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M5S, Grillo pone il veto sul doppio mandato. Per Conte strada in salita sul nuovo statuto

Beppe Grillo 
All'ex premier  la decisione sulla possibilità di una terza candidatura per gli eletti: sarà consultata la base. Il limite per iscriversi al Movimento abbassato a 14 anni
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Giuseppe Conte è in mezzo a due fuochi: da una parte i maggiorenti del M5S con la testa già al 2023 (o prima?), quando scadranno i due mandati elettivi e quindi in teoria la propria carriera politica, ragione per la quale premono per deroghe o superamento dell'antica regola aurea; dall'altra Beppe Grillo, con il quale il lavoro per il nuovo Statuto e codice etico del M5S è coordinato e che anche nelle ultime ore ha posto il veto. La regola non si cambia, ne va dello spirito e della natura della sua creatura.

Una faccenda che, comunque andrà a finire, lascerà sul campo scontenti (eufemismo). Già, come finirà? L'idea a questo punto è rimandare il più…

Giuseppe Conte è in mezzo a due fuochi: da una parte i maggiorenti del M5S con la testa già al 2023 (o prima?), quando scadranno i due mandati elettivi e quindi in teoria la propria carriera politica, ragione per la quale premono per deroghe o superamento dell'antica regola aurea; dall'altra Beppe Grillo, con il quale il lavoro per il nuovo Statuto e codice etico del M5S è coordinato e che anche nelle ultime ore ha posto il veto. La regola non si cambia, ne va dello spirito e della natura della sua creatura.

Una faccenda che, comunque andrà a finire, lascerà sul campo scontenti (eufemismo). Già, come finirà? L'idea a questo punto è rimandare il più possibile la questione, lasciarla lì da una parte, e alla fine dare la parola agli iscritti. Alla consultazione della base il comico genovese non dovrebbe opporsi, anche perché convinto che una volta per tutte gli attivisti diranno l'ultima parola: cioè un no al M5S - o come si chiamerà - che, esattamente come tutti gli altri partiti, si è creato una classe dirigente composta da persone che trasformano la politica in una professione a lungo termine.

Conte per ora infatti, a domanda diretta che gli è stata posta più volte, non ha mai definito la questione. Derogare significa perdere fette di consenso tra i parlamentari al primo mandato, che sono più numerosi; non farlo equivale a mettersi contro big di prim'ordine, a partire da Luigi Di Maio. Si parla da tempo di una possibile exit strategy di carriere alle assemblee elettive 'locali' per chi ha già fatto il bis, cioè soprattutto le Regioni, dove le indennità restano generose. Ma rimane una ipotesi. Come detto, si andrà per lunghe.

L'altra novità del nuovo Movimento è che darà la possibilità di iscriversi anche ai minorenni, forse sin dai 14 anni. Su Rousseau infatti si doveva essere maggiorenni, certificazione che avveniva inviando via mail il proprio documento di identità. Agli Stati generali tra le proposte - all'epoca la avanzò l'europarlamentare Dino Giarrusso - c'era quella di formare una 'giovanile', esattamente come avviene da sempre anche negli altri partiti. All'ex presidente del Consiglio la 'palestra' così fatta non piace, dà troppo l'idea di Prima Repubblica. Ma per avvicinare militanti e attivisti, che spesso si formano le ossa sin dalle scuole superiori e nelle varie Consulte studentesche, serve comunque la copertura del simbolo che ad oggi non c'è. Da qui l'allargamento anagrafico.