Comunali, Manfredi: "Ripartiamo da giovani e periferie. Credo al Patto per Napoli"
di Conchita SanninoNAPOLI - "Voglio ripartire dalle periferie, non solo quelle geografiche. Dobbiamo ricominciare dai nostri giovani che emigrano, per studiare o per lavorare. E dalle disuguaglianze che frenano tutto il sud", assicura il neocandidato sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Voce bassa, modi pacati e scarsa attitudine alle polemiche frontali, risponde a Repubblica dopo aver risentito al telefono sia Enrico Letta sia Giuseppe Conte. L'ex ministro è tornato sui suoi passi, alla fine. E dopo aver esaminato il "Patto per Napoli", l'impegno per la città e per i Comuni a rischio dissesto, sottoscritto dai due leader con Roberto Speranza di Leu, è sceso in campo. Manfredi è l'unico volto a incarnare il patto Pd-M5s, fin dal primo turno, nella partita delle amministrative d'autunno nelle grandi città. E il primo a sinistra ad avere buone chance, dieci anni dopo de Magistris, di riconquistare Palazzo San Giacomo.
Professor Manfre…
NAPOLI - "Voglio ripartire dalle periferie, non solo quelle geografiche. Dobbiamo ricominciare dai nostri giovani che emigrano, per studiare o per lavorare. E dalle disuguaglianze che frenano tutto il sud", assicura il neocandidato sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Voce bassa, modi pacati e scarsa attitudine alle polemiche frontali, risponde a Repubblica dopo aver risentito al telefono sia Enrico Letta sia Giuseppe Conte. L'ex ministro è tornato sui suoi passi, alla fine. E dopo aver esaminato il "Patto per Napoli", l'impegno per la città e per i Comuni a rischio dissesto, sottoscritto dai due leader con Roberto Speranza di Leu, è sceso in campo. Manfredi è l'unico volto a incarnare il patto Pd-M5s, fin dal primo turno, nella partita delle amministrative d'autunno nelle grandi città. E il primo a sinistra ad avere buone chance, dieci anni dopo de Magistris, di riconquistare Palazzo San Giacomo.
Professor Manfredi, lei aveva detto no, con la lettera su Napoli "mia forza e mio dolore", indicando il baratro di 5 miliardi di debito.
"Non avrei potuto abbracciare una sfida e poi non essere in grado di dare risposte. Ma dopo la mia lettera, si è aperto un dibattito nazionale. Non solo su Napoli, ma sul grande tema dei Comuni, rimasto sotto traccia in tempo di Covid. E nel Patto ci sono risposte ad alcune mie richieste".
Cosa è cambiato in 10 giorni? L'impegno dei tre leader sui 150 milioni l'anno per la gestione commissariale del debito?
"Non solo gestione e alleggerimento del debito: un tassello importante. Quel Patto prevede anche un Piano straordinario per assunzione e riqualificazione di personale".
Al Comune di Napoli si è passati in 10 anni dai 10. 800 dipendenti del 2011 ai 5mila di oggi.
"Sono numeri che dicono già tanto delle grandi difficoltà di cui soffrono in proporzioni tanti enti locali:per cui è giusto sia il governo a farsene carico. Un documento importante anche da un altro punto di vista".
Più politico?
"Sì, lo considero un atto di chiarezza, da parte dei leader nei confronti degli elettori. C'è una grande volontà e necessità di ripartire: ma bisogna mettere in moto una macchina. E una città che funziona è un bene di tutti. È servito ragionare di questo".
La sua visione per Napoli.
"In due parole: riconnetterla con l'Europa. Parliamo di una grande città. che da sempre ha un suo respiro culturale e progettuale internazionale. Ma bisogna richiamare tutte le intelligenze, offrire motivi ai giovani per restare".
C'è un luogo simbolico, o un impegno da cui partirà?
"Dalle periferie: non solo luogo di sofferenza: ma anche di grande opportunità per la crescita. Come le sacche di disagio nel centro storico acuite dal Covid".
E Bagnoli, l'icona del fallimento di tutti i governi ?
"Per me dovrà essere il luogo in cui transizione digitale ed ambientale si incontrano. Il luogo simbolo della nuova Napoli".
Letta dice: "Sarà un grande sindaco". E Conte: "Con lui riparte l'Italia dei Comuni". Non sente la responsabilità d'essere l'unico candidato del patto Pd-5S ?
"Letta è un intellettuale della politica, che sa essere concreto. Con Conte c'è un legame maturato nell'anno di governo, per me indimenticabile, dell'Italia travolta dalla pandemia. Però, posso dire...".
Lo dica.
"Questa non è la partita mia, o del Pd e dei 5S. Questa è una grande sfida collettiva. Perciò, accanto alla gratitudine per la stima di due importanti leader e di tutta la coalizione, metto le parole di incoraggiamento e fiducia che vengono da tanti cittadini. Devo e voglio ascoltare. Molto, tutti. Perché per agire ed incidere su una città splendida e difficile come Napoli, c'è davvero bisogno di una grande partecipazione civile".
Che effetto le fa avere come avversario Bassolino, ex sindaco da lei molto stimato?
"Con lui la città fece uno scatto in avanti, lo confermo".
Se lei vincesse, potrebbe coinvolgerlo?
"La politica ha dinamiche complesse. Ma a un grande progetto di città, secondo me, tutti devono collaborare" .
Cosa pensa del suo rivale di centrodestra, l'ex pm Maresca che si candida nello stesso distretto, dopo mesi di incontri?
"Ho stima di lui come magistrato. Ora dobbiamo guardare al futuro. Mi auguro sia un confronto leale, corretto. Io farò la mia parte, fino in fondo".