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Comunali, domenica le primarie del centrosinistra a Roma e Bologna. Letta sui gazebo: "Non cambieremo"

(franceschi)
Seggi aperti dalle 8 alle 21 in entrambe le città. Sfida a sette nella Capitale, dove si aspettano 50mila votanti, ma le registrazioni online finora sono meno di tremila. A Bologna va in scena il duello Lepore-Conti
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La scommessa è fare meglio, molto meglio, che a Torino. Anche se difficilmente si potrebbe far peggio del flop registrato domenica scorsa sotto la Mole, al quale neppure la coda della pandemia ha saputo fornire un alibi credibile. In casa Pd ne sono convinti: le primarie di Roma e di Bologna saranno un successo, segneranno la riscossa del centrosinistra che si candida in entrambe le città a vincere la sfida delle prossime amministrative. Ed Enrico Letta, di fronte alle polemiche sulla primarie. rilancia: "Grazie ai tantissimi volontari che stanno lavorando per rendere possibile che domani a Bologna e Roma migliaia di cittadini partecipino alle primarie. Ai critici di questa nostra preferenza per la partecipazione dico che noi siamo fatti cosi. E su questo non cambieremo".

Non proprio trascurabile l'asticella fissata per l'affluenza. Domenica nella Capitale si aspettano almeno 50mila votanti: nel 2016, dopo la traumatica caduta della giunta Marino, ragg…

La scommessa è fare meglio, molto meglio, che a Torino. Anche se difficilmente si potrebbe far peggio del flop registrato domenica scorsa sotto la Mole, al quale neppure la coda della pandemia ha saputo fornire un alibi credibile. In casa Pd ne sono convinti: le primarie di Roma e di Bologna saranno un successo, segneranno la riscossa del centrosinistra che si candida in entrambe le città a vincere la sfida delle prossime amministrative. Ed Enrico Letta, di fronte alle polemiche sulla primarie. rilancia: "Grazie ai tantissimi volontari che stanno lavorando per rendere possibile che domani a Bologna e Roma migliaia di cittadini partecipino alle primarie. Ai critici di questa nostra preferenza per la partecipazione dico che noi siamo fatti cosi. E su questo non cambieremo".

Non proprio trascurabile l'asticella fissata per l'affluenza. Domenica nella Capitale si aspettano almeno 50mila votanti: nel 2016, dopo la traumatica caduta della giunta Marino, raggiunsero il punto basso, 46mila, fra mille polemiche e sospetti di schede dopate. Nel capoluogo emiliano sarebbe invece considerato un fallimento restare sotto la soglia dei 20mila, ipotesi considerata tuttavia improbabile: il duello all'ultimo sangue Lepore-Conti ha infiammato il clima sotto le due torri e anche le registrazioni per il voto digitale fanno ben sperare, avendo gli iscritti online già superato quota 5mila. Al contrario di Roma, dove si sono femati a 2995.



Due competizioni dalle caratteristiche molto diverse. All'ombra del Colosseo il centrosinistra in procinto di misurarsi ai gazebo è una specie di ossimoro: largo (al tavolo del programma hanno partecipato, oltre a Pd e Leu, una pletora di formazioni minori e associazioni civiche) e al tempo stesso amputato, dal momento che il leader di Azione, Carlo Calenda, ha deciso di disertare le primarie per correre alle urne da solo, con l'appoggio di Italia viva. Il favorito ai blocchi di partenza è Roberto Gualtieri, candidato ufficiale del Nazareno in realtà senza rivali, sebbene alla sua candidatura si sia arrivati un po' a fatica. Letta, non è un mistero, avrebbe preferito lanciare nell'agone Nicola Zingaretti, ma i Cinquestelle con cui l'ex segretario dem governa il Lazio si sono messi di traverso, costringendo a tornare sull'ex ministro del Tesoro, prima e unica opzione rimasta sempre in campo. Alle primarie Gualtieri dovrà vedersela con una serie di esponenti di secondo piano: dal consigliere regionale di Demos Paolo Ciani al civico Tobia Zevi, fino a Giovanni Caudo, l'ex assessore della giunta Marino che ora presiede il III municipio.



A Bologna non c'è invece traccia di frammentazione, trattandosi di gara a due. Da una parte Matteo Lepore, l'assessore uscente che avrebbe dovuto essere il predestinato; dall'altra, la sindaca di San Lazzaro Isabella Conti, lanciata da Matteo Renzi (anche se lei ha tentato in tutti i modi di smarcarsi). Il primo ha dalla sua la maggioranza del Pd (con tanto di gli endorsement di Prodi, Letta e Zingaretti) e la Coalizione Civica (rassemblement rosso-verde di sinistra). La seconda è sostenuta  da Italia Viva e dalla parte del Pd che si riconosce nella corrente ex renziana di Base riformista. Restano per ora a guardare sia Azione sia il Movimento 5 Stelle, che non parteciperanno alle primarie, riservandosi di decidere il da farsi quando si conoscerà il nome del vincitore. Anche se i grillini l'hanno già detto: l'alleanza si potrà siglare solo se vince Lepore. Loro, con la "pupilla" di Renzi non vogliono averci nulla a che fare. Ragion per cui domenica a Bologna non si sceglierà solo il candidato sindaco, si determinerà pure il futuro del patto giallorosso.