Terrorismo, FdI: "Indagare sulla strage di Bologna e le connessioni palestinesi". Ma dimenticano le sentenze
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziRiscrivere la storia della Strage di Bologna e assolvere i terroristi neri accreditando la "tesi-palestinese" o "teutonico-palestinese"? ll dubbio, da confermare, sorge spontaneo osservando una proposta di legge presentata recentemente da otto parlamentari di FdI (guidati da Federico Mollicone). Tema: l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta che faccia chiarezza sulle "connessioni del terrorismo interno e internazionale con le stragi avvenute in Italia dal 1953 al 1989 e sulle attività svolte dai servizi segreti nazionali e stranieri". A stimolare la curiosità, e a sollevare il sospetto che si tratti di un'iniziativa di parte e con un obbiettivo ben preciso - nemmeno troppo nascosto - viene leggendo il contenuto delle otto pagine che illustrano la proposta. Quello che sembrerebbe, in apparenza, un bisogno doveroso di verità sull'orrore di un periodo drammatico e oscuro della storia d'Italia, tradis…
Riscrivere la storia della Strage di Bologna e assolvere i terroristi neri accreditando la "tesi-palestinese" o "teutonico-palestinese"? ll dubbio, da confermare, sorge spontaneo osservando una proposta di legge presentata recentemente da otto parlamentari di FdI (guidati da Federico Mollicone). Tema: l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta che faccia chiarezza sulle "connessioni del terrorismo interno e internazionale con le stragi avvenute in Italia dal 1953 al 1989 e sulle attività svolte dai servizi segreti nazionali e stranieri". A stimolare la curiosità, e a sollevare il sospetto che si tratti di un'iniziativa di parte e con un obbiettivo ben preciso - nemmeno troppo nascosto - viene leggendo il contenuto delle otto pagine che illustrano la proposta. Quello che sembrerebbe, in apparenza, un bisogno doveroso di verità sull'orrore di un periodo drammatico e oscuro della storia d'Italia, tradisce un intento - diciamo - politico.
I riferimenti contenuti nella proposta di legge sono quasi esclusivamente a due eventi di quel periodo: la strage di Bologna e quella di Ustica. E qui - verrebbe da dire - casca l'asino. Per entrambi i casi ciò che il Parlamento, a detta dei firmatari, dovrebbe appurare è la sussistenza della cosiddetta "tesi palestinese" o "teutonico-palestinese". Da sempre un cavallo della destra per spostare l'asse delle indagini sull'attentato dinamitardo che il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna causò la morte di 85 persone e 200 feriti. Il più grave atto terroristico avvenuto nel Paese nel secondo dopoguerra. Per quella strage ci sono state delle condanne in via definitiva: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, ex terroristi dei Nar, sono stati ritenuti esecutori materiali della strage. Ma, stranamente, nella proposta di legge di FdI non c'è alcun riferimento alle condanne. Fioravanti e Mambro non vengono mai citati. Una "dimenticanza" che alimenta il sospetto di un'operazione politica e strumentale. Perché due ergastoli per aver commesso una strage non sono proprio dettagli.
Mollicone e colleghi bypassano la verità giudiziaria e vanno dritti alla "tesi palestinese". Nel testo presentato in parlamento osservano che già in una delle relazioni sui risultati della nota "Commissione Mitrokhin" c'era un paragrafo sui legami tra terrorismo palestinese e strage di Bologna. Peccato, però, che quella relazione non venne approvata. E allora che cosa fanno gli esponenti del partito di Giorgia Meloni? Citano i tanti scritti e libri pubblicati che hanno indagato sulla presunta pista palestinese o teutonico-palestinese. Gli autori? Tutti appartenenti a ambienti politici e culturali riferibili al mondo della destra post missina.
La NotiziaGiornale.it in un ingrandimento sulla vicenda della proposta di legge - cita l'ex parlamentare di An, Enzo Raisi (nel testo di FdI si fa riferimento al libro Bomba o non bomba). In base alla tesi sostenuta e portata avanti dalla destra i questi anni, l'origine della Strage di Bologna - come di altri attentati di quel periodo - andrebbe inquadrata nelle dinamiche politiche generate dal cosiddetto "lodo Moro", ossia "l'accordo tra i servizi segreti italiani e palestinesi per tutelare il territorio italiano dalla minaccia di attentati".
Questo sarebbe "il cuore di molte vicende storiche", a cominciare proprio dalla strage del 2 agosto 1980. Secondo Fratelli d'Italia "nelle indagini sull'attentato del 1980 a Bologna e su quello di Ustica, tali elementi non sono stati considerati dalla magistratura italiana, che si è invece trincerata dietro un processo il cui impianto fragile si basa su pentiti inattendibili e le cui sentenze non riescono a individuare nemmeno gli esecutori materiali". Tradotto: le sentenze di Bologna non hanno fatto luce a dovere sulla strage.
Un'interpretazione piuttosto singolare: perché se è vero che far luce sulle zone d'ombra del periodo stragista è giusto e doveroso, va anche però detto che dimenticare le verità processuali, o "dimenticarle", presta il fianco a dubbi e sospetti su un'iniziativa di parte. L'anno scorso la Procura generale di Bologna, l'anno scorso, sulla strage del 2 agosto 1980 è arrivata a una conclusione: Paolo Bellini (ex Avanguardia Nazionale), esecutore materiale insieme agli ex Nar Fioravanti e Mambro già condannati in precedenza, avrebbe agito in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi. Questi ultimi individuati come mandanti, finanziatori o organizzatori. Anche di questo nella proposta di legge di FdI non c'è traccia.