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L'ammiraglio Cavo Dragone: "La sfida hi-tech negli abissi per difendere gasdotti e reti digitali”

L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (ansa)
Nella Giornata della Marina presentata la nuova squadra di sottomarini
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"Nei fondali del Mediterraneo ci sono dorsali delicatissime, condotte dove scorrono dati e risorse energetiche da cui dipende la vita del nostro Paese. E che vanno difese non solo dal rischio di azioni ostili ma anche dallo spionaggio". Ieri è stata celebrata la Giornata della Marina, un anniversario che ha visto convivere due anime della nostra flotta: la tradizione e l’innovazione. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone l’ha aperta consegnando la “Bandiera di Guerra” al Comando Sommergibili: "È un simbolo importante, testimonia che l’unità è pronta al combattimento: uomini e mezzi sono pienamente operativi".


Con la fine della Guerra Fredda non si è più parlato di sottomarini, archiviand…

"Nei fondali del Mediterraneo ci sono dorsali delicatissime, condotte dove scorrono dati e risorse energetiche da cui dipende la vita del nostro Paese. E che vanno difese non solo dal rischio di azioni ostili ma anche dallo spionaggio". Ieri è stata celebrata la Giornata della Marina, un anniversario che ha visto convivere due anime della nostra flotta: la tradizione e l’innovazione. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone l’ha aperta consegnando la “Bandiera di Guerra” al Comando Sommergibili: "È un simbolo importante, testimonia che l’unità è pronta al combattimento: uomini e mezzi sono pienamente operativi".


Con la fine della Guerra Fredda non si è più parlato di sottomarini, archiviando la saga dei duelli negli abissi resa celebre da film come Caccia all’Ottobre Rosso. Invece negli ultimi anni sono tornati protagonisti del confronto tra potenze vecchie e nuove, soprattutto nel Mediterraneo: battelli radicalmente diversi rispetto al passato. "Quando l’Italia entrò nel secondo conflitto mondiale aveva circa cento sommergibili, oggi sono otto: pochi ma con un contenuto tecnologico senza pari", spiega il capo di Stato maggiore della Marina. Ai quattro U-212, considerati i più moderni in servizio nel Mediterraneo, si aggiungeranno altrettanti NFS, acronimo inglese per Near Future Submarine: l’arma del futuro prossimo. "Si tratta di un salto di qualità enorme – continua Cavo Dragone – che ci farà entrare nel ristretto numero di Paesi in grado di impiegare intelligenza artificiale e big data. Sistemi che non solo useremo ma che produciamo".

In un Mediterraneo sempre più turbolento, questi sottomarini rappresenteranno la “supremazia tecnologica” nel confronto subacqueo. Ma bisogna dimenticare le immagini dei vecchi sommergibili, che restavano in immersione aspettando i convogli nemici. "È completamente cambiato il concetto. Un tempo agivano come lupi solitari e anche adesso si occupano di raccogliere informazioni e pattugliare le zone di interesse. Invece si trasformeranno in centri di controllo, in uno scambio continuo di dati con altri sottomarini, droni subacquei e reti di rilevamento piazzate nei fondali".

In pratica, viene capovolto l’approccio: l’ammiraglia sarà sotto il mare, dove una fila di schermi offrirà in tempo reale il quadro della situazione elaborato dall’intelligenza artificiale. "I sottomarini sono prima di tutto una centrale di intelligence. Garantiscono il dominio delle informazioni e delle comunicazioni, che costituisce l’elemento decisivo per intervenire nelle aree di crisi. Oggi nel Mediterraneo si registra un’attività militare intensa, sopra e sotto la superficie, e se vogliamo tutelare l’interesse nazionale non si può prescindere dalla conoscenza completa di quello che avviene nel nostro bacino".


Dagli anni Novanta sui fondali sono stati stesi centinaia di cavi in fibra ottica: le arterie della vita digitale, dove passa il traffico internet e quello telefonico. In più sono aumentati oleodotti e gasdotti. E in un mare dove ormai c’è una competizione per impadronirsi dei giacimenti di idrocarburi, le condotte sono il tallone d’Achille d’ogni Paese. "È indispensabile difendere l’integrità di queste dorsali, che sono molto fragili. Possono essere oggetto di offesa per interrompere il flusso ma anche venire aggredite dallo spionaggio per carpire i dati. Rappresentano la maggiore vulnerabilità per la sicurezza nazionale".

Infatti i nuovi sottomarini – conclude Cavo Dragone – avranno un’altra caratteristica: "Gli NFS con la possibilità di impiegare droni potranno estendere ancor di più la loro capacità di sorveglianza: i veicoli da loro controllati dovranno scendere in profondità, proprio per presidiare le reti di cavi e gasdotti".