Vaccini, Draghi lancia lo stop ai brevetti: “E ancora due mesi con le mascherine”
di Elena Dusi , di Elena Dusi"Dobbiamo vaccinare il mondo, e dobbiamo farlo presto". L’esordio di Mario Draghi al vertice del G20 sulla salute – il Global Health Summit – non poteva essere più diretto. "Abbiamo imparato le nostre lezioni e vogliamo metterle a frutto" ha detto il premier italiano a Roma. Accanto a lui, a Villa Pamphili, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, con gli altri leader collegati a distanza, da Cina e Russia, da India, Usa e America Latina.
"Questa deve essere l’ultima pandemia" ha detto von der Leyen. Prima di scendere dal palco, i fotografi le hanno chiesto di togliersi la mascherina per uno scatto con Draghi. "Ancora no, u…
"Dobbiamo vaccinare il mondo, e dobbiamo farlo presto". L’esordio di Mario Draghi al vertice del G20 sulla salute – il Global Health Summit – non poteva essere più diretto. "Abbiamo imparato le nostre lezioni e vogliamo metterle a frutto" ha detto il premier italiano a Roma. Accanto a lui, a Villa Pamphili, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, con gli altri leader collegati a distanza, da Cina e Russia, da India, Usa e America Latina.
"Questa deve essere l’ultima pandemia" ha detto von der Leyen. Prima di scendere dal palco, i fotografi le hanno chiesto di togliersi la mascherina per uno scatto con Draghi. "Ancora no, un paio di mesi di pazienza" ha risposto il premier, con una battuta che indica quale sarà il nostro futuro. Il green pass italiano, in compenso, dovrebbe arrivare prima di quello europeo, per far ripartire il turismo nel nostro paese.
L’obiettivo del summit è chiaro. Ma come raggiungerlo? La Dichiarazione di Roma indica tre soluzioni: donazioni di vaccini, creazione di impianti farmaceutici in Africa e una non ben precisata “terza via” nella sospensione dei brevetti.
Donazioni di vaccini, in primis. L’Italia ne ha promessi ieri altri 15 milioni, oltre ai 300 concessi al fondo Covax a favore di 92 paesi poveri. "Come Europa doneremo 100 milioni di dosi nel 2021. I nostri partner industriali garantiranno 1,3 miliardi di dosi quest’anno e oltre 1 miliardo nel 2022" ha aggiunto von der Leyen. Da Pfizer e BioNtech arriveranno a prezzo di costo 1 miliardo di dosi quest’anno e altrettante l’anno prossimo. Johnson&Johnson fornirà ai paesi poveri 200 milioni di vaccini nel 2021, Moderna 100 milioni.
L’Unione Europea si impegna poi, come spiega von der Leyen, a investire "un miliardo di euro per realizzare hub regionali" in Africa per produrre vaccini, soprattutto a Rna. Le aziende - anche italiane - condivideranno le tecnologie per aiutare il continente rimasto ai margini della campagna vaccinale. «Del primo miliardo di vaccini usati nel mondo" ha ricordato il filantropo Bill Gates, "l’80% è andato ai paesi ricchi e lo 0,2% ai poveri". È il problema dell’apartheid vaccinale e la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides ha avvertito: "Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro".
Sui brevetti nessuno si oppone apertamente all’idea di sospenderli, lanciata dal presidente Usa Joe Biden il 5 maggio. Von der Leyen suggerisce una “terza via”, tra il mantenimento dei brevetti e la loro abolizione tout court, che sarà presentata dall’Ue a giugno alla World Trade Organization. "La proposta avrà tre componenti: disciplina sulle restrizioni all’export, maggiore produzione, licenze obbligatorie". Draghi, prima di von der Leyen, era stato più esplicito: "Sospendiamo i brevetti". Per poi frenare: 2Con una misura mirata, limitata nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo a innovare". Proposta condivisa del presidente francese Macron ("La sosterrò, caro Mario") e dallo spagnolo Sanchez. Nella dichiarazione di Roma, ha detto invece la cancelliera tedesca Angela Merkel, "c’è la messa a disposizione volontaria di brevetti, licenze e proprietà intellettuale. Questo lo sostengo con forza".
Il vero punto critico, per l’Europa, è il blocco delle esportazioni degli ingredienti dei vaccini da parte degli Usa. Il vaccino tedesco CureVac, ad esempio, è in via di approvazione in Europa ma ha materie prime solo fino ad agosto. Su alcune componenti Washington ha posto il divieto di esportazione. Per sbloccare la situazione sono intervenuti i vertici di Berlino e Bruxelles e ieri Draghi ha potuto annunciare: "Sono convinto che gli Usa toglieranno queste barriere alle esportazioni".