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Regionali in Calabria, il centrodestra sceglie Occhiuto. Nel centrosinistra spunta l'ipotesi di Anna Falcone

Roberto Occhiuto (ansa)
I dem puntano a un campo largo con i 5S. Circola anche il nome della "sardina" Jasmine Cristallo
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In Calabria il centrodestra ha deciso il suo candidato alla presidenza della Regione. E' Roberto Occhiuto, attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera. L'annuncio è arrivato dallo stesso Occhiuto che, a Vibo Valentia, ha incontrato i propri sostenitori. "Parto da Vibo - ha detto - perché col coordinatore Giuseppe Mangialavori abbiamo fatto un lavoro straordinario in questi mesi. Abbiamo lavorato a un progetto che in questi mesi realizzeremo in favore dei calabresi. Anche gli alleati saranno a disposizione. La campagna elettorale del centrodestra sarà avvincente".

Intanto nel Pd calabrese è il solito caos. A ventiquattro ore dal nuovo ritiro di Irto, dettato - ha denunciato lui stesso sui social - da un'esplicita richiesta di quei vertici del Nazareno che una settimana fa lo avevano ratificato, è ricominciata la tarantella dei nomi. Ma con una difficoltà aggiuntiva. La maggioranza dei dem calabresi non ha certo pr…

In Calabria il centrodestra ha deciso il suo candidato alla presidenza della Regione. E' Roberto Occhiuto, attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera. L'annuncio è arrivato dallo stesso Occhiuto che, a Vibo Valentia, ha incontrato i propri sostenitori. "Parto da Vibo - ha detto - perché col coordinatore Giuseppe Mangialavori abbiamo fatto un lavoro straordinario in questi mesi. Abbiamo lavorato a un progetto che in questi mesi realizzeremo in favore dei calabresi. Anche gli alleati saranno a disposizione. La campagna elettorale del centrodestra sarà avvincente".

Intanto nel Pd calabrese è il solito caos. A ventiquattro ore dal nuovo ritiro di Irto, dettato - ha denunciato lui stesso sui social - da un'esplicita richiesta di quei vertici del Nazareno che una settimana fa lo avevano ratificato, è ricominciata la tarantella dei nomi. Ma con una difficoltà aggiuntiva. La maggioranza dei dem calabresi non ha certo preso bene il cambio di rotta dei vertici del Pd, che hanno dato il benservito ad Irto per cercare un'alleanza con i 5s, candidando "preferibilmente" una donna. E il tentativo di ricomporre lo strappo con una riunione convocata in fretta e furia per il pomeriggio di ieri, è miseramente naufragato.  

All'ora stabilita, della dirigenza dem calabrese si sono presentati solo alcuni, fra cui il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e il commissario regionale, Stefano Graziano, pronto a rimettere il mandato causa - si spiega - evidente sconfessione del lavoro fatto fino ad oggi. È toccato al responsabile Enti locali, Francesco Boccia, tentare di disinnescare la bomba, chiedendo a Graziano di rimanere al suo posto e riaggiornando la riunione (fallita) al pomeriggio di oggi. Ma la maggioranza dei dem calabresi al momento non sembra disposta a scendere dall'Aventino.  

"Almeno ci fosse un nome alternativo - si lamenta uno di loro - si potrebbe aprire una discussione". Alcuni già circolano, ma in realtà sembrano più rispondere ai desiderata di questa o quella corrente e ai rispettivi rapporti più o meno cordiali con i pentastellati che a reali e condivise strategie. Le idee sono tante e confuse. Da sinistra si preme per ripescare il docente universitario e storico delle mafie, Enzo Ciconte, sgomita il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci e in alcuni ambienti inizia a circolare il nome di Nuccio Ordine, ordinario di Letteratura Italiana all'Università della Calabria.  

Candidatura femminile

Se la candidatura femminile fosse invece condizione inderogabile, a Boccia, c'è chi, già qualche giorno fa, avrebbe fatto il nome di una magistrata di Lamezia Terme, esterna al Pd ma da sempre vicina al centrosinistra, destituita di fondamento è l'ipotesi di una candidatura della "Sardina" Jasmine Cristallo, mentre i 5s sognano di convincere ad un'improvvisa giravolta Anna Falcone di Sinistra Italiana, che solo una settimana fa ha inaugurato il proprio "laboratorio politico" con De Magistris. La speranza - neanche tanto segreta - sarebbe quella di indurre il sindaco di Napoli ad un passo indietro in nome di un fronte comune. 

Proposta rispedita al mittente ancor prima che venga formulata dal diretto interessato, che ad un incontro elettorale a Cosenza dice senza mezzi termini: "Escludo un dialogo con il Pd. Le condizioni sono chiare: dialogo con chi vuole costruire una coalizione civica e popolare, senza simboli di partito". E anche sui 5s, De Magistris ci va giù pesante "Quando vanno a Roma - ha detto de Magistris riferendosi ai 5 Stelle - non capiscono più niente. Lo dimostra quello che fanno: dicevano mai con la Lega e sono andati con la Lega, mai con il Pd e sono andati con il Pd; dicevano mai con Berlusconi perché era la mafia. Allora dico al mio amico Roberto Fico e al M5S, se ancora esiste, delle due l'una: o erano balle quando dicevate che Berlusconi era un mafioso o vi siete messi con la mafia". 

La base pentastellata calabrese guarda a De Magistris

Parole che fanno breccia in settori della base pentastellata calabrese, che da mesi guardano con interesse all'area De Magistris e già alle scorse regionali hanno snobbato il Movimento. Risultato, una performance così poco brillante da lasciare i pentastellati fuori dal consiglio regionale e diventata cavallo di battaglia dei dem calabresi che non hanno intenzione di sottostare all'aut aut posto da Conte per arrivare ad un'alleanza in Calabria. O meglio, anche in Calabria. Perché le regionali calabresi sono solo una casella della scacchiera delle amministrative nelle grandi città, dove - quanto meno sulla carta - i 5s possono contare su ben altri consensi, di cui il centrosinistra ha bisogno per ipotizzare di battere la destra.