Forza Italia, Tajani propone un partito unico del centrodestra. Gelo dai liberal ma anche da Fdi
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioNon una federazione del centrodestra, ma molto di più. Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani annuncia che il suo sogno è "di dare vita a una grande forza del centrodestra, un grande partito conservatore liberale riformista e garantista, sul modello del partito repubblicano statunitense, in vista delle politiche del 2023".
Se fosse una partita di poker, si potrebbe interpretare come un rilancio per mettere in difficoltà Salvini e l'opa lanciata dal leader leghista sul partito di Berlusconi con l'idea della federazione. Tuttavia dai forzisti - soprattutto dai liberal capitanati dal ministro Renato Brunetta, da Elio Vito, dalle ministre Mariastella Gelmini e Mara Carfagna - è gelo sulla proposta. Anzi, "non è neppure una proposta, non è niente". Così liquidano la cosa. Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni poi, che stanno all'opposizione del governo Draghi, non ne vogliono sentire parlare.&…
Non una federazione del centrodestra, ma molto di più. Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani annuncia che il suo sogno è "di dare vita a una grande forza del centrodestra, un grande partito conservatore liberale riformista e garantista, sul modello del partito repubblicano statunitense, in vista delle politiche del 2023".
Se fosse una partita di poker, si potrebbe interpretare come un rilancio per mettere in difficoltà Salvini e l'opa lanciata dal leader leghista sul partito di Berlusconi con l'idea della federazione. Tuttavia dai forzisti - soprattutto dai liberal capitanati dal ministro Renato Brunetta, da Elio Vito, dalle ministre Mariastella Gelmini e Mara Carfagna - è gelo sulla proposta. Anzi, "non è neppure una proposta, non è niente". Così liquidano la cosa. Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni poi, che stanno all'opposizione del governo Draghi, non ne vogliono sentire parlare.
"Se fosse un percorso ancora tutto da avviare sarebbe ad ostacoli, perché qualcuno dovrebbe dire mi sono sbagliato e ora sono europeista e atlantista e qualcun altro invece ribadire di avere visto giusto nell'approccio liberale": è il ragionamento che lo stesso Brunetta aveva fatto qualche giorno fa. Ipotesi di questo genere hanno bisogno di una carta dei valori comuni, non basta solo elaborare un programma come collante, che è il modo in cui si è mosso il centrodestra a ogni scadenza elettorale, sia per le politiche che per le amministrative.
Gelmini e Carfagna avevano bocciato l'ipotesi di federazione lanciata da Salvini, di fatto bloccandola. Ora il rilancio di Tajani lascia freddi o viene stoppato. Elio Vito sostiene: "E' la strada sbagliata perché FI deve puntare ad aggregare le forze riformiste che sostengono il governo Draghi, da Toti a Calenda a Renzi e agli altri. Una volta aggregate queste forze, si affronterà la questione delle alleanze".
Il partito di Berlusconi è quindi al bivio: come si presenterà alla prossima competizione politica? La strada dell'unione delle forze del centrodestra è ancora percorribile o Salvini e Meloni sono diventati entrambi troppo ingombranti e ancora di più la gara per i consensi che si è scatenata tra di loro? Il capogruppo di FdI, Francesco Lollobrigida attacca: "Le esperienze del passato non sono state particolarmente positive, tanto che noi lasciammo il Popolo delle Libertà per formare FdI". Ironia e altolà da Ignazio La Russa, senatore: "Mai dire mai. Ma siamo vaccinati sul partito unico. L'esperienza del Pdl pesa molto. Il modo con cui finì, non solo per la destra, ma anche per lo stesso Berlusconi, che fu costretto a ripiegare sul vecchio nome di Forza Italia".
La Russa tuttavia avverte: "Da qui al 2023, può succedere tutto. Non dico che sia impossibile una nostra adesione, perché non c'è niente di impossibile; ma dico che è una possibilità molto remota". Però prima per FdI vengono i candidati alle amministrative d'autunno (con Milano dove la scelta è ancora aperta), l'elezione del capo dello Stato il prossimo anno e le elezioni politiche che Meloni vorrebbe anticipate. Il centrodestra si sta nei fatti scomponendo. Per "Coraggio Italia", il partito di Toti e Brugnaro, che ha già formato un gruppo autonomo alla Camera, è una occasione formidabile per raccogliere consensi. Osvaldo Napoli, tra i promotori del partito centrista, ragiona: "Noi siamo contrari sia alla Federazione che a ogni altra aggregazione con Salvini. Mi chiedo e chiedo a Tajani, che è stato presidente dell'Europarlamento: hai domandato al leader leghista di Orban e di Le Pen oppure Salvini si ravvede e va nel Ppe? E' anche questo il segnale che FI è alla fine e "Coraggio Italia" ne prende il testimone. Chi aveva ancora dubbi ora lo sa cosa sta accadendo". Poi aggiunge: "Tajani sogna che due pere più due mele diano come risultato quattro arance. E' quanto non è accaduto con il Pdl e che mai accadrà quando si confondono radici e storie politiche".
Tajani dal canto suo prova a chiarire: "Non c'è ancora nulla di deciso, stiamo valutando le proposte sul tavolo. Partito unico vuol dire andare oltre la federazione, dare vita a una grande forza che vada da Fratelli d'Italia fino a chi nell'aria riformista non vuole essere sottomesso alla sinistra. Berlusconi ne parlò anni fa. E' un percorso che dobbiamo avviare".
Intanto il leader di Forza Italia avanza una proposta di riforma fiscale in una lettera al Giornale: "La riforma fiscale è uno degli obbiettivi con i quali partecipiamo al Governo Draghi. La nostra proposta finale - prosegue Berlusconi - rimane quella della flat tax, la realizzerà il futuro governo di centrodestra, ma fin d'ora è indispensabile un robusto taglio delle imposte".
"Per questo - continua l'ex cavaliere - Forza Italia ha elaborato una proposta di riforma fiscale realisticamente praticabile con il governo in carica. La nostra proposta si fonda su una no tax area per i primi 12.000 euro di reddito e solo tre aliquote, molto più basse (non oltre il 23%) per i successivi scaglioni di reddito successivi, che abbiamo rivisto e razionalizzato. A questo naturalmente si accompagna il nostro no assoluto a qualsiasi forma di patrimoniale o di tassa di successione. Infine, per eliminare una volta per tutte la tentazione del governo di turno di usare la leva delle tasse in modo eccessivo, chiediamo di introdurre in Costituzione, così da non poterlo più mutare, un tetto massimo alla imposizione fiscale", conclude Berlusconi.