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Equo compenso, Meloni brucia Salvini: in aula alla Camera la sua legge sugli avvocati

(ansa)
La leader di Fratelli d'Italia ottiene che, in quota opposizione, si discuta la proposta a suo nome per garantire un equo compenso ai legali. Battuto il leghista Morrone che ha presentato una legge simile 
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La primazia nel centrodestra tra Salvini e Meloni si gioca su tutto. Anche su una legge tecnica come quella che vuole assicurare un equo compenso per gli avvocati. E stavolta, nella sfida all'ok Corral, Giorgia Meloni batte Matteo Salvini. Perché ad andare in aula alla Camera il 28 giugno sarà la proposta di legge che porta il suo nome, e non quella dell'ex sottosegretario leghista Jacopo Morrone che pure si batte per la necessità di garantire gli avvocati un compenso giusto e ha presentato la sua legge il 18 ottobre del 2019. Mentre la Meloni, con il suo gruppo, l'aveva fatto il 23 marzo dell'anno prima, due settimane dopo il voto delle politiche. 

Eppure proprio l'ordine di s…

La primazia nel centrodestra tra Salvini e Meloni si gioca su tutto. Anche su una legge tecnica come quella che vuole assicurare un equo compenso per gli avvocati. E stavolta, nella sfida all'ok Corral, Giorgia Meloni batte Matteo Salvini. Perché ad andare in aula alla Camera il 28 giugno sarà la proposta di legge che porta il suo nome, e non quella dell'ex sottosegretario leghista Jacopo Morrone che pure si batte per la necessità di garantire gli avvocati un compenso giusto e ha presentato la sua legge il 18 ottobre del 2019. Mentre la Meloni, con il suo gruppo, l'aveva fatto il 23 marzo dell'anno prima, due settimane dopo il voto delle politiche. 

Eppure proprio l'ordine di scuderia che partiva da Salvini era quello che la proposta di Morrone dovesse avere un ruolo egemone rispetto sia a quella di Meloni, che a quella del forzista Andrea Mantelli. Una chiara indicazione in questo senso era stata data anche alla relatrice dei tre provvedimenti, la leghista veneta Ingrid Bisa, che però sembrava più intenzionata a dar vita a un testo base, come sintesi delle tre proposte presentate. Ma a battere sul tempo Salvini è arrivata la Meloni che invece, appunto in quota opposizione, è riuscita a portare in aula il suo testo. Un bello smacco non solo per Salvini, ma soprattutto per Morrone nelle vesti non solo di ex sottosegretario alla Giustizia, ma anche di avvocato.