✕

Vaccini, il dietrofront su AstraZeneca. Mai più dosi sotto i 60 anni

(reuters)
Dopo la morte della diciottenne genovese, Speranza e il Cts annunciano la nuova strategia per le fasce d’età più basse: “Col calo dei contagi si è modificato il rapporto tra benefici e rischi”. Un milione di persone farà il mix per la seconda dose
2 minuti di lettura

È durata cinque giorni la discussione degli esperti sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca sui più giovani alla luce del netto calo dei contagi. Da lunedì a ieri ci sono stati incontri, verbali, riconvocazioni pomeridiane delle riunioni, documenti da correggere. Quando già molte persone, spaventate dalle prime indiscrezioni, iniziavano a disdire gli appuntamenti e alcune Regioni cancellavano i loro open day per i giovani, e dopo il caso della morte della diciottenne in Liguria, finalmente ieri pomeriggio si è deciso di comunicare la decisione presa, anticipata da Repubblica. Il vaccino di AstraZeneca da ora in avanti si farà soltanto a chi ha più di 60 anni. Dal punto di vista organizzativo ha ancora più impatto la seconda previsione, direttamente collegata a quella appena esposta.

È durata cinque giorni la discussione degli esperti sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca sui più giovani alla luce del netto calo dei contagi. Da lunedì a ieri ci sono stati incontri, verbali, riconvocazioni pomeridiane delle riunioni, documenti da correggere. Quando già molte persone, spaventate dalle prime indiscrezioni, iniziavano a disdire gli appuntamenti e alcune Regioni cancellavano i loro open day per i giovani, e dopo il caso della morte della diciottenne in Liguria, finalmente ieri pomeriggio si è deciso di comunicare la decisione presa, anticipata da Repubblica. Il vaccino di AstraZeneca da ora in avanti si farà soltanto a chi ha più di 60 anni. Dal punto di vista organizzativo ha ancora più impatto la seconda previsione, direttamente collegata a quella appena esposta.

Tutti coloro che hanno dai 59 anni in giù e hanno già fatto la prima dose con il vaccino a vettore virale riceveranno il richiamo con Pfizer o Moderna. La novità entrerà da subito in vigore, ha detto il ministro alla Salute Roberto Speranza, annunciando una circolare. Ieri sera, malgrado i giorni di discussione non era comunque ancora pronto il verbale del Cts che sarà alla base dell’atto.


Anche se cambieranno i vaccini utilizzati, resteranno identici i tempi del richiamo, che si farà quindi a 12 settimane dalla prima somministrazione di AstraZeneca. Le Regioni ieri sera iniziavano già ad organizzarsi, annunciando ai cittadini prenotati per la seconda dose nei prossimi giorni che riceveranno appunto un vaccino a Rna messaggero. Sono circa un milione gli under 60 che devono concludere il ciclo iniziato con AstraZeneca. Tra loro ci sono ci sono 143mila ventenni e 169mila trentenni e pure 10mila giovani tra i 18 e i 19 anni.


Ad annunciare la nuova strategia in conferenza stampa sono stati Speranza, il coordinatore del Cts Franco Locatelli, il commissario straordinario, generale Francesco Figliuolo e il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. Tutto nasce dal calo dei contagi. "In questo contesto epidemiologico - ha spiegato Locatelli - Il Cts, sentita Aifa e le altre istituzioni sanitarie, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino di AstraZeneca. Essendo mutato lo scenario, cambia il rapporto tra benefici derivanti dalla vaccinazione e rischi come le trombosi". Con meno virus in circolazione i giovani hanno un rischio bassissimo di ammalarsi, paragonabile, se non inferiore, a quello di andare incontro a una delle rarissime reazioni avverse gravi legate al vaccino. E così, dopo una "valutazione straordinariamente accurata di tutte le evidenze, il Cts ha raccomandato che AstraZeneca sia riservato per le prime dosi a coloro che hanno 60 o più anni".

In realtà la raccomandazione a usare "in via preferenziale" AstraZeneca per gli over 60 c’era già. Questo non aveva impedito che molte Regioni organizzassero open day per i giovani con quel vaccino e che lo stesso Cts, come ha ricordato il presidente della Liguria Giovanni Toti, il 14 maggio non rilevasse "motivi ostativi" all’organizzazione di questi appuntamenti. Ieri Speranza ha detto che "la raccomandazione del Cts sarà tradotta in modo perentorio dal governo", con la circolare.


Locatelli ha poi detto che le trombosi dopo la seconda dose di AstraZeneca sono ancora più rare delle rarissime legate alla prima e in Italia non ne sono mai state viste. "Tuttavia, considerata la disponibilità di piattaforme vaccinali alternative, per un principio di massima cautela, si è deciso di raccomandare l’impiego di una seconda dose dello stesso vaccino solo oltre i 60 anni". Secondo l’esperto negli studi che hanno analizzato l’uso di vaccini diversi si indica la sicurezza di questa pratica e anche la sua capacità di stimolare la risposta immunitaria contro il coronavirus. Non sarebbe quindi un salto nel buio abbandonare i rarissimi rischi legati all’uso sui giovani di AstraZeneca per addentrarsi in una nuova strategia sulla quale ci sono un po’ meno dati.


Per ora la stretta non riguarda l’altro vaccino a vettore virale, quello di Johson&Johnson. Anche se è simile ad AstraZeneca ha avuto una storia molto meno movimentata. Quest’ultimo infatti in Italia era inizialmente stato consigliato, su richiesta di Aifa, per gli under 55, poi per gli under 65 e successivamente per gli over 60. Ora il suggerimento a rimanere sopra questa classe di età si fa pure più forte.