Regionali Calabria, nel centrosinistra spunta la carta Ciconte. Ma l'accordo per ora non c'è
di Alessia Candito , di Alessia Candito“Se la proposta del centrosinistra calabrese è reale e unitaria non posso permettermi di non prenderla in considerazione e ci rifletterò seriamente”. Parola di Enzo Ciconte, docente universitario di storia delle mafie in diversi atenei, ex parlamentare del Pci prima e del Pds poi, attualmente considerato uno dei massimi esperti di mafie in Italia, saltato fuori come papabile candidato del centrosinistra in Calabria.
Nel pantano tutto calabro delle trattative per le imminenti regionali, è da lui che sono andati a bussare settori dei dem e della sua sinistra alla ricerca di un nome, una storia e una figura in grado di superare lo stallo in cui sembra precipitato il Pd calabrese dopo il ritiro di Nicola Irto. Dopo mesi di lavoro in solitaria, il giovane consigliere regionale dem - investito dell'onere di guidare il centrosinistra nel febbraio scorso e lasciato da solo a domare le mille anime del Partito democratico e dei suoi ces…
“Se la proposta del centrosinistra calabrese è reale e unitaria non posso permettermi di non prenderla in considerazione e ci rifletterò seriamente”. Parola di Enzo Ciconte, docente universitario di storia delle mafie in diversi atenei, ex parlamentare del Pci prima e del Pds poi, attualmente considerato uno dei massimi esperti di mafie in Italia, saltato fuori come papabile candidato del centrosinistra in Calabria.
Nel pantano tutto calabro delle trattative per le imminenti regionali, è da lui che sono andati a bussare settori dei dem e della sua sinistra alla ricerca di un nome, una storia e una figura in grado di superare lo stallo in cui sembra precipitato il Pd calabrese dopo il ritiro di Nicola Irto. Dopo mesi di lavoro in solitaria, il giovane consigliere regionale dem - investito dell'onere di guidare il centrosinistra nel febbraio scorso e lasciato da solo a domare le mille anime del Partito democratico e dei suoi cespugli in Calabria - ha detto basta, ritirando pubblicamente la sua candidatura.
"La proposta informale è arrivata e persino mi lusinga" dice il professore che però sta ben attento a fare fughe in avanti, conscio forse dell'estrema sismicità del Pd calabrese. Valuterà, fa intendere, quando condizioni e assetti saranno più chiari.
Il leader del pd Enrico Letta riflette sull'ipotesi, e c'è il tacito assenso di diverse aree dem, oltre all'entusiasmo del mondo composito, capitanato dalle Sardine, a sinistra del Pd. Ma una proposta formale non è ancora arrivata. E Ciconte, che ben conosce il "galateo" politico della Calabria quanto meno per adesso non si sbilancia. Anche perchè ufficialmente il candidato del Pd rimane Nicola Irto - come afferma una nota del Nazareno - e a lui "il segretario Letta ha pubblicamente confermato la fiducia due giorni fa".
Certo è che una candidatura dell'ex parlamentare e docente antimafia potrebbe scompaginare le carte in tavola, privare di alibi i pentastellati che ancora tentennano fra un'alleanza con i dem e la desistenza con l'area De Magistris e magari terremotare anche gli assetti dalle parti di Si e Leu, attualmente orientati ad un abbraccio con il polo civico dell'ex pm antimafia.
Da quelle parti però, la fuga in avanti dei settori del Pd che hanno messo sul piatto il nome del professore Ciconte non preoccupa più di tanto. Anzi, il sindaco di Napoli e candidato governatore Luigi De Magistris ai microfoni di La7 rilancia: “se Ciconte vuole impegnarsi, venga con noi. Siccome lui è un attento scrittore e storico della ‘Ndrangheta e io sono stato un attento pubblico ministero che ha contrastato la ‘Ndrangheta, soprattutto della borghesia mafiosa in Calabria, se ci dà una mano possiamo finalmente cambiare quella terra. Se si vuole candidare va benissimo, se ci dà una mano ne siamo felici”.
Mentre sul fronte dem la linea ufficiale è ferma sembra ferma su Irto. "Il Pd continua a chiedere a Nicola Irto un ripensamento sulla sua decisione di fare un passo indietro" dice Stefano Graziano, commissario dei dem in regione. Ma il giovane - allo stato ex - candidato governatore non sembra disponibile a passi indietro sulla decisione di rinunciare alla corsa alla presidenza della Regione.
La disponibilità e l'impegno che dal Nazareno gli sono stati chiesti li ha messi sul piatto, ma il Pd - ha denunciato a mezzo stampa - è stato fin troppo assente nel gestire faide e franchi tiratori all'interno e da partito di governo, nell'assicurare una prospettiva politica alternativa alla Calabria.
Tutti nodi che toccherà a Francesco Boccia sciogliere. Giovedì e venerdì - ha fatto sapere sarà in Calabria - con l'incarico precipuo di trovare una soluzione al caos nel partito e definire, una volta per tutte, gli assetti per le prossime regionali. Compito complesso, soprattutto perché - questo è il mandato - da portare a termine entro la fine della settimana.