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Omofobia, il ddl Zan sotto la scure di due mesi di audizioni. Il Pd protesta: "Subito in aula"

Il gay pride a Milano (fotogramma)
La capogruppo dem Malpezzi: "E' una forzatura, ma inevitabile per uscire dalla palude"
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Sul ddl Zan è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: alla previsione del presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, che ci vorranno almeno altri due mesi di audizioni prima di approdare al voto, i giallo-rossi hanno risposto un secco no. E già oggi il Pd chiama a raccolta in una riunione i senatori di 5Stelle, Leu, renziani e Autonomie. L’incontro servirà a ratificare la scelta: “Andiamo subito in aula e votiamo la legge contro l’omofobia così com’è” .

Impantanato da mesi a Palazzo Madama, dopo avere avuto l’approvazione alla Camera il 4 novembre scorso, il disegno di…

Sul ddl Zan è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: alla previsione del presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, che ci vorranno almeno altri due mesi di audizioni prima di approdare al voto, i giallo-rossi hanno risposto un secco no. E già oggi il Pd chiama a raccolta in una riunione i senatori di 5Stelle, Leu, renziani e Autonomie. L’incontro servirà a ratificare la scelta: “Andiamo subito in aula e votiamo la legge contro l’omofobia così com’è” .

Impantanato da mesi a Palazzo Madama, dopo avere avuto l’approvazione alla Camera il 4 novembre scorso, il disegno di legge che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt Alessandro Zan, rischia ancora di finire in un binario morto. La destra ha presentato il ddl Ronzulli-Salvini, che è di fatto l’anti Zan. Il pressing pro ddl Zan di manifestazioni, flash mob, mobilitazioni non ha portato a disincagliare la legge. D’altra parte non solo la destra, ma anche associazioni femministe, Arcilesbica, l’Udi, personalità della sinistra come Aurelio Mancuso, la regista Cristina Comencini chiedono modifiche al testo, avanzando dubbi in particolare sulla questione dell’identità di genere. E hanno organizzato domani un webinar con intellettuali e giornalisti che si intitola “Cambiare la legge Zan per salvarla”. 

Per il Pd e i 5Stelle però la strada è una sola: arrivare finalmente al voto in aula. Simona Malpezzi la capogruppo dem a Palazzo Madama, annuncia: “Abbiamo accettato la proposta del centrodestra di sederci al tavolo del confronto, ma abbiamo chiesto una data certa per l'approvazione in commissione e un percorso chiaro. E cosa sta succedendo? Ci sentiamo presi in giro, nelle audizioni si parla d'altro, il centrodestra non vuole arrivare a conclusione. Per questo, lo abbiamo detto anche alla presidente Elisabetta Casellati, c'è da parte nostra la volontà di portare il testo in aula”. E’ una forzatura, ma inevitabile se si vuole uscire dalla palude in cui la discussione è finita. 

Spiega Franco Mirabelli per il Pd: “Abbiamo chiesto di concludere entro fine giugno le audizioni e la discussione. Il presidente Ostellari e la Lega si sono detti indisponibili chiedendo di proseguire le audizioni per almeno altri due mesi. La strada di portare il ddl in aula è obbligata”. Ancora più netta la pentastellata Alessandra Maiorino che ha seguito passo passo la battaglia per il ddl Zan: “Abbiamo avuto pazienza e dimostrato la nostra buona volontà verso il centrodestra. Ci siamo ritrovati con una carrellata di audizioni che, tranne rare eccezioni, sono per nulla pertinenti al tema o addirittura umilianti per il loro tenore non solo per la comunità lgbt, ma per l’istituzione del Senato e per il Paese”. Quindi il M5Stelle “intende portare fuori il ddl Zan dalle sabbie mobili della commissione presieduta da Ostellari e calendarizzarlo in aula per luglio”. 

Il dado è ormai tratto: osserva anche la responsabile diritti dei Dem, la senatrice Monica Cirinnà. “In commissione giustizia al Senato si è consumato lo scontro finale”. Ma Cirinnà è anche attenta ai numeri: i giallo-rossi devono essere compatti, senza defezioni dei renziani che hanno  espresso dubbi nelle scorse settimane. Diversamente non ci sarebbe la maggioranza per dare alla legge il via libera direttamente in aula. E’ vero che ci sono alcuni liberal di Forza Italia che potrebbero votare a favore, ma sono pochi. Il forzista Elio Vito rivolge l’ennesimo appello: “C’è una parte rilevante di Forza Italia che ha votato a favore del ddl Zan alla Camera e lo farà al Senato. E’ un ddl importante perché tutela i diritti civili e non viola nessuna libertà personale. Ed è importante portare in aula subito la legge e approvarla il prima possibile perché ci sono troppi casi di aggressione a vittime di bullismo e non possiamo più accettarli”. 

Il cronoprogramma prevede la riunione dei giallo-rossi oggi, quindi la richiesta alla riunione dei capigruppo nella prossima settimana di portare il ddl Zan direttamente in aula.  

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