M5s, nella segreteria Conte vuole Di Maio e la sindaca Appendino
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO - Le strade sono ormai separate, una è comunque ben messa, va solo percorsa; l'altra è tutta da costruire, ricominciando daccapo. Da una parte Giuseppe Conte e il nuovo Movimento, dall'altra Rousseau e Davide Casaleggio. Il passaggio e la verifica dei dati degli iscritti, custoditi nella pancia della piattaforma e da trasmettere ai nuovi gestori tecnici del M5S - sono un'azienda di Viterbo sul fronte software e un'altra collegata a uno studio legale di Roma su quello di tutela e conservazione degli stessi - è ancora in corso e necessiterà ancora di qualche giorno.
Dopodiché l'ex premier presenterà il nuovo Statuto, la Carta dei valori, magari anche il nuovo nome o un ritocco dell'attuale. Rispetto alla fase del capo politico, la gestione accentrata che fu di Luigi Di Maio, il Movimento 2 tenterà di darsi una forma più collegiale. Potrebbe quindi esserci una sorta di segreteria che affiancher&…
MILANO - Le strade sono ormai separate, una è comunque ben messa, va solo percorsa; l'altra è tutta da costruire, ricominciando daccapo. Da una parte Giuseppe Conte e il nuovo Movimento, dall'altra Rousseau e Davide Casaleggio. Il passaggio e la verifica dei dati degli iscritti, custoditi nella pancia della piattaforma e da trasmettere ai nuovi gestori tecnici del M5S - sono un'azienda di Viterbo sul fronte software e un'altra collegata a uno studio legale di Roma su quello di tutela e conservazione degli stessi - è ancora in corso e necessiterà ancora di qualche giorno.
Dopodiché l'ex premier presenterà il nuovo Statuto, la Carta dei valori, magari anche il nuovo nome o un ritocco dell'attuale. Rispetto alla fase del capo politico, la gestione accentrata che fu di Luigi Di Maio, il Movimento 2 tenterà di darsi una forma più collegiale. Potrebbe quindi esserci una sorta di segreteria che affiancherà Conte; si parla di nomi di peso a farne parte, ad esempio la sindaca uscente di Torino Chiara Appendino, ma pure lo stesso Di Maio.
Il ministro degli Esteri ancora oggi ha un peso considerevole negli equilibri interni, coinvolgerlo - o tentare di farlo - avrebbe la funzione di rafforzare il nuovo corso, scacciando voci e indiscrezioni su una dualità che tutti tengono moltissimo a smentire. Bisognerà vedere comunque, in caso, se Di Maio sarà disponibile. O se, altra ipotesi, non si darà la possibilità agli attivisti di scegliere loro stessi una rosa di autocandidature.
Sul fronte più generale intanto dopodomani Conte parteciperà ad un incontro online con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e organizzato da esponenti di Leu (Loredana De Petris, Luca Pastorino e Francesco Laforgia), titolo: "Verde e giusta, l'Italia del futuro". Nonostante la manovra di avvicinamento, è molto difficile che nel capoluogo lombardo centrosinistra e 5 Stelle possano trovare una convergenza sin dal primo turno.
Quanto a Rousseau, il percorso da fare è ancora tutto da capire. Casaleggio ha buoni rapporti con Nicola Morra e Barbara Lezzi, i quali stanno lavorando ad un nuovo soggetto politico, ma al momento non c'è un dialogo concreto che porti ad una sinergia. Stesso discorso per L'Alternativa c'è, gruppo parlamentare di fuoriusciti che il 18 giugno manifesterà a Genova - è il debutto in piazza - contro l'accordo tra Stato e famiglia Benetton su Autostrade. "Siamo molto laici sulla questione, ci serviranno sicuramente delle consulenze ma non esiste solo Rousseau...", dice il deputato Pino Cabras.
La differenza vera nella riuscita di un progetto alternativo potrebbe farla Alessandro Di Battista, forte di un ampio seguito personale e ancora amato dalla vecchia base 5 Stelle. Ma è in partenza per il Sudamerica per una serie di reportage e, nonostante la differenza di vedute sul sostegno all'esecutivo di Mario Draghi e gli stili e i toni completamente diversi, i rapporti tra lui e Conte sono molto buoni.
"Ti sono leale adesso e questo, in politica, significa dire pubblicamente quel che si pensa intimamente. Fino a che il Movimento sosterrà questo governo - le parole di Di Battista su Facebook indirizzate proprio a Conte - io starò sempre dall'altra parte della barricata (...) Per confronti politici leali e franchi per te ci sarò sempre anche perché non dimentico chi e perché ti ha buttato giù "e 'l modo ancor m'offende"". Non è dunque una porta chiusa in faccia ma più che altro un arrivederci.