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Amministrative e voto a distanza per i fuorisede: maratona online per convincere il Viminale

Dalle 10 una diretta non stop sulle pagine social della Rete nazionale #VotoSanoDaLontano. Il ministero dell'Interno contrario a far "viaggiare" le schede elettorali, senza tralasciare i rischi su possibili ritardi nello spoglio delle schede. Ma le associazioni non si arrendono
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Il ministero degli Interni ha detto che no, alle prossime amministrative non si può fare, ma la rete di comitati e associazioni continua a premere affinché anche in Italia - come avviene nel resto d'Europa - ai fuorisede venga permesso di votare senza dover rientrare laddove hanno la residenza. Sono soprattutto studenti del sud al nord: per centinaia di migliaia di persone (tre milioni secondo una stima Istat) esercitare il diritto al voto costa viaggi lunghissimi, tempo quindi e soldi. "Si parla di voto ai sedicenni, si sta per permettere ai 18enni di votare per il Senato, è il momento di affrontare di petto anche questo punto", dice Federico Anghele, direttore di The good lobby.

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Il ministero degli Interni ha detto che no, alle prossime amministrative non si può fare, ma la rete di comitati e associazioni continua a premere affinché anche in Italia - come avviene nel resto d'Europa - ai fuorisede venga permesso di votare senza dover rientrare laddove hanno la residenza. Sono soprattutto studenti del sud al nord: per centinaia di migliaia di persone (tre milioni secondo una stima Istat) esercitare il diritto al voto costa viaggi lunghissimi, tempo quindi e soldi. "Si parla di voto ai sedicenni, si sta per permettere ai 18enni di votare per il Senato, è il momento di affrontare di petto anche questo punto", dice Federico Anghele, direttore di The good lobby.

E infatti per oggi è stata organizzata dalle 10 una diretta non stop sulle pagine social delle associazioni componenti la Rete nazionale #VotoSanoDaLontano l'evento 'Voci unite per il diritto di voto a distanza'. Una maratona di interventi che vedrà coinvolti parlamentari di diversi schieramenti, costituzionalisti, esponenti di partiti e realtà politiche nazionali, amministratori locali, rappresentanti del sindacato, del mondo dell'antimafia, dell'associazionismo coinvolto nella rete, o simpatizzante, giornalisti e rappresentanti degli italiani residenti all'estero.

Nei giorni scorsi era stato fatto anche appello direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché si prendesse a cuore la questione. "La proposta di legge - era scritto nella lettera - è stata formalmente depositata alla Camera dal presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia e sostenuta da tutti i gruppi parlamentari, tanto che è partito l'esame in Commissione. Sembrava che tutto procedesse per il meglio e che si potesse giungere in poco tempo a un testo base condiviso, quando dal Viminale si sono palesate forti riserve".

Il Viminale infatti appare contrario a far "viaggiare" le schede elettorali, dal comune di residenza a quello di temporaneo domicilio e viceversa. Si sono poi avanzati rischi su possibili ritardi nello spoglio delle schede. Le associazioni però non si arrendono: "Non si può, non si dovrebbe essere costretti a scegliere tra il diritto costituzionale al voto e quello, fondamentale, alla salute - dicono in coro - Il ministero dell'Interno ci sta costringendo a dover operare questa scelta, sprecando, ancora una volta, quella che potrebbe in realtà essere un'opportunità di allargamento della base elettorale effettiva; insomma, una nuova attuazione del suffragio universale nei confronti dei circa tre milioni di elettori ed elettrici in mobilità".