Dal voto ai diciottenni al Senato alla norma anti-transfughi, ripartono le riforme istituzionali. Ecco il calendario
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioEppure qualcosa si muove. Le riforme istituzionali ripartono, dopo mesi costellati da buone intenzioni, ma nessun fatto. Nella seconda settimana di giugno dovrebbe avere il via libera a Montecitorio la riforma per il voto ai diciottenni al Senato. E' in terza lettura, quindi dovrà avere un ultimo ok a Palazzo Madama. Se la riforma costituzionale passerà definitivamente, i giovani che hanno compiuto 18 anni potranno votare non solo per eleggere i deputati ma anche i senatori. Ora la Costituzione prevede che all'elezione per il Senato partecipino solo i cittadini che hanno più di 25 anni.
A Palazzo Madama invece a giugno è la volta di un'altra riforma: l'introduzione della tutela dell'Ambiente in Costituzione.
Ma il calendario…
Eppure qualcosa si muove. Le riforme istituzionali ripartono, dopo mesi costellati da buone intenzioni, ma nessun fatto. Nella seconda settimana di giugno dovrebbe avere il via libera a Montecitorio la riforma per il voto ai diciottenni al Senato. E' in terza lettura, quindi dovrà avere un ultimo ok a Palazzo Madama. Se la riforma costituzionale passerà definitivamente, i giovani che hanno compiuto 18 anni potranno votare non solo per eleggere i deputati ma anche i senatori. Ora la Costituzione prevede che all'elezione per il Senato partecipino solo i cittadini che hanno più di 25 anni.
A Palazzo Madama invece a giugno è la volta di un'altra riforma: l'introduzione della tutela dell'Ambiente in Costituzione.
Ma il calendario delle riforme è assai più ampio. Il Pd aveva assicurato che dopo il taglio dei parlamentari non avrebbe lasciato tregua alle altre forze politiche in mancanza di giusti contrappesi.
Andrea Giorgis, responsabile dem per le Riforme, ha avuto mandato dal segretario Enrico Letta di "mettere a terra" le proposte su cui i Dem puntano. Letta le ha elencate ancora una volta in un'intervista all'Espresso, sostenendo che è meglio concentrarsi su pochi punti qualificanti per riscrivere l'architettura istituzionale anche in modo parziale, però portando a casa il risultato.
La norma anti-transfughi
In primo luogo il Pd ritiene indispensabile introdurre una norma contro la piaga dei transfughi. A furia di cambiare casacca, oggi a Palazzo Madama il gruppo Misto è composto da 48 senatori, più del Pd (che ne ha 38) e quasi quanti Forza Italia (52). Spiega Giorgis: "Cogliamo l'occasione della necessità di adeguare i quorum dei regolamenti delle Camere alla riduzione del numero dei parlamentari, per introdurre alcune riforme in grado di far meglio funzionare le Assemblee legislative, e di contrastare il trasformismo". Già nella prossima settimana in giunta per il regolamento a Montecitorio e a Palazzo Madama sarà depositata formalmente la proposta dem di riforma dei regolamenti parlamentari. Ha detto Letta: "Il gruppo misto dovrebbe essere un faticoso purgatorio, è un paradiso per parlamentari che fanno quello che vogliono e senza alcun controllo: al suo posto, il gruppo dei non iscritti, come nel Parlamento europeo, potrebbe essere la strada".
La sfiducia costruttiva
Altra riforma da mettere in cantiere è quella della sfiducia costruttiva "per sostituire un governo con un altro, come in Germania: non si può fare se non indichi già la nuova maggioranza". E' la proposta del segretario dem, che Giorgis traduce in concreto: "C'è un testo del Pd a prima firma Graziano Delrio, a partire dal quale cercheremo di trovare una larga intesa tra le diverse forze politiche". Letta punta anche all'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione per regolare la vita dei partiti.
Legge elettorale
Ma il terreno si fa minato sulla legge elettorale. La discussione avviata in commissione Affari costituzionali della Camera è congelata. Sul cosiddetto Brescellum, dal nome del grillino e presidente della Affari costituzionali, Giuseppe Brescia l'iter è fermo alla presentazione degli emendamenti. Nel frattempo è cambiata la maggioranza, il governo, il segretario del Pd. Di fatto è stallo. Letta ragiona: "Il cittadino arbitro, per dirla con Roberto Ruffilli, è stato espropriato, non decide né i governi né i parlamentari". Non entra nel merito del modello elettorale, pur avendo all'inizio della sua segreteria invocato un ritorno al Mattarellum, che è una legge maggioritaria.
Tuttavia adesso la tentazione del proporzionale è forte anche per il Pd. Ma incontra la ferma opposizione della Lega. Il costituzionalista Stefano Ceccanti, che è capogruppo dem in commissione Affari costituzionali a Montecitorio, e Dario Parrini, presidente della Affari costituzionali al Senato, rilanciano un modello "proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione". In pratica se nessuna coalizione raggiunge al primo turno il 40 o 45% dei voti si fa uno spareggio tra le due coalizioni. C'è la possibilità di apparentamento tra il primo e il secondo turno. Chi vince potrà avere un premio di maggioranza per avere il 55% dei seggi. Ceccanti: "Il cittadino è quindi arbitro del governo".
"In ogni caso occorre cercare di superare le liste bloccate e ricucire il rapporto di fiducia tra rappresentante e rappresentato", osserva Giorgis. I Democratici ribadiscono comunque l'importanza di scrivere le regole del gioco con il più ampio consenso possibile tra le forze politiche e quindi tenendo conto del punto di vista di tuttigli altri partiti, quelli che compongono la maggioranza di sostegno a Draghi e quelli all'opposizione.
Ma la scommessa è dare una scossa sulle riforme. "Mancano meno due anni alla fine della legislatura. Nel campo delle riforme istituzionali non si possono fare tantissime cose ma un pacchetto di poche e ben mirate scelte di svolta può e deve essere condotto in porto. Abbiamo bisogno di un Pnrr delle Istituzioni", dichiarano Ceccanti e Parrini. La proposta di Marcello Pera in una intervista a Repubblica, per una Assemblea di 75 eletti che riscriva la Costituzione, è considerata da Ceccanti "troppo ampia e con tempi impossibili. Invece le proposte del Pd si possono attuare in tempi ragionevoli".