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Centrodestra e il partito unico di Berlusconi, Giammanco: "Il progetto deve comprendere Meloni. Altrimenti non ha senso"

Gabriella Giammanco, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato 
Intervista alla vicepresidente di Fi al Senato: "L'idea è condivisibile ma va attuata per gradi. I nostri elettori non sono convinti"
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ROMA - "Condivisibile l'idea di un partito unico del centrodestra. Ma dev'esserci dentro anche Giorgia Meloni. Altrimenti non ha senso". Gabriella Giammanco, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato, è una delle più scettiche sul semplice progetto di una federazione con la Lega. Il soggetto unitario del centrodestra, secondo lei, eviterebbe il rischio che l'operazione si trasformi in una semplice annessone di Fi al Carroccio.

Come giudica l'appello di Berlusconi?
"La sua idea è condivisibile. Bisogna creare un unico punto di riferimento degli italiani che si riconosce in quest'area politica, come accade in altre parti d'Europa. E condivido pure, me lo lasci sottolinare, la volontà di coinvolgere Giorgia Meloni. Senza di lei avrebbe poco senso parlare di partito unico".

ROMA - "Condivisibile l'idea di un partito unico del centrodestra. Ma dev'esserci dentro anche Giorgia Meloni. Altrimenti non ha senso". Gabriella Giammanco, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato, è una delle più scettiche sul semplice progetto di una federazione con la Lega. Il soggetto unitario del centrodestra, secondo lei, eviterebbe il rischio che l'operazione si trasformi in una semplice annessone di Fi al Carroccio.

Come giudica l'appello di Berlusconi?
"La sua idea è condivisibile. Bisogna creare un unico punto di riferimento degli italiani che si riconosce in quest'area politica, come accade in altre parti d'Europa. E condivido pure, me lo lasci sottolinare, la volontà di coinvolgere Giorgia Meloni. Senza di lei avrebbe poco senso parlare di partito unico".

Lei fino a qualche giorno fa si opponeva all'idea di una federazione. Cosa è cambiato?
"Questo è un progetto di ampio respiro, visonario, può scaldare di più i cuori. Può riportare molti elettori a credere nel centrodestra. Una federazione con la Lega, come dimostrano i sondaggi, farebbe perdere quasi 5 punti percentuali rispetto alla somma dei due partiti e farebbe crescere del due per cento Fratelli d'Italia. Non mi sembra che appassioni tanto la nostra gente".

Un predellino, nella storia di Forza Italia, c'è già stato. E non ha dato grandi risultati.
"Bisogna proprio ripartire dagli errori commessi in occasione della nascita del Pdl. Valutare i rapporti di forza, regione per regione. Ci sono regioni, come la Sicilia, in cui Forza Italia si avvicina ai mille amministratori locali e pesa ben più della Lega. Andare a una fusione senza tener conto della mappatura geografica sarebbe un errore. È comunque un processo che va fatto per gradi".

In che senso?
"Sul piano strettamente politico, dobbiamo pensare a collocare le tre forze principali - Forza Italia, Lega e Fdi nello stesso gruppo. Non possiamo stare divisi fra Ppe, identitari ne conservatori. Ecco la collocazione nella stessa famiglia europea può essere il primo passo verso il partito unico".

Ma perché Meloni dovrebbe accettare questo progetto che potrebbe ridimensionare la sua leadership?
"So che Giorgia Meloni è poco convinta ma è giusto che il presidente Berlusconi provi in ogni modo a farle cambiare idea. Lui ha creato il centrodestra e questo rivelarsi vincente".