Centrodestra, il sospetto di FdI sugli alleati: “Vogliono impedire il sorpasso”
ROMA - Non è la denuncia di una congiura ma poco ci manca. Fratelli d'Italia intravede un piano preciso degli alleati per frenare l'ascesa di Giorgia Meloni, che in forza ai sondaggi che le arridono, di qui a breve potrebbe reclamare il ruolo di candidata premier. È uno dei fondatori del partito, Guido Crosetto, a dare voce ai sospetti: "Il problema del centrodestra si chiama Meloni: sta venendo su troppo, evidentemente secondo qualcuno bisogna evitare - dice ai microfoni di La7 - che le amministrative siano un ulteriore elemento di crescita per lei".
In un colpo solo, l'ex parlamentare alza il velo sulle ombre che da giorni inquietano gli ambienti di Fdi: "Già cinque anni fa Antonio Tajani bloccò la candidatura di Giorgia e fece vincere Virginia Raggi. Ora la storia si ripete, vengono bocciati tutti i nomi proposti dalla nostra presidente. Con un elemento in più: Forza Italia ha davanti una questione di soprav…
ROMA - Non è la denuncia di una congiura ma poco ci manca. Fratelli d'Italia intravede un piano preciso degli alleati per frenare l'ascesa di Giorgia Meloni, che in forza ai sondaggi che le arridono, di qui a breve potrebbe reclamare il ruolo di candidata premier. È uno dei fondatori del partito, Guido Crosetto, a dare voce ai sospetti: "Il problema del centrodestra si chiama Meloni: sta venendo su troppo, evidentemente secondo qualcuno bisogna evitare - dice ai microfoni di La7 - che le amministrative siano un ulteriore elemento di crescita per lei".
In un colpo solo, l'ex parlamentare alza il velo sulle ombre che da giorni inquietano gli ambienti di Fdi: "Già cinque anni fa Antonio Tajani bloccò la candidatura di Giorgia e fece vincere Virginia Raggi. Ora la storia si ripete, vengono bocciati tutti i nomi proposti dalla nostra presidente. Con un elemento in più: Forza Italia ha davanti una questione di sopravvivenza, ha la necessità di esprimere un candidato e infatti propone Maurizio Gasparri. Per carità, tutto questo ci può stare: ma il problema è che così rischiamo di perdere una partita dove - a Roma - possiamo vincere".
Crosetto, al telefono va oltre. E allude anche a una questione di genere: "Non penso ma non posso escludere che l'ostracismo nei confronti di Meloni nasca anche dal fatto che sia l'unica leader donna nel panorama politico: sa, viviamo in questo Paese...". Eccolo, non più in controluce, lo scontro che non fa risolvere il rebus delle amministrative. In realtà, lo scenario è più ampio e Forza Italia è vista dentro Fratelli d'Italia come la stampella su cui si appoggia Matteo Salvini. Da tempo, ad esempio, Meloni guarda con diffidenza all'idea del leader della Lega di fare una federazione di centrodestra: il timore è che punti semplicemente ad assorbire i berlusconiani, eletti ed elettori, per evitare il sorpasso di Fdi.
E lo stesso movente, agli occhi della leader e dei suoi, avebbe la proposta salviniana di un gruppo unico della destra a Strasburgo: un modo per indebolire il peso dei Conservatori Europei, partito di cui Giorgia Meloni è presidente. È questa la controffensiva che la destra che punta a diventare la prima forza in Italia individua davanti a sè e vuole respingere. Non ha alcuna voglia di esternare il suo disappunto, Meloni, anche per continuare a vestire quell'abito istituzionale con cui oggi andrà a far visita al premier Mario Draghi.
Ma in sua vece parla Crosetto. E il clima, sempre più caldo, rischia di dividere il centrodestra sul fronte della amministrative. "Spero che a Roma si riconosca il fatto che Fdi è il primo partito e si chiuda su Enrico Michetti, così come a Milano su un candidato proposto dalla Lega e in Calabria con uno di Fi", dice Crosetto facendo una professione di pragmatismo sposata da Ignazio La Russa: "Lo ha detto anche Giancarlo Giorgetti: dentro una rosa di civici da tutti apprezzata, lasciamo che Salvini e Meloni scelgano chi li convince di più".
Schermaglie che si manifestano nel giorno in cui Silvio Berlusconi torna a far sentire la propria voce attraverso le colonne del Giornale, rivendicando il ruolo "insostituibile" di Forza Italia come presidio dei moderati e dei liberali europeisti, un soggetto "diverso da tutti gli altri nel centrodestra". Il leader, che rassicura sulle sue condizioni di salute ("sto migliorando") prova insomma a riaffermare la posizione di una Forza Italia spaccata fra chi vuole stringere i rapporti con la Lega e chi è attratto nell'orbita di Centro.
In questo scenario l'insofferenza è soprattutto dei parlamentari del Sud. Come dimostrato dalle parole dell'ex ministra Stefania Prestigiacomo che invoca una leadership piena e dal gesto, passato inosservato ai più di un big quale l'ex presidente del Senato Renato Schifani, oggi consigliere politico di Berlusconi. Che ha deciso di dimettersi dalle due commissioni bicamerali di cui faceva parte. Un silenzioso, ma fermo, segnale di dissenso.