Centrodestra, Fedriga: “La fusione di Berlusconi non si può creare in provetta”
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - "Un partito unico non si crea in provetta. Cominciamo con la federazione. Poi vedremo...". Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli e presidente della Conferenza delle Regioni, consolida e spiega il no della Lega al progetto di Silvio Berlusconi. Reputa quella del Cavaliere una proposta "in buona fede" ma "forse prematura". "In ogni caso il nostro cammino insieme prosegue", afferma.
Berlusconi vi ha addirittura scavalcati. Sorpreso?
"Entro subito nel merito e dico che è bene iniziare con la federazione che è già un passo importante. È utile, anche all'interno del governo, che il centrodestra possa parlare con una voce sola".
Perché secondo lei il capo di Forza Italia ha fatto un rilancio tanto alto? C'è chi sospetta che così finisca, magari consapevolmente, per bloccare tutto.
"No, ritengo che lui creda davvero nel progetto. Sa che l'unità del centrod…
ROMA - "Un partito unico non si crea in provetta. Cominciamo con la federazione. Poi vedremo...". Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli e presidente della Conferenza delle Regioni, consolida e spiega il no della Lega al progetto di Silvio Berlusconi. Reputa quella del Cavaliere una proposta "in buona fede" ma "forse prematura". "In ogni caso il nostro cammino insieme prosegue", afferma.
Berlusconi vi ha addirittura scavalcati. Sorpreso?
"Entro subito nel merito e dico che è bene iniziare con la federazione che è già un passo importante. È utile, anche all'interno del governo, che il centrodestra possa parlare con una voce sola".
Perché secondo lei il capo di Forza Italia ha fatto un rilancio tanto alto? C'è chi sospetta che così finisca, magari consapevolmente, per bloccare tutto.
"No, ritengo che lui creda davvero nel progetto. Sa che l'unità del centrodestra è un valore. Ma non è il momento di parlare di partiti unici. Lavoriamo per una chiarezza delle coalizioni, per l'unità di intenti".
Con quali passaggi?
"Si lavorerà velocemente su portavoce unici dei gruppi parlamentari. L'importante è fare squadra, in vista di appuntamenti come le riforma di fisco e e giustizia".
Il percorso non è compromesso?
"Non credo proprio. Conviene a tutti, questa federazione. Dovrebbe coinvolgere in prospettiva pure Meloni".
Non crede, come sussurrano colleghi e avversari, che Salvini punti su quest'operazione solo per tutelare la sua leadership?
"La federazione rafforzerà tutto il centrodestra, non la leadership di qualcuno. Salvini è già uno dei protagonisti. Non vedo strategie di questo tipo".
Però la crescita di Fratelli d'Italia incute timore.
"Guardi, siamo ampiamente la prima coalizione del Paese. Avessero gli altri i nostri problemi...".
Il candidato premier sarà il capo del partito con più voti?
"Pensiamo a uscire definitivamente dalla pandemia, per ora".
Eppure l'idea di un abbraccio con la Lega ha scosso e diviso Fi. Temete di perdere pezzi al Centro?
"Normale che su processi importanti ci siano perplessità. Ma proprio l'idea di federazione lascia intendere che non stiamo parlando di annessione. Né, appunto, di partito unico...".
Presto si voterà per il Colle. Federazione o partito unico, lei pensa che il centrodestra ce la farà a esprimere un candidato unitario?
"Mi sembrerebbe il minimo. Anzi, auspicherei di coinvolgere sulla scelta anche altre forze attualmente fuori dalla coalizione".
Sosterrete Draghi?
"Stop, alzo le braccia. Draghi fa bene il presidente del Consiglio, poi deciderà lui il suo futuro".
Giusto prorogare lo stato d'emergenza per la pandemia?
"Non abbiamo ancora parlato con il premier di questo. Il problema non è lo stato d'emergenza, toglierlo può rappresentare un messaggio positivo per gli italiani. L'importante è che si mantengano misure straordinarie: norme ad hoc per continuare a utilizzare gli specializzandi e per consentire un efficace tracciamento dei contagi. Perché il virus continua a muoversi".
Lei è un amministratore vicino al territorio. Come spiega le difficoltà del centrodestra nel trovare candidati sindaci e la volontà di puntare sui "civici"?
"Credo che sia un tentativo giusto di allargare i confini del consenso. Prima era più difficile farlo, stiamo superano l'idea della spartizione: un posto a me e l'altro a te. Credo che Salvini, di fronte a candidati vincenti come a Roma, abbia guardato all'interesse dei cittadini evitando particolarismi".