✕

L'europarlamentare Gozi: "Serve una nuova proposta politica di centro, una Renew italiana"

Il segretario del Partito democratico europeo, eletto con il movimento di Macron, rilancia un nuovo soggetto che unisca Italia viva, Azione, Radicali e movimenti civici. "Il centrodestra è fatto da una estrema destra e il centrosinistra non esiste più. Da Letta proposte di una sinistra conservatrice che insegue i 5Stelle"
3 minuti di lettura

"Serve una Renew italiana, una forza centrale e riformatrice come sta già accadendo in diversi paesi europei", dice l'europarlamentare Sandro Gozi, segretario del Partito democratico europeo, eletto con Renaissance-En Marche, il movimento di Emmanuel Macron.

Di un progetto del genere si parla da molti anni. Lei cosa propone, di unificare Iv, Azione e radicali?

"Gli interlocutori sono moltissimi, forze come quelle che ha citato ma anche iniziative della società civile come Base di Marco Bentivogli, e che sappia rivolgersi a molti elettori delusi: è inutile proporre una foto sbiadita di una Italia che non c'è più. Il centrodestra è fatto da una estrema destra di governo, cioè la Lega, e da una di opposizione, cioè Fratelli d'Italia. Né esiste più il centrosinistra perché lo vedo sempre più populista, quelle di Enrico Letta mi sembrano proposte di una sinistra conservatrice ch…

"Serve una Renew italiana, una forza centrale e riformatrice come sta già accadendo in diversi paesi europei", dice l'europarlamentare Sandro Gozi, segretario del Partito democratico europeo, eletto con Renaissance-En Marche, il movimento di Emmanuel Macron.

Di un progetto del genere si parla da molti anni. Lei cosa propone, di unificare Iv, Azione e radicali?

"Gli interlocutori sono moltissimi, forze come quelle che ha citato ma anche iniziative della società civile come Base di Marco Bentivogli, e che sappia rivolgersi a molti elettori delusi: è inutile proporre una foto sbiadita di una Italia che non c'è più. Il centrodestra è fatto da una estrema destra di governo, cioè la Lega, e da una di opposizione, cioè Fratelli d'Italia. Né esiste più il centrosinistra perché lo vedo sempre più populista, quelle di Enrico Letta mi sembrano proposte di una sinistra conservatrice che insegue i 5 Stelle. Basta ricordare la proposta tassa e spendi che ricorda un po' il vecchio Fausto Bertinotti o le idee di Jeremy Corbyn che hanno portato il Labour ad una cocente sconfitta. Viviamo un momento darwiniano di grande trasformazione dove serve capacità di adattamento".

Ma a proposito di 'sinistra conservatrice', Joe Biden non sta facendo proposte simili negli Usa?

"Non ha senso fare un paralleleismo tra sistemi fiscali diversi. Quell'1 per cento di cui parla Biden paga il 37 per cento di tasse e la proposta è di aumentare di un punto percentuale, in Italia quella aliquota c'è già per chi guadagna tra 26 mila e 50 mila euro".

Le persone non cercano e chiedono comunque più protezione? Specie in un momento di grande trasformazione, come dice lei.

"Questo è vero ed è certo che occorre riprendere il controllo da parte della politica: il tema della sovranità lo si deve declinare attraverso la costruzione di una Europa sovrana, ad esempio mettendo il digitale a disposizione dei giovani, della transizione ambientale, governando l'immigrazione in comune. Sono sbagliate le chiusure nazionaliste di Giorgia Meloni ma anche le ricette da sinistra anni '70. Prolungare il blocco dei licenziamenti ad esempio è stato superfluo se non controproducente con tutti gli strumenti anche europei di sostegno che abbiamo. Poi sulla giustizia una forza riformatrice non può dire che portare avanti i referendum dei radicali significa buttare la palla in tribuna. Sostenere che occorre una terza via tra garantismo e giustizialismo significa allontanarsi dalla Costituzione, che è garantista".

In tema economico le proposte di meno tasse, meno ruolo dello Stato, meno sussidi, alla fin fine piacciono molto anche alla destra.

"Non sono proposte di destra se si coniugano con la richiesta di maggior concorrenza, contro le rendite di posizione. Sono strumenti di una società più giusta. Io non penso alla flat tax ma a meno tasse a chi guadagna 30 mila euro l'anno, alle partite Iva. Rivedere il sistema fiscale rendendolo più equo e giusto. Sono cose che piacciono più alla destra che alla sinistra? Non mi interessa, è quel che serve all'Italia. In questo senso l'agenda di Mario Draghi va sostenuta, in Francia e nei Paesi Bassi le forze riformatrici ed europeiste governano a scapito delle forze tradizionali, questa tendenza credo si vedrà anche in Germania e in Italia. Altro tema critico, mi sembra strano che ci si opponga ad una commissione di inchiesta sulla sanità, evidentemente il Pd balbetta anche su questo".

Non c'è un problema di disuguaglianze in Italia e in Europa da tener di conto?

"Assolutamente sì, per questo va valorizzato il merito che è sempre più frustrato e devi lavorare sulle pari opportunità di partenza. Spero che anche con tutti i pentimenti dei 5 Stelle, ad esempio ho apprezzato quello di Di Maio sulla giustizia, ci sia quello dell''uno vale uno' che era la negazione delle competenze, della serietà".

L'adesione ai referendum radicali di Matteo Salvini la trova sincera o strumentale?

"Ho la doppia tessera radicale da venti anni, Marco Pannella ci diceva che non ci doveva fregare nulla da chi venivano alcuni appoggi strani ma che ci aiutassero a vincere la battaglia. Non mi interessa quindi se sia sincera o meno, alle conversioni repentine non credo ma neanche chiedo professioni di fede, l'importante è raggiungere l'obiettivo".

Matteo Renzi è ancora un leader credibile sul quale puntare per il vostro progetto 'centrale'?

"Credo sia imprenscindibile in questa operazione, non si può dire "no tu no", Renzi deve assolutamente portare il suo contributo. Per venti anni abbiamo citato Gaber, cosa è la destra e cosa la sinistra, non vorrei ritrovarmi con Jannacci, vengo anch'io no tu no. La politica italiana un po' per pigrizia intellettuale e un po' per paura del cambiamento è cristallizzata, ma la politica deve interpretare il cambiamento, non temerlo".