Servizi, nel caso Renzi-Mancini-Vecchione anche Conte e la crisi di governo di fine anno. Ecco cosa sappiamo
di Tommaso Ciriaco , di Tommaso CiriacoSarà un'indagine interna ai servizi a fornire le risposte definitive ai tanti interrogativi che ruotano attorno all'incontro in autogrill tra il capocentro del Dis Marco Mancini e l'ex premier Matteo Renzi, avvenuto lo scorso 23 dicembre, le cui immagini sono state mandate in onda dalla trasmissione Report. Tasselli mancanti, indiscrezioni, veleni: tutto si mescola in queste ore. Neanche l'ormai ex capo del Dis Gennaro Vecchione ha saputo fornire risposte convincenti di fronte al Copasir, tanto da spingere la commissione parlamentare a chiedere al premier Mario Draghi l'apertura di un'inchiesta interna all'intelligence. Proprio l'audizione di Vecchione ha contribuito in modo determinante alla decisione del presidente del Consiglio di sostituire Vecchione con Elisabetta Belloni, fino all'altro ieri segretaria generale della Farnesina. Per aggiungere elementi utili a fare luce sulla vicenda, Repubblica ha compulsato in queste ore diverse fonti …
Sarà un'indagine interna ai servizi a fornire le risposte definitive ai tanti interrogativi che ruotano attorno all'incontro in autogrill tra il capocentro del Dis Marco Mancini e l'ex premier Matteo Renzi, avvenuto lo scorso 23 dicembre, le cui immagini sono state mandate in onda dalla trasmissione Report. Tasselli mancanti, indiscrezioni, veleni: tutto si mescola in queste ore. Neanche l'ormai ex capo del Dis Gennaro Vecchione ha saputo fornire risposte convincenti di fronte al Copasir, tanto da spingere la commissione parlamentare a chiedere al premier Mario Draghi l'apertura di un'inchiesta interna all'intelligence. Proprio l'audizione di Vecchione ha contribuito in modo determinante alla decisione del presidente del Consiglio di sostituire Vecchione con Elisabetta Belloni, fino all'altro ieri segretaria generale della Farnesina. Per aggiungere elementi utili a fare luce sulla vicenda, Repubblica ha compulsato in queste ore diverse fonti parlamentari di alto livello, a partire da quelle di Italia Viva. Ha sentito alcuni dei protagonisti politici e di governo. E ha contattato anche Giuseppe Conte. Questo è quello che risulta.
Non è solo una storia di ''babbi di Natale'', nessuno nutre ormai alcun dubbio. Proprio alla luce di questa considerazione, va chiarito il primo punto determinate di questo intreccio: chi ha sollecitato il faccia a faccia tra l'esponente del Dis e l'ex premier. Secondo le fonti consultate, sarebbe stato Mancini a chiedere a Renzi di incontrarsi. L'esponente dei Servizi ha in rubrica il numero del leader di Iv e avrebbe chiamato per reclamare il colloquio. Il capo centro del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza avrebbe chiesto e ottenuto l'incontro - che sarebbe durato tra i dieci e i venti minuti - con due obiettivi, emersi nel corso del confronto. Il primo: chiedere informazioni rispetto all'imminente crisi di governo, che nella seconda metà di dicembre era pronta ad esplodere. La seconda: perorare la propria eventuale ascesa a vicedirettore del Dis. Sul primo punto, Renzi avrebbe risposto confermando tutte le criticità del rapporto con Giuseppe Conte e ribadito le posizioni politiche espresse anche pubblicamente in quelle stesse ore. Lasciando dunque pochi margini alla ricomposizione della maggioranza.
Un altro quesito determinate si può riassumere così: chi e perché ha girato il video? È noto che il leader di Italia Viva non ritenga credibile la versione di una registrazione casuale poi consegnata a Report. Più volte i renziani hanno lasciato intendere di considerare irrealistico che sia stata davvero una professoressa capitata lì per caso a registrare l'incontro. A supporto di questa considerazione le fonti consultate rilevano un dettaglio: il fatto che sarebbero udibili alcune parole del video rende difficile immaginare una captazione fortuita e non pianificata del colloquio. Da qui le stesse fonti fanno discendere una seconda domanda: chi può aver realmente girato il video? Le versioni accreditate da chi è nel cuore di questa storia sono due. La prima è che sia stato lo stesso Mancini a far registrare l'incontro. La seconda è che la registrazione sia stata effettuata da apparati dell'intelligence e all'insaputa del capocentro. In entrambi i casi, ne discende che Renzi sarebbe finito in mezzo a una resa dei conti consumata nel mondo dell'intelligence.
Ma c'è un altro punto che non è possibile ignorare: chi ha sollecitato l'interessamento di Mancini alla questione della possibile crisi di governo? Secondo fonti di Italia Viva, è plausibile ipotizzare che l'abbia fatto chi era interessato alla stabilità dell'esecutivo. E, dunque, ragionevolmente e in ultima istanza, anche Palazzo Chigi.
Questo snodo va affrontato tenendo in considerazione anche un'altra indiscrezione che circola in queste ore, alimentata da fonti di primo piano: l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe sostenuto in privato che a perorare la causa di Marco Mancini sarebbero stati il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e la big renziana Maria Elena Boschi. Quest'ultima si sarebbe interessata nella seconda metà di gennaio, prima della caduta dell'esecutivo Conte. Interpellato su queste circostanze, Conte si limita a dire: "No comment". Boschi, invece, smentisce in modo ''più che categorico'' questa possibilità, facendo sapere di non aver mai conosciuto Mancini, di non aver mai parlato con lui e di non aver mai perorato la sua causa. Una nettezza che lascia supporre che il "no comment" di Conte si riferisca a Gratteri (che tra l'altro gode da anni di rapporti solidi con Renzi, che lo avrebbe voluto come ministro della Giustizia, e che conoscerebbe da tempo anche Mancini). Il procuratore di Catanzaro, contattato, fa sapere di non avere nulla da dire, se non smentire categoricamente di essere stato lui a fissare l'appuntamento in autostrada tra l'ex premier e l'esponente del Dis (cosa tra l'altro che non ha sostenuto nessuno, perché il punto sollevato da Repubblica è piuttosto quello di aver più in generale sollecitato un incontro con Mancini).
Ricapitoliamo, dunque. È possibile sostenere che l'incontro in autogrill sia stato chiesto da Mancini, telefonicamente e direttamente a Renzi. Che la ragione del colloquio sia stata quantomeno duplice: la verifica sulla tenuta del governo - messa in quei giorni a dura prova dall'assalto di Iv - e l'eventuale promozione di Mancini (ipotesi tra l'altro trapelata anche sui media in quelle settimane). Che Renzi abbia presunto che l'interessamento del membro dell'intelligence nascesse da un input politico, dunque ragionevolmente anche da Palazzo Chigi. Che la risposta sul futuro della maggioranza da parte del leader non sia stata rassicurante. Che le due opzioni sull'origine della registrazione - avvalorate da alcuni dei protagonisti politici di questa vicenda - siano due, ed entrambe con una matrice interna ai Servizi: organizzata da Mancini per ragioni da definire, oppure captata all'insaputa del capo centro del Dis. Si può inoltre registrare che Conte si limiti a un "no comment" per rispondere a chi gli chiede se sia vero che abbia sostenuto privatamente che sia stato Gratteri a perorare la causa di Mancini. Il procuratore, comunque, smentisce di aver organizzato l'incontro in autogrill. Quanto a Boschi, nega di aver mai conosciuto Mancini.
A sera, infine, Report preannuncia novità sul caso Mancini, che saranno mandate in onda integralmente nella puntata di lunedì. Il programma di Sigfrido Ranucci ricorda che Matteo Salvini ha "difeso" pubblicamente Renzi per il faccia a faccia con Mancini. Poi sostiene che la ragione di questa posizione risale al fatto che il leader leghista avrebbe incontrato più volte lo stesso Mancini nel corso di "questi anni". È quanto avrebbe riferito una fonte a Report, dopo aver visto la puntata sul capocentro del Dis e Renzi. Gli incontri tra l'esponente dell'intelligence e Salvini si sarebbero svolti anche "in prossimità di Cervia, quando Salvini si recava al Papeete", e pure "in autogrill". La trasmissione ha sentito Salvini, che ha confermato la consuetudine: "Ho incontrato più volte Mancini da ministro". Dove? "In ufficio, al ministero, non all'autogrill". E quando gli riferiscono della fonte che sostiene invece di un colloquio in autogrill, il leader del Carroccio risponde: "Non mi sembra di averlo incontrato in autogrill. A mia memoria no. L'ho incontrato ripetutamente. La prima volta in carcere a San Vittore quando fu arrestato ed ero consigliere comunale a Milano".