Giustizia, muro dei 5S sulla riforma. Scende in campo Conte
di Liana Milella , di Liana MilellaLa ministra Cartabia orientata a riprendere il modello della legge Orlando sulla prescrizione, superando il testo dell'ex ministro Bonafede. Ma i grillini vogliono un incontro con la Guardasigilli. E bocciano anche lo stop all’appello per pm e avvocati
ROMA - Entra nel vivo la riforma della giustizia. Da via Arenula filtrano le prime soluzioni su prescrizione e inappellabilità delle sentenze sia per il pm che per gli avvocati. Ma non sarà il Parlamento a decidere le priorità dell’azione penale. Intanto però aumenta sempre di più l’insofferenza di M5S che contesta la progressiva cancellazione delle riforme dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede.
E, per la prima volta sulla giustizia, entra in campo anche l’ex premier Giuseppe Conte, nelle vesti di leader di M5S. Di domenica, per oltre un’ora, Conte ha discusso della riforma con Bonafede, ma soprattutto con i componenti della commissione Giustizia della Camera che, dalla prossima settimana, sarà chiamata a pronunciarsi sugli emendamenti al processo penale da mandare in aula per giugno. Una road map che s’incrocia con la riforma del Csm che, con un rush, potrebbe essere approvata entro l’estate. Mentr…
E, per la prima volta sulla giustizia, entra in campo anche l’ex premier Giuseppe Conte, nelle vesti di leader di M5S. Di domenica, per oltre un’ora, Conte ha discusso della riforma con Bonafede, ma soprattutto con i componenti della commissione Giustizia della Camera che, dalla prossima settimana, sarà chiamata a pronunciarsi sugli emendamenti al processo penale da mandare in aula per giugno. Una road map che s’incrocia con la riforma del Csm che, con un rush, potrebbe essere approvata entro l’estate. Mentr…
ROMA - Entra nel vivo la riforma della giustizia. Da via Arenula filtrano le prime soluzioni su prescrizione e inappellabilità delle sentenze sia per il pm che per gli avvocati. Ma non sarà il Parlamento a decidere le priorità dell’azione penale. Intanto però aumenta sempre di più l’insofferenza di M5S che contesta la progressiva cancellazione delle riforme dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede.
E, per la prima volta sulla giustizia, entra in campo anche l’ex premier Giuseppe Conte, nelle vesti di leader di M5S. Di domenica, per oltre un’ora, Conte ha discusso della riforma con Bonafede, ma soprattutto con i componenti della commissione Giustizia della Camera che, dalla prossima settimana, sarà chiamata a pronunciarsi sugli emendamenti al processo penale da mandare in aula per giugno. Una road map che s’incrocia con la riforma del Csm che, con un rush, potrebbe essere approvata entro l’estate. Mentre a giugno al Senato ci sarà il via libera del nuovo processo civile.
Va peggio con il processo d’appello. Funzionerà così: il pm non potrà fare appello, e neppure gli avvocati potranno farlo liberamente come oggi. Avranno una sola strada, quella di un ricorso che si chiamerà a “critica vincolata”. La legge stabilirà le linee guida, i motivi di possibile appellabilità, ai quali gli avvocati dovranno attenersi. È la vera novità rispetto alla legge Pecorella del 2006, bocciata l’anno dopo dalla Consulta, perché la Corte rilevò una disparità di trattamento tra il pm (che non poteva fare appello se perdeva il processo) e gli avvocati (che invece potevano farlo). Ora l’anomalia viene sanata.
E, per la prima volta sulla giustizia, entra in campo anche l’ex premier Giuseppe Conte, nelle vesti di leader di M5S. Di domenica, per oltre un’ora, Conte ha discusso della riforma con Bonafede, ma soprattutto con i componenti della commissione Giustizia della Camera che, dalla prossima settimana, sarà chiamata a pronunciarsi sugli emendamenti al processo penale da mandare in aula per giugno. Una road map che s’incrocia con la riforma del Csm che, con un rush, potrebbe essere approvata entro l’estate. Mentre a giugno al Senato ci sarà il via libera del nuovo processo civile.
Prescrizione e appello
Nel lunedì in cui la ministra della Giustizia incontra a Vienna il suo omologo austriaco, dal ministero filtrano due indiscrezioni importanti. Raccontano come sarà la futura prescrizione e il meccanismo del processo d’appello. Per la prescrizione si torna alla riforma dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando. L’orologio del tempo si ferma alla fine del primo grado per due anni. Ma se il processo d’appello supera quei due anni non solo riprende a correre, ma recupera i due anni persi. Va da sé, come vedremo, che M5S lo considera un pugno nello stomaco.Va peggio con il processo d’appello. Funzionerà così: il pm non potrà fare appello, e neppure gli avvocati potranno farlo liberamente come oggi. Avranno una sola strada, quella di un ricorso che si chiamerà a “critica vincolata”. La legge stabilirà le linee guida, i motivi di possibile appellabilità, ai quali gli avvocati dovranno attenersi. È la vera novità rispetto alla legge Pecorella del 2006, bocciata l’anno dopo dalla Consulta, perché la Corte rilevò una disparità di trattamento tra il pm (che non poteva fare appello se perdeva il processo) e gli avvocati (che invece potevano farlo). Ora l’anomalia viene sanata.