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La sfida di Meloni a Salvini: un giro d’Europa per pesare tra i sovranisti

La gara fra i due leader si sposta oltre il confine. La presidente di Fratelli d’Italia a Madrid con i neofranchisti e poi a Varsavia. Obiettivo: stoppare il progetto del gruppo unico della Destra in Parlamento europeo caro al segretario della Lega. Che in Portogallo partecipa al congresso dei nazionalisti di Chega
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ROMA - Uno si appresta alla defatigante domenica portoghese, l'altra è reduce da una intensa due giorni fra Madrid e Varsavia. La contesa fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sposta in Europa. I leader della destra italiana non risparmiano energie nel tentativo di accreditarsi presso le grandi famiglie sovraniste del Continente. Con l'obiettivo di contare sempre più, o almeno di non perdere peso, nel Parlamento di Strasburgo.

La prima mossa, in realtà, l'aveva fatta il primo aprile il segretario della Lega, rispondendo all'appello di Viktor Orban che, appena uscito dal Ppe, l'aveva invitato a Budapest assieme al premier polacco Mateusz Moraviecki con l'intento di porre le basi di un grande rassemblement nazionalista in grado di scardinare l'asse fra popolari e socialisti. Un'operazione del genere all'ombra di Id, il gruppo al quale fa parte la Lega con Marina Le Pen e Alternative für Deutschland, finirebbe per svuotare i…

ROMA - Uno si appresta alla defatigante domenica portoghese, l'altra è reduce da una intensa due giorni fra Madrid e Varsavia. La contesa fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sposta in Europa. I leader della destra italiana non risparmiano energie nel tentativo di accreditarsi presso le grandi famiglie sovraniste del Continente. Con l'obiettivo di contare sempre più, o almeno di non perdere peso, nel Parlamento di Strasburgo.

La prima mossa, in realtà, l'aveva fatta il primo aprile il segretario della Lega, rispondendo all'appello di Viktor Orban che, appena uscito dal Ppe, l'aveva invitato a Budapest assieme al premier polacco Mateusz Moraviecki con l'intento di porre le basi di un grande rassemblement nazionalista in grado di scardinare l'asse fra popolari e socialisti. Un'operazione del genere all'ombra di Id, il gruppo al quale fa parte la Lega con Marina Le Pen e Alternative für Deutschland, finirebbe per svuotare i Conservatori europei, il raggruppamento che invece vede al proprio interno Fratelli d'Italia e proprio i polacchi del Pis.

Di lì la controffensiva di Giorgia Meloni, che del partito dei conservatori europei è peraltro presidente e dunque poco propensa a subire "scippi" da parte del Capitano: la leader di Fdi è prima volata a Madrid, dove ha incontrato Santiago Abascal, l'alfiere destrorso di "Vox" noto per posizioni neofranchiste, e insieme sono andati a Varsavia. Per incontrare proprio Moraviecki e Jaruslaw Kaczynski, il presidente del Pis.

Nel corso di una cena, con gli europarlamentari di Fdi Carlo Fidanza e Raffaele Fitto, gli italiani hanno fatto moral suasion per evitare l'addio dei polacchi al gruppo dei conservatori europei. Per mettere dunque un freno all'operazione Grande destra cara a Salvini. Chi ha partecipato all'incontro garantisce su un buon esito della trasferta. Anche perché non mancano, fra i polacchi, perplessità su un'alleanza con soggetti politici filorussi e con teorici dell'uscita dall'Ue quali i tedeschi di Afd. I conservatori, a questo punto, rilanciano. Tendendo loro la mano al premier ungherese Orban, con il quale è in cantiere un incontro a breve.

Trame sovraniste che smentiscono una conversione moderata di Salvini e Meloni ("Sono alleati di tutti quelli che hanno tentato di bloccare il Recovery", dice il segretario Pd Letta) ma attraverso le quali i due capi partito si giocano la leadership anche in campo internazionale. Due anni dopo la missione a Washington con cui Giorgia Meloni, partecipando con Trump alla convention dei conservatori Usa, volle mostrare al mondo che il canale con la Casa Bianca non era appannaggio del leader leghista.Salvini, ora, studia le mosse della rivale pronto a fare un passo più avanti, sul terreno dei nazionalismi, a dispetto dell'approccio europeista e soft di Giancarlo Giorgetti che vorrebbe il Carroccio nel Ppe.

Oggi, da Cascais, Salvini sarà in videoconferenza con il meeting di "Identità e Democrazia", e dialogherà con il presidente del partito di ultradestra belga, Vlaams Belang Gerolf Annemans, e il conservatore estone Martin Helme. Poi il leader della Lega parteciperà al congresso di Chega, il movimento di Andrè Venuta, astro nascente della destra lusitana. Chega conta oggi meno del 2 per cento ma punta a portare a Bruxelles, alle prossime elezioni, un manipolo di parlamentari utile a rafforzare il progetto di un nuovo gruppo europeo.
Nuovi alleati cercansi, nei primi tour continentali del post-pandemia: poi Salvini e Meloni dovranno risedersi allo stesso tavolo, par parlare di beghe interne e amministrative. In cerca di un'unità sempre più difficile. Ma il leghista ha in serbo una mossa a sorpresa prima del ritorno in Italia: una visita al santuario di Fatima. "Chissà che non mi venga l'illuminazione...".
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