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Elezioni in Calabria, il Pd non trova pace: il candidato Irto rinuncia di nuovo

Nicola Irto (ansa)
Recuperato dopo un primo rifiuto, il consigliere dem su Facebook annuncia il suo ritiro definitivo. Obiettivo del Nazareno è trovare l'accordo con il M5S, puntando su una donna
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È durata poco la pace nel centrosinistra calabrese. A una settimana dalla ratifica di Nicola Irto come candidato unitario per le regionali dell'autunno, il giovane dirigente dem annuncia nuovamente il suo ritiro. E questa volta - fanno capire fonti interne-  è quello definitivo anche perché a chiedergli un passo indietro sarebbero stati i vertici del Nazareno. "Pur ribadendo il mio impegno ribadisco che nei fatti la mia candidatura dunque la scelta della comunità democratica calabrese è nei fatti superata" scrive su Facebook Irto.

Da Roma, nessuno conferma. Anzi, "nessuno - è il messaggio che il Nazareno ha affidato all'Ansa - ha chiesto ad Irto di ritirarsi". 

Ma il giovane consigliere dem è estremamente chiaro nel suo post. "Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un'altra candidatura. Ho ricordato che la mia non &egrav…

È durata poco la pace nel centrosinistra calabrese. A una settimana dalla ratifica di Nicola Irto come candidato unitario per le regionali dell'autunno, il giovane dirigente dem annuncia nuovamente il suo ritiro. E questa volta - fanno capire fonti interne-  è quello definitivo anche perché a chiedergli un passo indietro sarebbero stati i vertici del Nazareno. "Pur ribadendo il mio impegno ribadisco che nei fatti la mia candidatura dunque la scelta della comunità democratica calabrese è nei fatti superata" scrive su Facebook Irto.

Da Roma, nessuno conferma. Anzi, "nessuno - è il messaggio che il Nazareno ha affidato all'Ansa - ha chiesto ad Irto di ritirarsi". 

Ma il giovane consigliere dem è estremamente chiaro nel suo post. "Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un'altra candidatura. Ho ricordato che la mia non è stata un'autocandidatura: avevo dato la mia disponibilità dopo una pressante richiesta da parte di tutto il Pd, ed avevo accettato per la lealtà verso la mia terra".  

La rottura sarebbe avvenuta ieri pomeriggio durante un incontro fra Irto, il commissario regionale calabrese Stefano Graziano, il responsabile Enti locali Francesco Boccia e il segretario Enrico Letta. Al centro della discussione la necessità di arrivare ad un accordo con i pentastellati e la condizione imprescindibile posta da Conte perché anche in Calabria l'accordo si realizzi: una candidatura femminile. Forse con un margine minimo di negoziato ancora possibile, è stato dato ad intendere al giovane dirigente dem. Ma Irto ha preferito tirarsi fuori. 

"Se siamo arrivati a questo punto non è per una mia indisponibilità alla costruzione di nuove alleanze, ma perché ho posto pubblicamente grandi questioni politiche in ordine allo stato del Pd e ai problemi della mia regione, a cominciare dalla sanità, che rimangono purtroppo tutti attuali ed inevasi" si legge nel post che il giovane dirigente dem ha affidato a Fb. Si tratta, scrive, di  "questioni imprescindibili per la Calabria che prima o dopo andranno affrontate". E di motivi sufficienti per tirarsi fuori. 

"Ho fatto sapere che non mancherà il mio contributo - scrive Irto -  Ho chiarito che non vado in vacanza ma lavorerò, nei modi che saranno più opportuni, per cambiare il Partito democratico e per mettere al centro dell'interesse nazionale i problemi della Calabria". E infine assicura " il nostro impegno non è stagionale, episodico o strumentale, è, per l'intensità che ci mettiamo da anni, parte fondante delle nostre vite e non passa come una polemica pre elettorale". Ma la chiusa, al vetriolo, sembra diretta soprattutto al Nazareno: "Noi la Calabria, presto o tardi, la cambieremo davvero".