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Incidente a scuola, la sindaca di Crema: "Sono avvilita, ho ricevuto l'avviso di garanzia mentre davo la Costituzione agli studenti"

Stefania Bonaldi 
La dem Bonaldi: "Dopo il sequestro del pullman dirottato e incendiato e il Covid, speravo che l'ultimo anno del mio mandato fosse in discesa. Dobbiamo rivedere il sistema delle responsabilità penali degli amministratori"
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Nei suoi nove anni da sindaca di Crema - "Sono in carica dal 2012, sì sono quasi una veterana" -, Stefania Bonaldi (Pd) ha vissuto momenti difficili. "Sicuramente il sequestro del pullman, era il 2019, dirottato e incendiato dal conducente Ousseynou Sy con 50 studenti a bordo ci ha sconvolto tutti, ma l'esperienza più dura, dal punto di vista amministrativo e umano, è stata l'emergenza Covid. Siamo a 19 chilometri da Codogno e, mentre sui Navigli a Milano si facevano ancora gli aperitivi, noi eravamo già in prima linea. Il mese di marzo del 2020 è stato tragico, abbiamo toccato con mano tutta la fatica e il dolore di avere a che fare con un nemico sconosciuto e purtroppo come sindaca ho dovuto fare i conti con un senso di impotenza difficile anche solo da descrivere. Diciamo che, dopo l'ultimo biennio, speravo che l'ultimo anno fosse in discesa. E invece...". E invece il 3 giugno ha ricevuto un avviso di garanzia d…

Nei suoi nove anni da sindaca di Crema - "Sono in carica dal 2012, sì sono quasi una veterana" -, Stefania Bonaldi (Pd) ha vissuto momenti difficili. "Sicuramente il sequestro del pullman, era il 2019, dirottato e incendiato dal conducente Ousseynou Sy con 50 studenti a bordo ci ha sconvolto tutti, ma l'esperienza più dura, dal punto di vista amministrativo e umano, è stata l'emergenza Covid. Siamo a 19 chilometri da Codogno e, mentre sui Navigli a Milano si facevano ancora gli aperitivi, noi eravamo già in prima linea. Il mese di marzo del 2020 è stato tragico, abbiamo toccato con mano tutta la fatica e il dolore di avere a che fare con un nemico sconosciuto e purtroppo come sindaca ho dovuto fare i conti con un senso di impotenza difficile anche solo da descrivere. Diciamo che, dopo l'ultimo biennio, speravo che l'ultimo anno fosse in discesa. E invece...". E invece il 3 giugno ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Cremona per un incidente avvenuto lo scorso ottobre in un asilo nido comunale: un bambino ha infilato la mano sinistra nel cardine della porta tagliafuoco, schiacciandosi due dita. "Fortunatamente, ed è quello che conta di più, dopo tre mesi di cure non ha riportato lesioni permanenti, tanto che è tornato a frequentare lo stesso nido". Ma a lei, "in cooperazione colposa con altri", viene contestata la mancanza di "dispositivi idonei a evitare la chiusura automatica della porta". Una vicenda "paradossale", ma soprattutto "emblematica di un sistema, e non lo dico pensando alla magistratura a cui rinnovo la mia piena fiducia, deve cambiare".

 

 

 

 

Sindaca, che cosa ha provato ricevendo quell'avviso di garanzia?
"Di primo acchito un grande avvilimento, come quello d'altronde che ho provato fin dallo scorso ottobre, quando è accaduto questo episodio. Ero al municipio, stavo distribuendo la Costituzione ai ragazzi delle scuole come facciamo da anni. Tra un gruppo e l'altro si è presentato un carabiniere. Tu sei lì, un rappresentante istituzionale dello Stato che stai dicendo agli studenti quanto è bella la nostra Costituzione e dallo stesso Stato ti senti tirato per la giacchetta. Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzare. Poi, certo, razionalizzi a vai avanti, ma è stato un brutto colpo. Fortunatamente, ripeto, l'esito sanitario non è stato tragico, ma a spiegare tutto basterebbe il titolo della locandina dei giornali: "Bimbo si schiaccia due dita, sindaca indagata". Potrebbe essere presa dal Vernacoliere...".

Ma perché, a parte il fatto che l'asilo è comunale, viene considerata lei responsabile?
"Mi viene contestata la violazione della delibera di giunta di Regione Lombardia del marzo 2020 relativa agli asilo nido in cui, recito, "gli elementi costruttivi, gli arredi e le attrezzature compresi i giochi, devono avere le caratteristiche antinfortunistiche".  Nel merito ritengo di avere ampie motivazioni per contestare quanto mi viene addebitato e non solo perché le nostre ricostruzioni di allora non trovarono responsabilità di tipo manutentivo o strutturale. Di questo discuterò nelle sedi opportune. Quello che mi interessa è il dibattito che si è aperto in modo bipartisan a livello nazionale: dobbiamo rivedere il sistema delle responsabilità penali dei sindaci perché il rischio concreto è che un amministratore finisca per avere responsabilità oggettive per qualsiasi cosa accada all'interno del perimetro del suo comune. E' questo il tema che si sta ponendo, in modo forte, in tutta Italia".

 

 

 

 

È quello che stanno dicendo i suoi colleghi descrivendo la sua vicenda come "lunare", "assurda" o "ridicola". Giorgio Gori ha sbottato: "Non se ne può più".
"Sì, da Gori a Dario Nardella fino a Matteo Ricci, sto ricevendo grande solidarietà forse perché i sindaci sanno, e lo provano ogni giorno sulla loro pelle, che potrebbe accadere anche a loro in qualsiasi momento. Mi ha chiamata Chiara Appendino e Beppe Sala mi ha detto che avrebbe parlato della necessità di una riforma con il presidente Mattarella che è a Milano. Lo stesso presidente di Anci Decaro lo sta dicendo da tempo. Dobbiamo aprire una riflessione seria altrimenti non troveremo più candidati disposti a servire la propria comunità. Non c'è niente che ti dia più soddisfazione del mestiere di sindaco, ma è diventato troppo rischioso. Pensiamo a quello che è accaduto all'ex sindaco di Lodi Simone Uggetti, che dopo cinque anni si è visto assolvere. È avvenuto anche a Virginia Raggi, ma per i fatti di piazza San Carlo a Torino Appendino ha ricevuto una condanna per responsabilità che, appunto, sembrerebbero più oggettive che personali".

Ecco, ma che cosa rischia un sindaco?
"Di ricevere un avviso per abuso d'ufficio ogni volta che mette una firma e se non la mette un'imputazione per omissione di atti di ufficio. Non è possibile che per qualsiasi siamo noi i responsabili. Cade un albero: è colpa del sindaco. Un automobilista perde il controllo per un buca, è colpa del sindaco. C'è una frana, un'alluvione, accade qualsiasi cosa in una scuola o in uno stadio c'è calca e cade un muretto ed è colpa del sindaco".  

Tra le difficoltà che alcuni suoi colleghi citano nel candidarsi c'è anche l'indennità.
"Anch'io, che sono avvocata ed ero dirigente in una azienda che gestiva una Rsa per anziani, un centro diurno e due farmacie, ho messo in conto di lasciare uno stipendio di un certo livello per un'indennità ridotta rispetto a quella di un consigliere regionale o di un parlamentare. La sproporzione tra l'impegno, i rischi e le responsabilità e quanto si viene pagati c'è ed è evidente, ma la ritengo marginale in questo quadro. Quello che è urgente fare, e ci sono proposte in questo senso, è una modifica della legge in modo da circoscrivere le responsabilità dei sindaci. Ovviamente non dico che non dobbiamo averle, ma non siamo tuttologi né dirigenti di ogni settore. È una battaglia di civiltà per continuare ad avere una classe dirigente che si metta al servizio delle comunità senza avere una spada di Damocle sulla testa ogni giorno e per qualsiasi cosa possa accadere in una città". 

Come sindaci siete pronti a organizzare una iniziativa congiunta?
"Dalla sentenza di Appendino c'è stata una accelerazione nella presa di coscienza collettiva che qualcosa debba cambiare. Tutti amiamo quello che facciamo e ci mettiamo passione e impegno assoluto, ma se uno si ferma a pensare alle possibili conseguenze dice "ma chi te lo fa fare?".  Una manifestazione a questo punto non la ritengo inverosimile".

Sindaca, nel 2022 scadrà il suo secondo mandato e non potrà comunque ricandidarsi. Dopo questa esperienza lascerà la politica?
"Tornerò a fare l'avvocata, ma no, voglio trovare un modo per mettermi ancora a disposizione".