Emma Bonino: "No Draghi al Colle, resti a fare il premier. Io non corro, ma ci vorrebbe una donna"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Draghi al Colle? Resti a fare il premier. Io non sono in corsa. Ma una presidente della Repubblica donna sarebbe un segnale importante e il messaggio che questo è un Paese per donne". Emma Bonino, storica leader radicale, ex ministra degli Esteri ed ex commissaria Ue, smuove le acque su donne e diritti civili.
Bonino, accelerazione sui vaccini, uscita dalla pandemia, un Pnrr dettagliato consegnato a Bruxelles, il decreto semplificazioni: il governo Draghi sta svolgendo i compiti per cui è nato?
"Si, se pure tra molte difficoltà come immaginavo, anzi di cui ero certa. Ad ogni modo, il 20% della popolazione ha già concluso il ciclo vaccinale, il Pnrr è stato consegnato nei tempi stabiliti, l'Italia si sta ritagliando un ruolo guida in Ue, si stanno predisponendo ulteriori ristori per le categorie colpite dalla crisi. Inoltre la strategia del rischio calcolato è stata azzeccata".
Malgrado i conflitti in mag…
"Draghi al Colle? Resti a fare il premier. Io non sono in corsa. Ma una presidente della Repubblica donna sarebbe un segnale importante e il messaggio che questo è un Paese per donne". Emma Bonino, storica leader radicale, ex ministra degli Esteri ed ex commissaria Ue, smuove le acque su donne e diritti civili.
Bonino, accelerazione sui vaccini, uscita dalla pandemia, un Pnrr dettagliato consegnato a Bruxelles, il decreto semplificazioni: il governo Draghi sta svolgendo i compiti per cui è nato?
"Si, se pure tra molte difficoltà come immaginavo, anzi di cui ero certa. Ad ogni modo, il 20% della popolazione ha già concluso il ciclo vaccinale, il Pnrr è stato consegnato nei tempi stabiliti, l'Italia si sta ritagliando un ruolo guida in Ue, si stanno predisponendo ulteriori ristori per le categorie colpite dalla crisi. Inoltre la strategia del rischio calcolato è stata azzeccata".
Malgrado i conflitti in maggioranza.
"Il governo lavora senza mollare la presa sui temi principali che aveva annunciato, senza farsi distrarre dalle turbolenze dei partiti e delle loro correnti, compresi quelli nuovi che nascono ogni giorno. Turbolenze che certo si riversano sul governo, con richieste e ricatti annessi. E Draghi fa bene a tenere la barra dritta e a respingere istanze che sanno di propaganda elettorale. La rincorsa a chi la spara più grossa, peraltro, mi pare controproducente: penso all'"apriamo tutto" di Salvini, ma non solo...".
Ma Draghi sarebbe un buon candidato per il Quirinale? O è meglio che resti a fare il premier?
"Penso che farebbe bene anche in questo incarico. Ma mi domando perché questo gioco al Quirinale si sia aperto con tanto anticipo, quando tutt'altre sono le montagne che il governo e il Paese devono ancora scalare. Io mi auguro che resti a fare il premier. D'altronde abbiamo un eccellente presidente in carica, Sergio Mattarella, per parecchi mesi ancora".
E lei, da anni tra i papabili, è in corsa per il Colle o si sfila come Prodi?
"Nella vita come in politica esiste un tempo per ogni cosa. Ero pronta 30 anni fa ed era anche un gesto di rottura quando si dava per scontato che al Colle dovesse salire sempre e solo un uomo. Ricordo perfettamente lo stupore che colse tutti quando Giuliano Amato lanciò la provocazione: 'Perché non una donna?'. Tant'è che poi fu costretto a precisare: 'Ho detto una donna, non uno scarafaggio'. Oggi ho più esperienza e qualche acciacco in più. Ma per fortuna anche i tempi sono in parte cambiati. Sarei contenta ci fosse una donna competente autorevole per il Colle. Ma non penso a me stessa. Una presidente della Repubblica però, manderebbe un segnale importante di fiducia a tutto il mondo femminile, che più di altri ha sofferto per il Covid. E sarebbe il messaggio che questo è un Paese per donne".
In cosa questo governo e questa maggioranza sono carenti?
"Nel campo dei diritti civili, che peraltro non facevano parte del programma presentato dal presidente Draghi. E questo lascerebbe grande spazio al Parlamento che invece mi pare distratto. Parlo della legalizzazione della cannabis (e delle inutili torture che stiamo infliggendo ai tanti Walter De Benedetto del nostro Paese), della questione del fine vita, della corretta applicazione della 194, delle famiglie arcobaleno, della questione integrazione dei 500 mila irregolari nel nostro Paese. Più di tutto penso alla questione della mala giustizia e delle carceri. E sono curiosa di conoscere fin dove la ministra Cartabia riuscirà a spingersi per affrontare i nodi veri".
Sul giustizialismo Di Maio chiede scusa a partire dal caso del sindaco di Lodi, Uggetti: questo lascia ben sperare in un dialogo con i 5Stelle?
"La violenza antipolitica era la cifra del M5S, non un incidente. Anche quando si scagliava contro i singoli, era una strategia. Bene che Di Maio abbia fatto questa svolta pubblica e netta: ora, però, aspettiamo fatti concreti in Parlamento".
I referendum sulla giustizia come li valuta?
"Sono gli stessi che abbiamo promosso più volte con Pannella. Ripeto, mi auguro che il lavoro di Cartabia sia tanto rapido quanto efficace, ma può essere utile preparare un confronto referendario per affermare una gestione della "giustizia giusta" in chiave liberale, nel caso il Parlamento dovesse fallire in tutto o in parte".
Sono in atto cambiamenti politici profondi. Lei ha rotto i ponti con +Europa? È quale quadro politico immagina alle prossime politiche?
"Per tutti dipenderà dalla legge elettorale: disapprovo quella attuale, ma ricordo che cambiare a poche settimane dal voto è una prassi condannabile e condannata sul piano internazionale. +Europa si era impantanata in una defatigante discussione interna, per questo avevo detto "basta". Ora si è votato di andare al congresso. Spero sia possibile unire in chiave federativa i movimenti e le personalità del mondo europeista e liberaldemocratico, i riformatori e gli ecologisti".