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M5S, Conte rimette in gioco il Movimento: "Pronto il nuovo Statuto"

L'ex premier e capo in pectore del M5S, Giuseppe Conte 
Nel fine settimana un evento per presentare la costituzione. L'intenzione è di non schiacciarsi sull'alleanza con il Pd e recuperare parte dell'ala dura. Il divorzio da Rousseau è costato mezzo milione
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ROMA - Un grande evento nel fine settimana per presentare, finalmente, lo Statuto del nuovo Movimento 5 stelle: "È pronto", assicura Giuseppe Conte. Scritto per mesi in solitudine, così come in pressoché perfetta solitudine - Vito Crimi a parte - Conte ha condotto la trattativa che ha portato al divorzio da Davide Casaleggio e dall'associazione Rousseau. Pagando, secondo le indiscrezioni delle ultime ore, ben più dei 200-250mila euro di cui si è parlato per poter chiudere la partita e avere la lista degli iscritti. Perché il Movimento 5 stelle si sarebbe sobbarcato nell'accordo anche le spese legali pregresse, quelle per notai e avvocati, che ammontano almeno ad altri 200mila euro.

ROMA - Un grande evento nel fine settimana per presentare, finalmente, lo Statuto del nuovo Movimento 5 stelle: "È pronto", assicura Giuseppe Conte. Scritto per mesi in solitudine, così come in pressoché perfetta solitudine - Vito Crimi a parte - Conte ha condotto la trattativa che ha portato al divorzio da Davide Casaleggio e dall'associazione Rousseau. Pagando, secondo le indiscrezioni delle ultime ore, ben più dei 200-250mila euro di cui si è parlato per poter chiudere la partita e avere la lista degli iscritti. Perché il Movimento 5 stelle si sarebbe sobbarcato nell'accordo anche le spese legali pregresse, quelle per notai e avvocati, che ammontano almeno ad altri 200mila euro.

Un conto salato che serve all'ex presidente del Consiglio per ripartire da zero, come intendeva fare fin dal principio, quando ha deciso di accettare la proposta di rifondazione dei 5 stelle da Beppe Grillo. Anche per questo la sua squadra di comunicazione sarà reintegrata negli uffici dei gruppi parlamentari: alla Camera l'ex capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Maria Chiara Ricciuti, al Senato l'addetto ai social media Dario Adamo, mentre collaborerà con entrambi i rami del Parlamento come consulente per le televisioni l'ex portavoce Rocco Casalino. Forse in attesa che a Montecitorio arrivi anche l'ex premier, visto che sono in tanti tra i dirigenti M5S a scommettere che se Enrico Letta correrà per il seggio delle suppletive di Siena, Conte vorrà farlo a Roma, a Primavalle. E che per una sorta di spirito di emulazione del neosegretario pd voglia anche imprimere una svolta al proseguio della legislatura favorendo la scelta di nuovi capigruppo sia alla Camera che al Senato. Di certo, nei nuovi regolamenti si sta pensando di inserire una norma per cui sarà il capo politico a proporre dei nomi che l'assemblea sarà chiamata a confermare.

Nonostante questa sorta di rincorsa, però, i rapporti con il Pd sono tutt'altro che facili. La scelta di sostenere Virginia Raggi a Roma sconfessando la scelta fatta in Regione Lazio, e rincorrendo personaggi come Alessandro Di Battista, ha creato una ferita che stenta a rimarginarsi nonostante la decisione di sostenere insieme, a Napoli, l'ex ministro Gaetano Manfredi. Soprattutto perché su tutte le altre città e anche sulle regionali in Calabria Conte ha continuato a prendere tempo. Spazientendo gli alleati. Se le cose cambieranno adesso che tutto sta per essere definito, è da vedere. Di certo, da quel che era circolato della Carta del valori già due mesi fa, quando l'ex premier ne aveva parlato sia con esponenti dei 5 stelle che del Pd, il nuovo Movimento eviterà di scegliere dichiaratamente il campo progressista. Perché Conte ha la necessità di mantenere quell'elettorato che sia i fuoriusciti M5S che Davide Casaleggio tenteranno adesso di sottrargli. E perché al Sud, un tempo indiscussa prateria di voti per i 5 stelle, si fa sempre più agguerrita la concorrenza di Fratelli d'Italia. Che non si recupera di certo spostando a sinistra il baricentro, ma rispolverando quel "populismo gentile" di cui l'avvocato ha parlato - davanti a Beppe Grillo - proprio il giorno in cui ha accettato di tentare l'impresa. E che ha confermato spiegando, ad esempio, su un tema delicato come l'immigrazione, che "noi non siamo quelli che affondano i barconi, ma non possiamo nemmeno essere quelli che pensano si possano accogliere tutti". Per questo, per il giro che ha in mente di fare in Italia dopo l'incoronazione a capo politico, Conte toccherà alcune tappe di sofferenze simboliche, come l'ex Ilva di Taranto, ma non tralascerà gli incontri con professionisti e imprenditori a cui già guarda per formare le liste del futuro e che dovrebbero dar vita a una sorta di "Costituente del nuovo Movimento". Una delle cose che nascerà, insieme a un "coordinamento politico" di cui dovrebbe far parte l'attuale sindaca di Torino Chiara Appendino. "Glielo abbiamo detto tutti e su questo siamo d'accordo - racconta uno dei dirigenti M5S - se ci spostiamo troppo a sinistra e ci sovrapponiamo al Pd, le persone votano l'originale. Com'è successo quando abbiamo fatto i leghisti, facendoci risucchiare i voti da Salvini. Dobbiamo ritrovare un nostro spazio e coltivare i temi che ci hanno fatto prendere voti anche al centro e a destra". Quanto alla concorrenza degli ex, "in molti sono pronti a scommettere che a sei mesi dal voto, in un modo o nell'altro, Di Battista tornerà". Non è detto, però, che vada così. L'ex deputato non ha infatti dato alcuna garanzia: né ai fuoriusciti, né al capo dei "5 stelle 2050".