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Vaccini, l'ex ministra Giulia Grillo (M5S): "Introdurre licenza obbligatoria per i brevetti. Così lo Stato può avviare la produzione senza l'ok di Big Pharma"

Giulia Grillo 
La pentastellata: "Chiederò a Conte di intestarsi la battaglia. Inseriremo la proposta con un emendamento al decreto Semplificazioni"
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"Ci proveremo in tutti i modi a far passare l'introduzione della licenza obbligatoria dei brevetti per i vaccini contro il Covid-19, anche con un emendamento al decreto Semplificazioni. Se non passasse qui, proveremo con altri emendamenti dove sarà possibile o chiedendo ai capigruppo di mettere in calendario la proposta di legge del Movimento 5 Stelle”. Giulia Grillo, ex ministra grillina alla Salute, è determinata: “Chiederò a Giuseppe Conte di intestarsi questa battaglia”.  Nel momento della ricostruzione dei 5Stelle, ecco una delle prime missioni da condurre in porto.



Giulia Grillo, tutto il Movimento 5Stelle è d’accordo con la sua proposta?

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"Ci proveremo in tutti i modi a far passare l'introduzione della licenza obbligatoria dei brevetti per i vaccini contro il Covid-19, anche con un emendamento al decreto Semplificazioni. Se non passasse qui, proveremo con altri emendamenti dove sarà possibile o chiedendo ai capigruppo di mettere in calendario la proposta di legge del Movimento 5 Stelle”. Giulia Grillo, ex ministra grillina alla Salute, è determinata: “Chiederò a Giuseppe Conte di intestarsi questa battaglia”.  Nel momento della ricostruzione dei 5Stelle, ecco una delle prime missioni da condurre in porto.



Giulia Grillo, tutto il Movimento 5Stelle è d’accordo con la sua proposta?

“Direi di sì. Chiederò a Giuseppe Conte di intestarsela come leader del Movimento. Ha già dimostrato di condividere questa battaglia, esponendosi chiaramente sul tema. La nostra proposta prevederà la licenza obbligatoria dei brevetti per i vaccini, introdotta all’articolo 70bis del codice di proprietà industriale  Lo Stato può usare, anche senza l’autorizzazione preventiva delle case farmaceutiche, un brevetto e cominciare a produrre secondo le proprie esigenze”.

Sempre?

“No. Nelle condizioni di emergenza  di salute pubblica in cui si renda necessario l’intervento dello Stato”.



Pensa sia davvero una strada percorribile sui vaccini?

“Abbiamo diversi strumenti a disposizione, a cominciare dalle licenze volontarie.  Però la sospensione totale dei brevetti in una fase emergenziale è la soluzione più radicale, che richiede più tempo, ma è anche risolutiva. Saremmo così in grado di programmare la produzione di vaccini in tutto il mondo. L’India avrebbe una capacità dirompente a quel punto. Mentre immaginare di risolvere il problema del vaccino per tutti con la mentalità della donazione è semplicemente retrogrado”.

La Ue proprio nei giorni scorsi ha chiesto alla Wto di favorire la distribuzione dei vaccini senza però la liberalizzazione dei brevetti. Cosa ne pensa?

“Non possiamo affrontare la questione della salute globale in pandemia con una vecchia mentalità coloniale, del tipo 'io aiuto i Paesi poveri'. Così non concludiamo niente. Tant’è che non lo stiamo facendo: non ce la possiamo fare ad aiutare i Paesi in difficoltà. Di riflesso, corriamo un rischio anche noi. Siamo una società globalizzata, il Covid non conosce frontiere, anzi potremmo dire che viaggia in aereo”.



Però l’Italia sta per raggiungere l’immunità di gregge?

“Ce ne vuole. Noi siamo in ritardo rispetto a Usa, Israele, Gran Bretagna. È anche un fatto di autonomia nella produzione di vaccini. E comunque la lotta alla pandemia è una sfida globale”.

Torniamo alla sua proposta di legge.

“L’accordo Trips  per la tutela della proprietà intellettuale prevede alcune deroghe alla stessa, all’articolo 31. Ma le Big Pharma hanno fatto in modo che questo strumento fosse inapplicabile. L’Italia poi se volesse utilizzarlo non potrebbe neppure farlo, perché non ha alcuna disciplina in materia. La mia proposta di legge apre questa strada. Avere una legge in materia rafforza peraltro il potere negoziale nei confronti delle Big Pharma”.

Ma chi sostiene questa posizione in Parlamento? Con quali alleati pensa di fare la battaglia?  

“A sottoscrivere la proposta di legge per ora siamo noi 5Stelle, ma devo dire che trovo sponda tanto nel Pd quanto in Leu. Nel Movimento l’iniziativa  è condivisa sia alla Camera che al Senato che all’europarlamento”.  

Esportare i vaccini, donandoli ai Paesi più poveri non la convince?

“Ripeto: è una mentalità coloniale e non è risolutiva. Miope inoltre come prospettiva: rischiamo che le varianti del virus ci mettano di nuovo in difficoltà. Prima e più vaccini e vaccinati abbiamo, meglio è”.



Ci sono diversi ostacoli?

“L’ostacolo è solo uno: capire di quanti zeri devono essere i profitti delle aziende. Stiamo semplicemente tutelando profitti immensi: questa è l’unica verità”.

Quando andrà in discussione la sua proposta?

“La presenteremo come emendamento nel decreto Semplificazione. Se non passasse qui, come emendamento laddove è possibile. O altrimenti chiederemo ai capigruppo di calendarizzare al più presto la nostra legge”.