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M5S, la tentazione di Conte. I grillini gli chiedono di smarcarsi da Draghi

(ansa)

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Ora che l'ex presidente del Consiglio sta per prendere il timone del Movimento, molti grillini vogliono alzare la voce nel governo in vista del semestre bianco
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MILANO - Ora che l'arrivo di Giuseppe Conte a capo del M5S sembra davvero a un passo, la corazzata diventata piccolo natante dopo tre anni di governo di cui uno e mezzo senza un leader legittimato, può tornare a navigare con meno incertezza. Non sarà più il Movimento dai toni sguaiati di una volta, ma l'intenzione dell'ex capo del governo è quella di farlo tornare ad alzare la voce, anche e soprattutto nell'esecutivo di Mario Draghi.

C'è una data da tener d'occhio: 3 agosto. In piena estate infatti comincia il semestre bianco prima dell'elezione del presidente della Repubblica, periodo nel quale è assicurata la stabilità della legislatura. Sei mesi in parte di campagna elettorale, ci sono le amministrative a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna tra metà settembre e metà ottobre. Sei mesi nei quali poter tornare protagonisti, poi, nella partita per il Colle. Dopodiché, chi può gar…

MILANO - Ora che l'arrivo di Giuseppe Conte a capo del M5S sembra davvero a un passo, la corazzata diventata piccolo natante dopo tre anni di governo di cui uno e mezzo senza un leader legittimato, può tornare a navigare con meno incertezza. Non sarà più il Movimento dai toni sguaiati di una volta, ma l'intenzione dell'ex capo del governo è quella di farlo tornare ad alzare la voce, anche e soprattutto nell'esecutivo di Mario Draghi.

C'è una data da tener d'occhio: 3 agosto. In piena estate infatti comincia il semestre bianco prima dell'elezione del presidente della Repubblica, periodo nel quale è assicurata la stabilità della legislatura. Sei mesi in parte di campagna elettorale, ci sono le amministrative a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna tra metà settembre e metà ottobre. Sei mesi nei quali poter tornare protagonisti, poi, nella partita per il Colle. Dopodiché, chi può garantire che i 5 Stelle restino al governo? Chi può garantire che non si torni al voto con un anno di anticipo?

Per questo motivo tra i parlamentari e non solo i sentimenti sono ambivalenti: da un lato Conte è considerato l'unico uomo in grado di risollevare le sorti del M5S, gli indici di gradimento sulla sua persona sono lì a dimostrarlo; dall'altro la medicina può comportare il rischio di tornare a casa prima del tempo, questo perché è chiaro che il 33 per cento del 2018 non sarà replicabile e poi perché dopo la riforma voluta proprio dai 5 Stelle ci saranno meno seggi a disposizione per tutti. L'istinto di sopravvivenza dei singoli si scontra insomma con il destino collettivo del Movimento.

Altro particolare di cui tener conto è che lo stesso Conte non siede in Parlamento o al governo: il che significa maggiore autonomia e contemporaneamente un minor interesse ad arrivare al 2023 se le idee e i valori del M5S non troveranno il modo di emergere. Gli snodi sul breve termine sono la giustizia, sulla cui riforma non c'è la disponibilità a subire mediazioni al ribasso; ma anche sull'ambiente le posizioni di Roberto Cingolani - che pure era stato venduto all'opinione pubblica come ministro di area M5S - stanno andando di traverso a parecchi.

Intanto da inizio luglio nello staff della comunicazione dei gruppi di Camera e Senato entrerà la squadra di Conte a dare manforte, tra i quali il portavoce dai tempi di Palazzo Chigi Rocco Casalino. A lui sul piano formale dovrebbe essere affidato il ruolo del rapporto con le radio e televisioni. Già nella trattative con Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau, Conte ha fatto capire che la musica doveva cambiare, che non avrebbe accettato ingerenze politiche, perché ne sarebbe andata "della credibilità del nuovo percorso. Quale credibilità, capacità innovativa, respiro europeo o internazionale può esprimere una forza politica che si fa ricattare dal soggetto incaricato di gestire i dati?", è il ragionamento fatto nell'entourage dell'ex presidente del Consiglio.

Così nel giro di un paio settimane, salvo intoppi e imprevisti, Conte proporrà ufficialmente nuovo Statuto e Carta dei valori, che non saranno votati più su Rousseau. Lì comincerà davvero la svolta del "timoniere", come da definizione di Luigi Di Maio. "Bisogna lavorare sui contenuti, dando il massimo", dice il ministro degli Esteri. Su questo specifico punto Conte e Di Maio concordano, appunto, i "contenuti" sono quelli su cui discutere e da portare a casa. Sulla effettiva possibilità di riuscire a incidere in un governo con tutti quanti dentro, probabilmente non sempre i punti di vista coincideranno da qui ai prossimi mesi. Anche perché da fuori i "palazzi del potere" - come li ha definiti l'ex ministro Danilo Toninelli nel suo libro uscito ieri - attivisti e fiancheggiatori del Movimento scalpitano, considerando l'esperimento Draghi dannoso per i destini dei 5 Stelle. Perlomeno alle condizioni attuali.