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Ex forzisti, 5Stelle e uomini di Tabacci: ecco i 24 deputati del nuovo gruppo di Toti e Brugnaro

Giovanni Toti 
Presentato alla Camera "Coraggio Italia", il raggruppamento moderato del centrodestra. Presidente è Marin, in undici lasciano Berlusconi. C'è la grillina Parisse. Sull'adesione della leghista Piccolo braccio di ferro con Salvini. Il governatore ligure: "Non è un partitino personale ma la gamba moderata del centrodestra. Nulla contro Berlusconi, ma in  Fi troppi veti"
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Sono 23 i deputati che fanno parte del nuovo gruppo parlamentare "Cambiamo Italia", fondato dal governatore della Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. I nomi sono stati trasmessi alla presidenza della Camera. Del gruppo fanno parte 11 esponenti di Forza Italia che salutano così la corte di Berlusconi: Marco Marin è il presidente, poi Stefano Mugnai, Raffaele Baratto, Maurizio d'Ettore, Simona Vietina, Michaela Biancofiore, Cosimo Sibilia, Matteo Dall'Osso, Elisabetta Ripani, Maria Teresa Baldini, Guido Germano Pettarin.

All'ultimo momento ha deciso di non partecipare all'avventura totiana Fucsia Nizzolli Fitzgerald, eletta all'estero, che rimane fra…

Sono 23 i deputati che fanno parte del nuovo gruppo parlamentare "Cambiamo Italia", fondato dal governatore della Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. I nomi sono stati trasmessi alla presidenza della Camera. Del gruppo fanno parte 11 esponenti di Forza Italia che salutano così la corte di Berlusconi: Marco Marin è il presidente, poi Stefano Mugnai, Raffaele Baratto, Maurizio d'Ettore, Simona Vietina, Michaela Biancofiore, Cosimo Sibilia, Matteo Dall'Osso, Elisabetta Ripani, Maria Teresa Baldini, Guido Germano Pettarin.

All'ultimo momento ha deciso di non partecipare all'avventura totiana Fucsia Nizzolli Fitzgerald, eletta all'estero, che rimane fra gli azzurri. Altri esponenti di "Coraggio Italia" avevano già lasciato Fi e militavano in altri gruppi, come Osvaldo Napoli, che faceva parte della componente di Cambiamo! (il partito di Toti) assieme a Fabiola Bologna, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Gianluca Rospi, Daniela Ruffino, Giorgio Silli e Guido Della Frera. Invece Fabio Berardini, Marco Rizzone e Carlo Ugo De Girolamo vengono dal Centro democratico di Tabacci. Martina Parisse approda a Coraggio Italia direttamente dalle fila dei 5 Stelle. E c'è pure la leghista Tiziana Piccolo.

Ma attorno al nome di Piccolo si è scatenato un braccio di ferro fra Salvini e il duo Toti-Brugnaro. La sua adesione al gruppo è ufficiale, tanto che è stata comunicata anche nell'aula di Montecitorio. Ma il leader della Lega ha preso il telefono e composto il numero della deputata, per capire i motivi dell'addio. Lei non si è presentata alla conferenza stampa convocata alla Camera per presentare "Coraggio Italia". E' arrivata a montecitorio solo a mezzogiorno, quando l'incontro con i giornalisti era finito da poco. "Resisti, non cedere", le ha detto uno dei nuovi deputati del partito fucsia. Piccolo si è limitata a scuotere la testa e si è allontanata, ancora al telefono. Salvini si è detto convinto che resterà nel Carroccio.

Toti ha fatto sapere che "Coraggio Italia non sarà un nuovo partitino personale ma la gamba moderata del centrodestra" e che la nuova forza politica sarà presente alle amministrative di autunno. "Vogliamo ricomporre la diaspora dei moderati", è l'obiettivo annunciato. E' un'iniziativa, dice il governatore ligure, che non va contro Berlusconi. Le critiche sono per i colonnelli: "Se domani mattina - afferma Toti - Forza Italia ha voglia di sedersi a discutere  è benvenuta. Io avevo proposto un partito unico di centrodestra... ma qualcuno la finisca di mettere blocchi o veti per interessi personali ad centrodestra che si vuole riformare. Io sono contro solo chi non vuole aprire centrodestra". Brugnaro fa eco: "Saremo con Berlusconi se vorrà fare battaglie istituzionali. Siamo qui per allargare perimetro di sostegno, non ridurlo".

Ancora Toti: "Berlusoni è stato forse l'unico a voler cambiare questo Paese. Abbiamo lasciato quella casa perché, per asfissia delle idee, per il 'logorio della vita moderna', non era più il luogo adatto per riaggregare un mondo largo. Io e Luigi (Brugnaro, ndr) abbiamo deciso di gettare un sasso e vedere chi ci sta, non possiamo tollerare che qualcuno pensi di avere i quarti di nobilita per rappresentare il Paese".