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Amministrative, il sostituto procuratore Maresca scende in campo a Napoli per il centrodestra

Catello Maresca 
Oggi il via libera da Palazzo dei Marescialli. Il centrosinistra, nella città dove il patto con i 5S è fatto, è ancora a uno stallo
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Lo sapevano tutti, tranne (la maggioranza) al Csm. Dove ben altri segreti, in verità, sono stati scoperti e diffusi. Da oggi però, Catello Maresca, già pm antimafia e ora sostituto procuratore generale, ha ricevuto dal plenum di Palazzo dei Marescialli , tramite procedura d’urgenza,  quell’aspettativa che gli consentirà di scendere in campo come candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, un profilo di indipendente con liste civiche, ma sostenuto con i simboli di Lega, Fi e Fdi. La sua corsa elettorale comincerà quindi ufficialmente ora, al volgere delle 49 candeline spente ieri sera, e dopo mesi di campagna mascherata: ma già gli scoppia tra le mani la prima grana con il controverso parterre dei suoi sostenitori e sul terreno cruciale dell’antimafia.

"Napoli chiede aiuto ed io intendo impegnarmi, forte anche della spinta di associazioni, uomini e donne che hanno uguale passione e amore per la nostra citt&agra…

Lo sapevano tutti, tranne (la maggioranza) al Csm. Dove ben altri segreti, in verità, sono stati scoperti e diffusi. Da oggi però, Catello Maresca, già pm antimafia e ora sostituto procuratore generale, ha ricevuto dal plenum di Palazzo dei Marescialli , tramite procedura d’urgenza,  quell’aspettativa che gli consentirà di scendere in campo come candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, un profilo di indipendente con liste civiche, ma sostenuto con i simboli di Lega, Fi e Fdi. La sua corsa elettorale comincerà quindi ufficialmente ora, al volgere delle 49 candeline spente ieri sera, e dopo mesi di campagna mascherata: ma già gli scoppia tra le mani la prima grana con il controverso parterre dei suoi sostenitori e sul terreno cruciale dell’antimafia.

"Napoli chiede aiuto ed io intendo impegnarmi, forte anche della spinta di associazioni, uomini e donne che hanno uguale passione e amore per la nostra città - ha detto Maresca - La deliberazione dei componenti del Csm, che ringrazio per la serenità di giudizio, mi consente di continuare la campagna di ascolto di una città sofferente che chiede a tutti noi impegno, un grande autentico e profondo impegno civico, per risolvere problemi antichi e nuove emergenze".

Catello Maresca versus Luigi Cesaro: l’intransigente della lotta al crimine organizzato contro un supporter che di ombre e sospetti di collusione, ne ha collezionate parecchie. “Non salirò mai sul palco insieme con lui”, ha già dichiarato l’ex pm. “Si metta l’anima in pace, sia garantista, Cesaro non è stato ancora condannato da nessuno”, gli ribatte a muso duro il plenipotenziario berlusconiano, Domenico De Siano. Una partita napoletana che si annuncia incandescente. Mentre, per paradosso, è colta da momentanea paralisi l’altra metà del campo.

Comunali Napoli, Salvini rilancia Maresca: "Candidato anche senza il simbolo"

La coalizione giallorossa è ancora alla ricerca del suo candidato perfetto: dopo che l’ex ministro Gaetano Manfredi, il prescelto su cui c’era l’ok anche di Letta e Conte, ha spiegato in una dolente lettera il suo rifiuto alle offerte di Pd e M5s, argomentando sulle difficoltà di fornire servizi e risposte ai cittadini mentre i conti del Comune sono devastanti e a Palazzo San Giacomo si finirebbe “solo per fare il commissario liquidatore di fronte alla voragine dei 5 miliardi del Comune”. Un gesto che sembrava chiudere la porta, ma su cui in realtà stanno lavorando alacremente gli emissari del Nazareno e dell’ex premier Conte per blindare il fondo salva-Comuni, come ha ribadito poche ore fa anche la viceministra dell’Economia Laura Castelli, in commissione Affari regionali  (“C’è l’obiettivo di costruire un fondo strutturale nella legge di bilancio 2022 peri Comuni in deficit strutturale”),  per sperare così che Manfredi ci ripensi. In caso contrario, dopo che anche Roberto Fico si è sfilato definitivamente dalla corsa, si rischia di mandare all’aria il patto giallorosso nell’unica grande città delle prossime amministrative in cui resisteva il tanto esibito matrimonio tra dem e pentastellati. Intanto, a destra, Maresca è costretto a fare i conti con la prima contraddizione.

 

L’ex magistrato acchiappaboss, autore di importanti catture nel gotha dei casalesi schierato contro il senatore di Fi, più noto come Giggino ‘ a polpetta,  e coinvolto in più procedimenti per collusioni.

L’ex pm, intervistato da Il Domani, avverte infatti senza preamboli: “Io e Cesaro sullo stesso palco? Non mi ci vedrete”. Dall’altro lato, non la prende bene il parlamentare forzista,  che preme sul coordinatore campano di Fi, anch’egli senatore, Domenico De Siano, fino a quando quest’ultimo lancia, su Il Riformista, un brusco invito alla calma all’aspirante sindaco. “Attualmente Luigi Cesaro è incensurato. Solo se e quando il senatore dovesse essere riconosciuto colpevole con una pronuncia passata in giudicato, allora si faranno le valutazioni del caso – sottolinea De Siano - Ma garantismo e presunzione di innocenza sono capisaldi, Maresca se ne faccia una ragione”. Pensare che proprio a carico di Cesaro é appena stata autorizzata l’utilizzabilità di alcune intercettazioni, nell’ambito di un procedimento che lo vede indagato per concorso esterno in associazione camorristica e per ipotesi di voto di scambio politico-mafioso. Mentre i fratelli di Giggino il senatore, Aniello , Raffaele ed Antimo Cesaro sono già sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, per due distinti blitz.

La collisione, quella tra il magistrato che scende in politica e il politico che annuncia l’addio ma non si è mai ritirato, era annunciata da tempo: almeno quanto la discesa in campo della toga. La notizia di Maresca candidato era di dominio pubblico da almeno sei mesi: tanto da indurre il Pg di Napoli, Luigi Riello, a scrivere al Csm dove si ipotizzava l’apertura di una pratica per incompatibilità. Lo scorso gennaio il Csm si spaccò, al plenum passò per 12 voti a 9 la proposta di archiviare la sua posizione: “In fondo si tratta di illazioni, boatos, nessuna volontà espressa da Maresca in favore di una propria candidatura”, fu la tesi dominante di membri laici come Lanzi, (Fi) o anche del togato Di Matteo (Autonomia e Indipendenza). Mentre i fatti mostrano che in costanza di esercizio della funzione, un sostituto pg aveva già di fatto aperto a campagna preparatoria e di ascolto della città, anche attraverso la partecipazione, in presenza o da remoto, a vari appuntamenti: le iniziative di solidarietà portate avanti con le sue associazioni, la presentazione del libro “Nco, alle radici del male”, le passeggiate nei quartieri popolari insieme a quelli che sarebbero diventati i suoi collaboratori ufficiali.

Poi, pochi giorni fa, ecco la richiesta di aspettativa per motivi elettorali.

La pratica di Maresca è arriva in Quarta commissione al Csm, presieduta dal professor Alberto Maria Benedetti, consigliere laico, dove ieri sera è stata chiusa con il voto favorevole all’unanimità. La proposta, attraverso la procedura d’urgenza,  sarà esaminata oggi dal plenum: il cui placet finale appare un atto scontato. Il via libera è quindi questione di ore: appena in tempo per consentire a Maresca  di partecipare, in pieno centro cittadino, domani, a un convegno sul caso Luca Palamara e sul “Sistema” degli accordi sottobanco. Partecipano l’ex pm romano sotto processo e (radiato dall’ordine giudiziario) oltre ad Alessandro Sallusti che firma con lui il libro. Tra coloro che sono chiamati a discuterne, tra gli altri, ecco anche Carlo Nordio, Arcibaldo Miller, anche Luigi Bobbio e Amedeo Laboccetta. Il primo, anch’egli magistrato, già sindaco a Castellammare di Stabia, condannato in primo grado per aver affidato un incarico ad un proprio testimone di nozze. L’altro, il  big che tirò fuori il dossier sulla casa di Fini, fu messo sotto accusa e poi prosciolto per la sua amicizia con il megaimprenditore Francesco Corallo (“Ho pagato un prezzo molto alto per un pregiudizio”, ha sempre detto ). Ma da parte sua, Laboccetta ha sempre vagheggiato d’espugnare Palazzo San Giacomo con un candidato della destra. A sentire loro, stavolta il traguardo sarebbe più vicino.