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Riaperture, "al ristorante non più di 4 per tavolo”. Lite tra ministri sulla zona bianca

(fotogramma)
Il titolare della Salute Speranza per la linea dura nonostante gli annunci del governo. Gelmini: la sua interpretazione è sbagliata
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Due ministeri, due opposte interpretazioni da parte dei loro uffici legislativi della regola sul numero massimo di persone che possono sedere a tavola in zona bianca. Secondo quello alla Salute guidato da Roberto Speranza anche nello scenario con meno restrizioni non si può stare in più di quattro a mangiare insieme, a meno che non si sia conviventi. La precisazione dei tecnici di Speranza è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, quando in tutta Italia sono ricominciate le consumazioni all'interno dei locali. Dopo poche ore però, dal ministero agli Affari regionali, guidato da Mariastella Gelmini, hanno ribaltato la situazione, dicendo che invece in più di quattro, in zona bianca, si può stare.

In effetti da giorni si era diffusa la notizia della cancellazione di ogni limite, alla luce delle linee guida scritte dalle Regioni e dal Cts e collegate al decreto sulle zone. Ieri è arrivata la doccia fredda e si è presentata la pr…

Due ministeri, due opposte interpretazioni da parte dei loro uffici legislativi della regola sul numero massimo di persone che possono sedere a tavola in zona bianca. Secondo quello alla Salute guidato da Roberto Speranza anche nello scenario con meno restrizioni non si può stare in più di quattro a mangiare insieme, a meno che non si sia conviventi. La precisazione dei tecnici di Speranza è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, quando in tutta Italia sono ricominciate le consumazioni all'interno dei locali. Dopo poche ore però, dal ministero agli Affari regionali, guidato da Mariastella Gelmini, hanno ribaltato la situazione, dicendo che invece in più di quattro, in zona bianca, si può stare.

In effetti da giorni si era diffusa la notizia della cancellazione di ogni limite, alla luce delle linee guida scritte dalle Regioni e dal Cts e collegate al decreto sulle zone. Ieri è arrivata la doccia fredda e si è presentata la prospettiva di un cortocircuito con le altre regole, in particolare con quella sulle visite al domicilio di amici e parenti. Le faq sul sito della presidenza del consiglio, infatti, spiegano che "a chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all'interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano". Il limite di quattro visitatori resta invece in zona gialla.

A tarda sera quindi si è mosso il ministero per gli Affari regionali. "In queste ore il ministro ha sentito il presidente della conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per risolvere positivamente e superare l'interpretazione sul limite massimo di 4 persone ai tavoli nei ristoranti. Quel limite, salvo che si tratti di conviventi, si applica solo in zona gialla".

Secondo l'interpretazione dell'ufficio legislativo del ministero "questa restrizione dovrebbe intendersi superata. Sono in corso approfondimenti". Questa ultima affermazione lascia comunque ancora dei dubbi e rende bene l'idea delle tensione nate ieri intorno alla misura e delle incertezze che ancora la accompagnano.

Contro la presa di posizione del ministero alla Salute si erano mosse subito, ieri pomeriggio, le associazioni di categoria. "Passano i mesi, ma non la confusione successiva ad ogni provvedimento. È inaccettabile che, nel giorno in cui finalmente bar e ristoranti possono riprendere a lavorare a regime, non ci sia ancora una linea chiara sul numero di commensali permessi al tavolo", dicono dalla Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei pubblici esercizi. "Da giorni si susseguono interpretazioni giornalistiche disparate, mai smentite, salvo ricevere solo ora, a mezzo stampa, un'interpretazione del ministero della Salute, giuridicamente incomprensibile".

Sono tre le Regioni al momento in zona bianca: il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna (dove ieri ci sono state polemiche su un'ordinanza regionale che chiede l'ingresso nei locali di "una persona ogni 20 metri cubi d'aria e un tasso di ricambio dell'aria non inferiore a 0,5") e il Molise. Lunedì prossimo passeranno in quello scenario Liguria, Umbria, Veneto e Abruzzo. Il 14 giugno toccherà invece a Provincia di Trento, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia. E in base alle proiezioni dei dati di questa settimana, da venerdì avranno numeri da bianco, e cioè meno di 50 casi per 100mila abitanti nei sette giorni precedenti, anche Toscana, Marche, Basilicata, Calabria.

Probabilmente scenderanno sotto quella soglia anche Campania e Sicilia. Se i numeri continueranno a scendere a questi ritmi, tutte queste Regioni dovrebbero diventare bianche dal 21 di giugno, visto che ci vogliono tre monitoraggi compatibili con quello scenario prima di entrarci. Il 28 dovrebbe infine toccare alla Provincia di Bolzano e alla Valle d'Aosta. A quel punto tutta l'Italia avrà le restrizioni minime, che non sono comunque molto diverse da quelle della zona gialla. Resta però il dubbio sui tavoli.