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M5S-Casaleggio, la lite continua. Il Movimento: "Illegittimo che Rousseau non dia i dati degli iscritti, ne risponda in Tribunale"

(ansa)
I legali nella sede dell'associazione. Richiesta rifiutata. I grillini ora pronti a dare il via alla procedura d'urgenza. Il figlio del co-fondatore pretende il saldo di 450 mila euro di debiti per chiudere i rapporti e consegnare al partito gli elenchi: "Non sono una risma di fogli. Noi disponibili ma no a prepotenze giuridiche"
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"Un fatto gravissimo". È la "denuncia" che arriva, su Facebook, dal Movimento 5 Stelle nei confronti di Rousseau. Al centro della querelle, ancora, i dati degli iscritti. Oggi, dopo la diffida presentata 5 giorni fa, i periti informatici e legali del Movimento si sono presentati in via Morone a Milano per farsi consegnare i dati: "Purtroppo, Rousseau non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo" protesta il M5S che definisce il rifiuto dell'associazione "un fatto gravissimo". Rousseau fa finta di nulla. Replica. Parla di "sceneggiata imbarazzante". E non solo non "molla" i dati ma dà il via alla sua campagna di reclutamento. All'orizzonte, una nuova mossa da parte del Movimento: una procedura d'urgenza davanti al tribunale per farsi consegnare subito gli elenchi. E mettere fine al rapporto.

L'accusa dei 5S

Il M5S "la scorsa setti…

"Un fatto gravissimo". È la "denuncia" che arriva, su Facebook, dal Movimento 5 Stelle nei confronti di Rousseau. Al centro della querelle, ancora, i dati degli iscritti. Oggi, dopo la diffida presentata 5 giorni fa, i periti informatici e legali del Movimento si sono presentati in via Morone a Milano per farsi consegnare i dati: "Purtroppo, Rousseau non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo" protesta il M5S che definisce il rifiuto dell'associazione "un fatto gravissimo". Rousseau fa finta di nulla. Replica. Parla di "sceneggiata imbarazzante". E non solo non "molla" i dati ma dà il via alla sua campagna di reclutamento. All'orizzonte, una nuova mossa da parte del Movimento: una procedura d'urgenza davanti al tribunale per farsi consegnare subito gli elenchi. E mettere fine al rapporto.

L'accusa dei 5S

Il M5S "la scorsa settimana ha ordinato, in conformità alla legge, all'associazione Rousseau, responsabile del trattamento dei dati, di restituire al M5S i dati relativi agli iscritti del Movimento, diffidandola dal continuare ad utilizzarli, indicando il termine di 5 giorni per organizzarsi e provvedere alla restituzione. Oggi, decorso tale termine e previa ulteriore comunicazione di conferma, i nostri esperti informatici e periti forensi si sono recati presso gli uffici dell'associazione Rousseau per ricevere i dati in consegna. Purtroppo, l'associazione Rousseau non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo".

"In tale modo Rousseau cerca di ostacolare e di rinviare, come già da tempo, la possibilità per gli iscritti del Movimento di esercitare i propri diritti associativi e di esprimersi sul nuovo progetto politico. Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette", si legge ancora nel post. "È inaccettabile che un soggetto privato possa tentare di ostacolare l'attività di una forza politica del Parlamento e di governo".

La replica di Rousseau

"I dati degli iscritti del M5S non corrispondono ad una risma di fogli o un pacco postale che un gruppo di persone può venire a ritirare dalla sera alla mattina con procedure superficiali e non costruite con tempi e professionalità sufficienti". Così Rousseau  commenta il "blitz" M5S nella sede dell'associazione trovata vuota. "Ancora una volta, siamo costretti a ribadire la nostra piena disponibilità, ma solo nel perimetro del rispetto della legge, della democrazia interna e della tutela degli iscritti. Prepotenze amministrative o giuridiche non sono la strada per risolvere i problemi, ma solo per crearli", si legge ancora.

La procedura d'urgenza in tribunale

Un articolo 700. Una procedura d'urgenza davanti al tribunale per farsi consegnare subito i dati degli iscritti e mettere fine ai rapporti tra il Movimento 5 stelle e l'associazione Rousseau di Davide Casaleggio. Quella che finora è stata solo una minaccia, si trasformerà in realtà - secondo quanto trapela dai vertici M5S - già domani. Perché la mossa fatta oggi da Enrica Sabatini, la richiesta a ciascun iscritto di scegliere da che parte stare, se ancora nella forza politica fondata da Beppe Grillo o se con la piattaforma creata dal figlio del cofondatore, è considerato un passo falso dalle conseguenze legali pesantissime. Per dirla con uno dei massimi dirigenti del Movimento "non puoi usare i dati degli iscritti di un partito di cui hai la custodia per chiedergli di passare in un altro partito, è come se chi gestisce le tessere del Pd chiamasse a uno a uno i militanti proponendo il passaggio a Forza Italia".

Il braccio di ferro sui debiti

Così, quella che è ormai diventata una telenovela della politica italiana si arricchisce di un nuovo episodio. Ricapitolando: l'associazione con sede a Milano chiede al Movimento 450 mila euro di debiti da saldare per chiudere il rapporto tra le due entità e consegnare al partito i dati degli iscritti. Per i vertici dei 5 Stelle il calcolo della cifra non è corretto e ormai da settimane si sprecano richieste e diffide a mollare l'osso, appunto i nominativi di chi in questi anni si era registrato alla 'sezione online' del M5S. Fatica inutile, perché il complesso sistema di norme statutarie che finora hanno regolato i rapporti tra le due entità - lo strumento tecnico e il partito - sembra dar ragione a Rousseau. Che oggi, con un post sul Blog delle Stelle firmato da Enrica Sabatini, replica che "l'elenco degli iscritti non è un pacco postale da consegnare a qualcuno". Per questo "Rousseau è a totale disposizione, come sempre, per risolvere i problemi e collaborerà con serietà per dare seguito a tutte le decisioni che saranno prese, ma che dovranno, come già detto e ribadito, garantire il rispetto della legge, della democrazia interna e di tutti gli iscritti".

Il vicolo cieco

Nei giorni scorsi l'ex capo reggente Vito Crimi aveva parlato di un ricorso al Garante della Privacy per pressare la piattaforma, sostenendo che il titolare dei dati degli iscritti fosse il M5S. Vero, solo che ad oggi il Movimento - secondo Casaleggio e secondo quanto deciso da un tribunale a Cagliari - non ha un legale rappresentante. Questo è il vicolo cieco in cui si sono cacciati i 5 Stelle. Peraltro al Garante Crimi ha semplicemente chiesto un accesso agli atti relativo a un vecchio procedimento dell'ente verso la piattaforma, nulla di più. Tutti "appelli a organi non pertinenti, pressioni per ottenere azioni in realtà lesive della normativa privacy fino a diffide dal sapore solo sensazionalistico", secondo Sabatini. Agli uffici del Garante non sarebbe infatti arrivato neanche alcun ricorso firmato da Giuseppe Conte o da chi per lui.

Secondo l'associazione, "in meno di 20 giorni oltre mille persone hanno deciso di disiscriversi dal Movimento 5 Stelle e di impedire che i propri dati vengano consegnati, contro la loro volontà, a soggetti terzi". Inoltre nel post è stato inserito un link per far in modo che si resti iscritti a Rousseau sollevando il M5S dalla proprietà del dato. Insomma, un modo per tenersi gli iscritti anche se e quando la situazione si sbloccherà.

Un nuovo post sui due mandati

Il bombardamento settimanale contro il quartier generale si arricchisce di un altro post ancora, stavolta dedicato al capitolo "ultime parole famose". Anno 2012, scriveva Beppe Grillo sul blog, riflessioni che rilanciate oggi suonano profetiche ma al contrario: "Il limite massimo dei due mandati, qualunque sia il tipo di mandato, da consigliere o da deputato, vale per tutti. Inoltre chi è stato eletto non può lasciare il suo incarico per candidarsi altrove. Queste regole sono chiare e lo sono state dall'inizio. Qualcuno può non essere d'accordo, ma in quel caso può candidarsi in un partito. Non nel MoVimento 5 Stelle. Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non ci sono, né ci dovranno essere leaderini, ma solo cittadini".

Lo stallo ovviamente nuoce soprattutto a Conte. Il quale quasi un mese fa aveva promesso di presentare nei primi giorni di maggio il nuovo Statuto e Carta dei valori dei 5 Stelle, prendendone di fatto la guida anche formalmente. Era tutto pronto, oggi come allora mancava però "un passaggio fondamentale: il trasferimento dei dati degli iscritti da Rousseau al Movimento 5 Stelle". Come detto: è tutto fermo, incastrato in un gineprai da azzeccagarbugli, a meno che la procedura d'urgenza non sblocchi davvero - e una volta per tutte - il destino dei 5 stelle.