Avviso di garanzia alla prima cittadina di Crema per il bimbo ferito all'asilo, sindaci in rivolta. Letta: "Hanno grandi responsabilità e poche risorse"
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleUna manifestazione nazionale di tutti i sindaci d'Italia sotto la sede del governo per chiedere maggiori tutele per chi, ogni giorno, lavora al servizio della propria comunità. È l'inedito film che, nelle prossime settimane, verrà proiettato davanti a palazzo Chigi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'avviso di garanzia inviato alla prima cittadina di Crema, Stefania Bonaldi: lo scorso ottobre, mentre era al nido, un bimbo si è schiacciato due dita in una porta tagliafuoco, per fortuna senza lesioni permanenti, e la Procura ha ritenuto di dover indagare lei per non aver adottato i dispositivi necessari ad evitare l'incidente, nel caso specifico la chiusura automatica del battente. "I sindaci hanno enormi responsabilità, poche risorse, molti troppi rischi", dice il segretario del Pd, Enrico Letta. "A loro e agli amministratori locali che spesso fanno come il servizio civile per le loro comunit&agra…
Una manifestazione nazionale di tutti i sindaci d'Italia sotto la sede del governo per chiedere maggiori tutele per chi, ogni giorno, lavora al servizio della propria comunità. È l'inedito film che, nelle prossime settimane, verrà proiettato davanti a palazzo Chigi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'avviso di garanzia inviato alla prima cittadina di Crema, Stefania Bonaldi: lo scorso ottobre, mentre era al nido, un bimbo si è schiacciato due dita in una porta tagliafuoco, per fortuna senza lesioni permanenti, e la Procura ha ritenuto di dover indagare lei per non aver adottato i dispositivi necessari ad evitare l'incidente, nel caso specifico la chiusura automatica del battente. "I sindaci hanno enormi responsabilità, poche risorse, molti troppi rischi", dice il segretario del Pd, Enrico Letta. "A loro e agli amministratori locali che spesso fanno come il servizio civile per le loro comunità lavorando ogni giorno a mani nude - aggiunge - va il massimo del sostegno del Partito Democratico".
"È assurdo, basta con queste pazzie contro i sindaci, come si può mettere sotto inchiesta uno di noi per una cosa del genere? Siamo al ridicolo", tuona il collega pesarese Matteo Ricci, presidente delle Autonomie locali italiane (Ali) nonché coordinatore degli amministratori dem. "Ma si può andare avanti così?" twitta sconsolato il bergamasco Giorgio Gori. Il fiorentino Dario Nardella, postando un articolo sulla vicenda, commenta: "Adesso capite perché in Italia nessuno se la sente più di fare il sindaco?". E il milanese Beppe Sala: "Così non si può andare avanti".
Un grido di dolore che si traduce in una richiesta perentoria a tutte le forze politiche: "È quanto mai urgente - insiste Ricci - che il legislatore intervenga sulle eccessive responsabilità oggettive che hanno i sindaci perché non possono ridursi a capro espiatorio di tutti i mali del Paese". Situazione che, inevitabilmente, finisce per scoraggiare quanti vorrebbero mettersi alla guida di uno dei 7.904 comuni italiani. Lo denuncia da mesi il presidente dell'Anci Antonio Decaro: "Chi trova soddisfazione nel proprio lavoro oggi difficilmente si candida. Chi ha un mestiere, non lo lascia per andare spesso a guadagnare meno e sempre a rischiare. È un mestiere pericoloso: ogni volta che un sindaco firma un atto rischia di commettere un abuso d'ufficio. Se non firma, rischia l'omissione di atti d'ufficio". Anche per questo l'Anci si prepara a presentare una proposta di modifica alla legge Severino: con l'arrivo delle risorse del Recovery, gli amministratori locali saranno chiamati a gestire una gran mole di denaro in breve tempo e l'eccessivo carico di responsabilità, dirette e indirette, previste dalle norme attuali potrebbe rivelarsi un freno alla spesa dei fondi europei.
Un'iniziativa che tuttavia potrebbe non bastare. Come l'episodio di Crema dimostra. Lo ha detto chiaro la sindaca Bonaldi comunicando in consiglio comunale l'arrivo dell'avviso di garanzia: prima ha espresso il suo "grande avvilimento" per l'accaduto, quindi ha esortato a "porre l'attenzione su un sistema che, a livello nazionale, necessita di interventi e correttivi - invocati anche da autorevoli opinionisti e studiosi in modo trasversale - che aumentino le tutele giuridiche a favore dei sindaci". Battaglia che per una volta pare accomunare destra e sinistra. Tant'è che il segretario del Pd Enrico Letta è pronto a lanciare una campagna per rafforzare gli argini a difesa degli amministratori locali: "I sindaci hanno enormi responsabilità, poche risorse, molti rischi. Sono i primi destinatari delle richieste dei cittadini e questo è difficilissimo da gestire. Occorre dar loro una mano". E ancora più convinto sembra Matteo Salvini, alle prese con la caccia ai candidati nelle grandi città che finora non ha dato grandi risultati: "Nella nostra proposta di riforma della giustizia - ha svelato qualche giorno fa il leader della Lega - c'è un'attenzione alle tutele dei sindaci, spesso malpagati e processati a sproposito". Ora però è tempo di passare dalle parole ai fatti. Gli amministratori locali sono in rivolta e non intendono aspettare oltre.