Il sindaco di Verona Sboarina passa a FdI, Meloni allarga la "campagna acquisti"
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziÈ vero: c'era da intitolare un centro servizi per anziani (villa Serena) all'ex senatore e assessore ai servizi sociali di FdI Stefano Bertacco, scomparso un anno fa. C'era anche il libro autobiografico da presentare. Ma il vero obiettivo al centro della trasferta di Giorgia Meloni a Verona era un altro: allargare la campagna acquisti. E portarsi a casa un pezzo pregiato: non tanto per la caratura e lo spessore politico. Ma perché lui, Federico Sboarina, è il sindaco di Verona, una città dove da sempre la destra può contare su forti consensi. E adesso è ufficiale: Sboarina entra in FdI. Il sindaco lo ha annunciato in una conferenza stampa alla quale ha partecipato la stessa Meloni. "È un partito - ha detto Sboarina - nel quale mi sono sempre riconosciuto. Io sono un uomo di destra e in quell'area politica continuo a identificarmi".
È vero: c'era da intitolare un centro servizi per anziani (villa Serena) all'ex senatore e assessore ai servizi sociali di FdI Stefano Bertacco, scomparso un anno fa. C'era anche il libro autobiografico da presentare. Ma il vero obiettivo al centro della trasferta di Giorgia Meloni a Verona era un altro: allargare la campagna acquisti. E portarsi a casa un pezzo pregiato: non tanto per la caratura e lo spessore politico. Ma perché lui, Federico Sboarina, è il sindaco di Verona, una città dove da sempre la destra può contare su forti consensi. E adesso è ufficiale: Sboarina entra in FdI. Il sindaco lo ha annunciato in una conferenza stampa alla quale ha partecipato la stessa Meloni. "È un partito - ha detto Sboarina - nel quale mi sono sempre riconosciuto. Io sono un uomo di destra e in quell'area politica continuo a identificarmi".
Avvocato, ex Alleanza Nazionale, eletto nel 2017 come "indipendente di centrodestra" con la lista personale "Battiti" e grazie all'appoggio di un'altra lista oltre ovviamente a Lega, FdI e Forza Italia, da oggi il primocittadino di Verona, "indipendente" non lo è più. Anche se ha spiegato: "Rimango nel gruppo consiliare di 'Battiti', aderisco a livello nazionale a quella parte politico a cui mi sento di appartenere da sempre per principi e battaglia identitaria". Sullo scacchiere del partito meloniano l'arrivo di Sboarina è stato presentato - da lui stesso - come una pedina "che colma il vuoto lasciato dalla scomparsa del senatore Stefano Bertacco". Già. La figura di Bertacco. Uomo forte della destra veronese, fu - lo ha ricordato ieri la Meloni - il primo e all'epoca unico senatore di FdI. "Noi siamo sbarcati in Senato proprio con lui, durante la prima nostra legislatura - ha ricordato commossa la leader del partito -. A quell'epoca avevamo solo rappresentanti alla Camera dei Deputati. Quando poi arrivammo con tutta la truppa di deputati, certo, ma anche di senatori, chiesi a Bertacco se avesse voluto fare il capogruppo. Mi disse 'ci penso un attimo' e qualche giorno dopo mi chiamò dicendo che non poteva accettare".
Scomparso prematuramente lo scorso anno, è intorno alla figura di Bertacco che è stata costruita la due giorni scaligera della Meloni. Ma la trasferta serviva, soprattutto, a ufficializzare l'ingresso di Sboarina nel partito. Ieri c'era stata la cerimonia di intitolazione a Bertacco del Centro servizi per anziani "Casa Serena". In via Unità d'Italia, a San Michele, a un anno esatto dalla morte dell'ex senatore (14 giugno 2020), Sboarina e Meloni hanno presenziato alla cerimonia a cui hanno partecipato, oltre a familiari, anche autorità civili e religiose: la vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti, il vice presidente della Provincia David Di Michele, il vescovo Giuseppe Zenti, l'assessore ai servizi sociale Daniela Maellare, il presidente della Pia Opera Ciccarelli don Cristiano Falchetto e il coordinatore provinciale di FDI Ciro Maschio. "Dovrei mantenere la freddezza che dovrebbe essere propria del mio ruolo, ma per me la ferita è ancora aperta. - ha spiegato Giorgia Meloni - Ringrazio l'amministrazione comunale per l'intitolazione e la targa che serviranno a tutti noi per ricordare il Bertacco uomo e, soprattutto, il Bertacco politico".
L'asse con l'amministrazione comunale ha visto il suo momento clou stamattina alle 10.30 con la conferenza stampa Sboarina-Meloni. L'adesione del sindaco a Fratelli d'Italia - che era nell'aria da tempo - oltre che rappresentare un acquisto in più nella campagna meloniana in vista delle elezioni politiche del 2023, ridisegna in qualche modo anche lo scenario veronese. Salvo sorprese che al momento sembrano remote, l'anno prossimo la città andrà al voto per eleggere il nuovo sindaco. Sboarina, che inizialmente aveva negato di volersi ripresentare, pare poi avere cambiato idea e l'ipotesi accreditata è che correrà per provare a centrare il secondo mandato. Dovrà vedersela con quello che un tempo fu il "suo" sindaco, Flavio Tosi. All'epoca Tosi era un uomo della Lega e l'ex An Sboarina assessore allo Sport nella sua seconda giunta. I rapporti tra i due si sono mano a mano raffreddati, fino a diventare di aperto scontro politico. Tosi dopo l'uscita dalla Lega ha dato vita a un contenitore di centro, e su posizioni centro-moderate è rimasto. La sfida del 2022 dovrebbe essere dunque dunque tra il neosovranista sindaco prossimo uscente Sboarina e l'ex eretico leghista diventato moderato. Con la benedizione di Giorgia Meloni.