Referendum sulla giustizia, dal ministero lo stop all'emendamento radical-leghista: solo tre mesi per raccogliere le firme
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Da via Arenula, dove ha sede il ministero della Giustizia, arriva un colpetto a Salvini. Proprio sui sei referendum per la giustizia, tra cui la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei giudici. Il leader leghista, con i Radicali, avrebbe potuto avere un mese di tempo in più - quattro anziché i classici tre mesi - per raccogliere le firme. C'era, alla Camera, nel decreto sulle Riaperture che ha ottenuto la fiducia mercoledì, l'emendamento giusto per guadagnare altri trenta giorni. Ma è stato cambiato.
ROMA - Da via Arenula, dove ha sede il ministero della Giustizia, arriva un colpetto a Salvini. Proprio sui sei referendum per la giustizia, tra cui la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei giudici. Il leader leghista, con i Radicali, avrebbe potuto avere un mese di tempo in più - quattro anziché i classici tre mesi - per raccogliere le firme. C'era, alla Camera, nel decreto sulle Riaperture che ha ottenuto la fiducia mercoledì, l'emendamento giusto per guadagnare altri trenta giorni. Ma è stato cambiato.
Ma vediamo che cosa è successo. M5S, che è il primo firmatario con la Baldino, propone con i Radicali l'emendamento dei quattro mesi e ha un obiettivo preciso, guadagnare un mese in più per raccogliere le firme per la consultazione popolare sull'eutanasia. La Lega si accoda in vista dei suoi referendum. Ma con un intervento soft, di cui praticamente non si è accorto nessuno, alla fine il mese in più per le firme premia solo i referendum presentati prima del 15 maggio. L'eutanasia è dentro, i referendum sulla giustizia sono fuori.
La versione ufficiale di via Arenula adesso è che, nella trattativa tecnica sull'emendamento, il ministero avrebbe solo fatto presente che i quattro mesi erano accettabili, ma a patto che non si creassero ripercussioni e interferenze sui calendari elettorali complessivi decisi dalla Cassazione, quindi con riflessi sulle date delle elezioni amministrative fino a quella del presidente della Repubblica. Insomma, nessun "colpetto" politico a Salvini.
Il testo viene approvato con la fiducia. Quattro mesi rispetto ai tre originari. La Lega si rende conto di essere penalizzata sulla giustizia e insiste per avere il mese in più, tant'è che presenta un ordine del giorno per "impegnare il governo a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni, al fine di prorogare di un ulteriore mese, i termini per la raccolta delle firme connesse al deposito delle richieste di referendum abrogativo presentate nell'anno 2021 entro la fine dello stato di emergenza".
Quattro mesi di tempo, dunque, per raccogliere le firme. Uno spazio in più non da poco, tenendo conto che Lega e Radicali dovranno fare provvista di firme con agosto di mezzo. Con la legge attuale, i tre mesi scadono a fine settembre, mentre se fosse passato l'emendamento avrebbero avuto tempo fino a ottobre.
Invece ecco la modifica. Il testo approvato in aula fa rientrare nei quattro mesi solo le richieste di referendum "annunciate nella Gazzetta Ufficiale entro il 15 maggio 2021". Per 18 giorni - tanti ne corrono da questa data al 3 giugno - i referendum sulla giustizia Radical-leghisti restano fuori. A meno che al Senato il governo non decida di cambiare di nuovo il decreto Riaperture, riportandolo di nuovo alla Camera per una terza votazione.