Nasce Coraggio Italia, con Brugnaro e Toti subito 24 deputati. Forza Italia ne perde 12
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaLo strappo, alle otto della sera, è compiuto: il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dopo un incontro all'Hotel Eden, postano su Twitter una foto che li ritrae insieme e alzano così il velo sulla nuova "Cosa" di centro. "Coraggio Italia" è la creatura che oggi debutta in parlamento e che, almeno nelle premesse, è destinata a lasciare un vuoto soprattutto in casa forzista. Il gruppo parlamentare che sarà presentato oggi dovrebbe contenere 24 deputati e almeno la metà proviene direttamente dalle file berlusconiane: il presidente sarà il padovano Marco Marin, già fedelissimo del Cavaliere, e fra gli altri transfughi dovrebbero figurare Michaela Biancofiore, Maurizio D'Ettore, Matteo Dall'Osso, Stefano Mugnai, Elisabetta Ripani, Cosimo Sibilia, Raffaele Baratto, Simona Vietina. Qualche nome piuttosto noto, altri meno, in una pattuglia che avrà come spina dors…
Lo strappo, alle otto della sera, è compiuto: il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dopo un incontro all'Hotel Eden, postano su Twitter una foto che li ritrae insieme e alzano così il velo sulla nuova "Cosa" di centro. "Coraggio Italia" è la creatura che oggi debutta in parlamento e che, almeno nelle premesse, è destinata a lasciare un vuoto soprattutto in casa forzista. Il gruppo parlamentare che sarà presentato oggi dovrebbe contenere 24 deputati e almeno la metà proviene direttamente dalle file berlusconiane: il presidente sarà il padovano Marco Marin, già fedelissimo del Cavaliere, e fra gli altri transfughi dovrebbero figurare Michaela Biancofiore, Maurizio D'Ettore, Matteo Dall'Osso, Stefano Mugnai, Elisabetta Ripani, Cosimo Sibilia, Raffaele Baratto, Simona Vietina. Qualche nome piuttosto noto, altri meno, in una pattuglia che avrà come spina dorsale gli attuali deputati di Cambiamo, la forza politica di Toti che fa parte del gruppo misto, e sarà irrobustita da qualche ex M5S.
Al Senato "Coraggio Italia" non riesce a raggiungere quota 10 e resterà una componente del Misto: ai sei esponenti della componente Idea-Cambiamo, si aggiunge come new entry Sandro Biasotti, al debutto in politica nel 2000 come candidato indipendente dell'allora Polo delle Libertà, ex governatore della Liguria e finora senatore di Forza Italia. Ma prosegue serrato il corteggiamento ad altri esponenti di centrodestra, fra cui i leghisti Piccolo e Fusco. Il capo di questa componente, a Palazzo Madama, sarà l'ex ministro Paolo Romani. L'obiettivo di Toti e Brugnaro è quello di dar vita a un vero e proprio partito: ieri, nello studio di un notaio nella Capitale, è stato costituito il comitato promotore che lavorerà alla nascita del nuovo movimento politico entro sei mesi. Quattro i i capi delegazione: oltre a Brugnaro, Toti e Marin, c'è Gaetano Quagliariello. Due le commissioni: una per la redazione dello statuto e dell'atto costitutivo, l'altra per la redazione della carta dei valori, del programma e del codice etico.
Fondamenta di un progetto ambizioso, che dovrà cimentarsi con la prova dei fatti. "Non è un'operazione fatta contro qualcuno, ma per rafforzare l'area più moderata del centrodestra, che è ora la parte più debole, e che finirebbe per indebolirsi ancora di più", dice Quagliariello. E Osvaldo Napoli, altro ex berlusconiano, rafforza il concetto: "Restiamo nel perimetro del centrodestra: non siamo anti-leghisti ma andiamo a coprire uno spazio di centro che Forza Italia non copre". È un refrain che maschera appena l'insoddisfazione di quanti in Forza Italia non vedevano più né prospettiva politica né la possibilità di una ricandidatura. E, nella corsa elettorale che è già cominciata, "Coraggio Italia" gioca su due tavoli: da un lato punta a scalzare Fi nel ranking del centrodestra, all'altro lancia la sfida ai centristi che stanno fuori dal recinto del centrodestra, come Italia Viva di Renzi e Azione di Carlo Calenda. Il piano B prevede una reunion di questa area politica.
La linea, nei gruppi azzurri, è quella del silenzio, unita alla voglia di minimizzare l'operazione di Toti. Ma non è un mistero che il Cavaliere abbia espresso irritazione per questa frattura ad opera di colui che fu un suo pupillo. E, fra chi rimane in Forza Italia, non manca la preoccupazione per il proprio futuro, figlia anche delle condizioni di salute dell'ex premier. Con il fondatore in ritiro obbligato ad Arcore, si materializza lo spettro della grande fuga.