degli iscritti. Ma è lui che non la rispetta impedendo, ad esempio, di votare per i 7 milioni di euro di restituzioni fermi e inutilizzati".

Il nodo del limite dei due mandati è ancora una volta rinviato. Lei che ne pensa? Va mantenuto o no?
"Ciascuno di noi è in conflitto di interessi su questo, chi per una ragione chi per un’altra. Il vincolo non è mai stato nello Statuto, si inseriva di volta in volta nei regolamenti per le candidature".

Era un principio identitario.
"Non voglio sfuggire alla domanda. Se è vero che gli iscritti sono centrali solo loro potranno dire se il limite va mantenuto, cancellato o modificato".

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani non sta facendo scelte del tutto in linea con le vostre. È un problema?
"La transizione ecologica ha bisogno di tempi. Vedo molta concretezza in Cingolani, su alcuni temi però vorremmo un’azione più profonda".

Ad esempio?
"Sull’uscita dalle fonti fossili: ci sono margini per accelerare quel processo".

Il vostro sottosegretario alle Infrastrutture ha rilanciato il Ponte sullo Stretto. Conte e Di Maio non hanno chiuso.
"Quell’opera non ha senso. Le infrastrutture urgenti che chiede quel territorio sono altre".

Ha ragione Di Battista, avete tradito tutte le battaglie?
"Non abbiamo tradito nessuna battaglia. Alcune le abbiamo vinte, altre perse, tutte combattute".

Spera torni sui suoi passi?
"No, spero che insieme a noi faccia dei passi avanti".

La preoccupa il ControMovimento dei fuoriusciti?
"Non credo interessi agli italiani e certamente non mi preoccupa".