Assegni familiari, Bonetti: "Da gennaio il sostegno sarà esteso ai ragazzi di 21 anni"
di Valentina Conte , di Valentina Conte"Un giorno buono e storico per il Paese. Un risultato straordinario per le famiglie. Un segno di fiducia per l'Italia che rialza la testa. Il primo passo del Family Act". Elena Bonetti, riconfermata ministra di Italia Viva per le Pari Opportunità e la Famiglia, dice di vivere con "grande emozione" il giorno in cui "l'Italia ha un assegno per i figli".
Si tratta di un "assegno ponte". E per ora va agli autonomi, mentre ai dipendenti solo un piccolo ritocco degli assegni familiari. Una scelta politica?
"Scelta politica è mettere al centro le bambine e i bambini. In realtà si tratta di un atto di universalità. Non togliamo nulla, nessuno ci perde. Anzi aggiungiamo 3 miliardi alle famiglie italiane. E portiamo la stessa cifra a tutti i lavoratori, a parità di reddito. Da gennaio l'assegno poi crescerà perché assorbirà le detrazioni fiscali che ora esistono e rimangono fino a f…
"Un giorno buono e storico per il Paese. Un risultato straordinario per le famiglie. Un segno di fiducia per l'Italia che rialza la testa. Il primo passo del Family Act". Elena Bonetti, riconfermata ministra di Italia Viva per le Pari Opportunità e la Famiglia, dice di vivere con "grande emozione" il giorno in cui "l'Italia ha un assegno per i figli".
Si tratta di un "assegno ponte". E per ora va agli autonomi, mentre ai dipendenti solo un piccolo ritocco degli assegni familiari. Una scelta politica?
"Scelta politica è mettere al centro le bambine e i bambini. In realtà si tratta di un atto di universalità. Non togliamo nulla, nessuno ci perde. Anzi aggiungiamo 3 miliardi alle famiglie italiane. E portiamo la stessa cifra a tutti i lavoratori, a parità di reddito. Da gennaio l'assegno poi crescerà perché assorbirà le detrazioni fiscali che ora esistono e rimangono fino a fine anno. A gennaio faremo anche di più: l'assegno sarà esteso ai figli fino a 21 anni. E studieremo un meccanismo per non disincentivare il secondo percettore di reddito, di solito la donna".
Non si rischia di favorire un'area ad alto tasso di evasione?
"I figli dei lavoratori autonomi hanno pagato un prezzo altissimo nella pandemia. I loro genitori hanno perso il lavoro, spesso senza sussidi e garanzie. L'assegno è un atto di giustizia e di pari opportunità che estendiamo a 2 milioni di famiglie, da sempre escluse dagli assegni familiari. E poi la presunzione di colpevolezza non è una logica accettabile. Anzi credo che l'assegno universale, a regime, contribuirà a pacificare i pregiudizi e a favorire la trasparenza, anche fiscale".
Perché iniziare con una misura temporanea?
"L'assegno da gennaio aumenterà perché assorbirà detrazioni e bonus esistenti. Farlo a metà anno avrebbe comportato un disagio, per una tempistica tecnica e amministrativa, sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi. Avremmo portato confusione in quella che io considero la partenza di una maratona. Grazie anche alla tenacia politica del premier Draghi e allo straordinario lavoro del ministro dell'Economia Franco e di tutta la struttura del Mef e alla collaborazione proficua con il ministro del Lavoro Orlando, tutto procede invece con naturalezza".
L'assegno è compatibile con il Reddito di cittadinanza. Un ulteriore disincentivo al lavoro?
"L'assegno non è un sussidio, ma uno strumento di attivazione della programmazione familiare. Va a tutti i bambini, non si può relativizzare. E va distinto dal Rdc che, come ho sempre sostenuto, va corretto perché non adeguato ad attivare il lavoro".
Il primo luglio parte l'assegno, ma anche i licenziamenti. Condivide l'allarme dei sindacati e la richiesta di proroga?
"Condivido la preoccupazione. Ma l'obiettivo di questo governo è mettere tutti nelle condizioni di ripartire. Il blocco in sé non è la soluzione. Lo è riattivare l'economia, non lasciando nessuno indietro".
La quota di assunzioni riservata alle donne nel Recovery è aggirabile, pura facciata?
"È una norma molto innovativa. Non c'è solo una condizionalità vera all'assunzione, derogabile solo parzialmente. Ma le imprese dovranno certificare la parità di genere e si introduce una premialità legata al bilancio di genere e alle politiche per la parità. La rivendico. Una rivoluzione".