Vaccini. Prodi capofila del fronte italiano per i brevetti liberi: "Nessun profitto dalla pandemia, i Paesi più poveri vanno aiutati"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"La liberalizzazione dei brevetti dei vaccini è necessaria. Per l'impegno di risorse che c'era stato, era doveroso accelerare la disponibilità a tutti di questi brevetti, perché i Paesi più sviluppati hanno già ampliato la loro capacità produttiva, ma il resto del mondo è ancora del tutto scoperto davanti alla pandemia e deve essere aiutato". Romano Prodi è convinto che la strada da intraprendere per mettere in sicurezza la salute globale non possa che essere una sospensione temporanea del copyright sui vaccini. L'ex premier ed ex presidente Ue è capofila di un fronte italiano per i brevetti liberi. Ha aderito all'appello dei 170 intellettuali, premi Nobel, ex capi di Stato insieme con Mario Monti, Francois Hollande, Josè Zapatero, Joseph Stiglitz, Michail Gorbaciov, in una iniziativa coordinata dalla People's Vaccine Alliance. Invito già avanzato da Papa Francesco.
"La liberalizzazione dei brevetti dei vaccini è necessaria. Per l'impegno di risorse che c'era stato, era doveroso accelerare la disponibilità a tutti di questi brevetti, perché i Paesi più sviluppati hanno già ampliato la loro capacità produttiva, ma il resto del mondo è ancora del tutto scoperto davanti alla pandemia e deve essere aiutato". Romano Prodi è convinto che la strada da intraprendere per mettere in sicurezza la salute globale non possa che essere una sospensione temporanea del copyright sui vaccini. L'ex premier ed ex presidente Ue è capofila di un fronte italiano per i brevetti liberi. Ha aderito all'appello dei 170 intellettuali, premi Nobel, ex capi di Stato insieme con Mario Monti, Francois Hollande, Josè Zapatero, Joseph Stiglitz, Michail Gorbaciov, in una iniziativa coordinata dalla People's Vaccine Alliance. Invito già avanzato da Papa Francesco.
Ma è in Italia che la mobilitazione sta adesso partendo. Nelle prossime settimane la campagna "Nessun profitto nella pandemia" per una raccolta di firme promossa dalla Iniziativa dei cittadini europei (Ice) - a cui hanno aderito una quarantina di associazioni italiane tra cui Arci, Acli, Forum per le disuguaglianze - vedrà banchetti nelle piazze. L'obiettivo è raggiungere nei Paesi Ue un milione di firme (e in Italia 150 mila) così da premere sulle istituzioni europee affinché si schierino, senza se e senza ma, per il vaccino bene comune. Nel question time ieri alla Camera il premier Draghi è stato molto prudente sui brevetti liberi, chiedendo piuttosto lo sblocco dell'export dei vaccini. A Draghi un appello è stato già lanciato da Rosy Bindi, ex ministra della Salute, da Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri e da Nicoletta Dentico della Society for international development. Nella battaglia per sospendere i brevetti si riconoscono la sinistra, il Pd con i cattolici democratici in prima fila, il Movimento 5Sstelle.
"Capofila politico io? Ma capofila è Biden", sorride Prodi. Che spiega: "Il messaggio è importante per dire che quando accadono fatti così drammatici e mondiali come una pandemia occorre una eccezione alla giusta e comprensibile regolamentazione della proprietà intellettuale senza la quale certo una ricerca adeguata non ci sarebbe". Quindi brevetti liberi in via momentanea. Però Prodi avverte: "La temporanea sospensione dei brevetti dei vaccini è necessaria ma non sufficiente, perché è indispensabile la cessione del know how, l'addestramento dei tecnici per produrre i vaccini. Tuttavia se non si estirpa il virus da tutto il mondo, questo ritornerà". E l'Europa? "C'è stata una lentezza della decisione europea sui vaccini in generale, che non è imputabile alle persone, ma allo stato delle istituzioni. Sui brevetti liberi comunque, non si tratta di togliere di punto in bianco il copyright intellettuale, che altrimenti diventerebbe un danno per innovazione e ricerca, bensì di considerarne la necessità in questa situazione". L'Europa è divisa.
Ma lo schieramento per i brevetti liberi si allarga in Italia. 5Stelle con l'ex premier Conte ne fanno un punto di principio: "L'accesso a cure e vaccini per tutti non è negoziabile. La salute deve essere un diritto universale, non un lusso per pochi", ha twittato qualche giorno fa rilanciando l'hashtag #brevettiliberi. Rincara l'ex ministra della Salute grillina, Giulia Grillo: "Noi portiamo avanti la proposta per la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini contro il Covid e di tutti i diritti di proprietà intellettuale necessari per produrli. Un obiettivo che dobbiamo raggiungere se vogliamo garantire una diffusione più equa tra Paesi, soprattutto per quelli economicamente più svantaggiati, in modo da incrementare la produzione e impedire che il virus si diffonda con le sue varianti". Nel Pd intransigente è Bindi: "Se dici che il vaccino è un bene comune da dare a tutti, è l'indicazione giusta. Non è questione di essere buoni, ma intelligenti". E il vice segretario dem, Peppe Provenzano twitta: "In India le pire dei morti per strada. I paesi ricchi pensano di guarire mentre il resto del mondo muore? Sabin non brevettò il vaccino per la polio salvò milioni di vite: dovremmo esserne eredi, non tradirne l'esempio. Italia e Ue sostengano la sospensione dei brevetti". "'Sospendere i brevetti è l'unico modo per produrre rapidamente vaccini in gran quantità e a basso costo, salvando milioni di vite umane", dicono Nicola Fratoianni e Loredana De Petris di Sinistra italiana.