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Ddl Zan, ora si bypassano audizioni. Il pressing giallorosso: "Al voto in aula a luglio". Iv: tavolo di confronto con la destra

La maggioranza dell'ex governo Conte 2 (Pd, 5Stelle, Leu, Italia Viva e autonomie) lo chiederà nella riunione dei capigruppo della prossima settimana. Italia viva ha dubbi su alcuni punti del testo
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ROMA - Il dado è tratto sul ddl Zan. Addio alle audizioni senza fine in commissione Giustizia del Senato, dove il disegno di legge contro l'omofobia si è impantanato. La maggioranza dell'ex governo Conte 2 - ovvero Pd, 5Stelle, Leu, Italia Viva e autonomie - si è riunita ieri e ha deciso che la legge andrà direttamente al voto in aula nella prima settimana di luglio. Lo chiederanno nella riunione dei capigruppo della prossima settimana. Tutti d'accordo, con una chiosa però del renziano Davide Faraone: sì ad accelerare per l'aula a patto che si convochi ugualmente un tavolo di confronto anche con la destra. Iv ha dubbi su alcuni punti del testo che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt, Alessandro Zan. Oggi un webinar con associazioni femministe, Arcilescbica, intellettuali di sinistra come la regista Cristina Comencini, Aurelio Mancuso, metterà sul tavolo perplessità e critiche da sinistra. 

Ma il …

ROMA - Il dado è tratto sul ddl Zan. Addio alle audizioni senza fine in commissione Giustizia del Senato, dove il disegno di legge contro l'omofobia si è impantanato. La maggioranza dell'ex governo Conte 2 - ovvero Pd, 5Stelle, Leu, Italia Viva e autonomie - si è riunita ieri e ha deciso che la legge andrà direttamente al voto in aula nella prima settimana di luglio. Lo chiederanno nella riunione dei capigruppo della prossima settimana. Tutti d'accordo, con una chiosa però del renziano Davide Faraone: sì ad accelerare per l'aula a patto che si convochi ugualmente un tavolo di confronto anche con la destra. Iv ha dubbi su alcuni punti del testo che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt, Alessandro Zan. Oggi un webinar con associazioni femministe, Arcilescbica, intellettuali di sinistra come la regista Cristina Comencini, Aurelio Mancuso, metterà sul tavolo perplessità e critiche da sinistra. 

Ma il muro contro muro con la destra ha portato a uno stallo. Il presidente leghista della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Andrea Ostellari ha annunciato ieri di avere ricevuto una lettera dal presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo: "Romeo manifesta la volontà di partecipare ad un incontro con gli altri presidenti di gruppo per accelerare e qualificare, come da mia proposta delle settimane corse, il dibattito sui ddl Zan e Ronzulli". 

Un ulteriore modo per perdere tempo e soprattutto per mettere insieme il ddl Zan, già approvato alla Camera il 4 novembre scorso, e la proposta Ronzulli-Salvini che è di fatto un ddl anti Zan. Per il dem Franco Mirabelli è "una provocazione". Rimanda quindi al mittente l'offerta, perché "un tavolo di confronto si può fare certo, però avendo chiari i tempi di discussione, presentazione degli emendamenti e voto in aula". Aggiunge Mirabelli: "Lega e Ostellari continuano a far finta di non capire. Abbiamo, dopo mesi di ostruzionismo, dato sempre la disponibilità a confrontarci sul ddl Zan, chiedendo solo di fissare la data di chiusura della discussione per evitare che "il tavolo" diventasse solo un pretesto per allungare i tempi e affossare il provvedimento. Ci è stato detto di no. Quindi quando sarà calendarizzata in aula, potremo discutere con tutta la maggioranza e ascolteremo le proposte di tutti". Ricara la pentastellata Alessandra Maiorino: "Abbiamo pazientato abbastanza: per luglio il ddl Zan deve essere discusso in aula. Le persone Lgbt sono esseri umani in carne e ossa, non un'ideologia, come sostengono taluni, e i loro diritti sono diritti umani: hanno atteso fin troppo affinché siano riconosciuti. Non siamo e non saremo l'Ungheria di Orban. Questa legge è necessaria anche per segnare l'adesione dell'Italia ai valori migliori della Ue". 

La Lega tuttavia rilancia e si dichiara disponibile a "discutere nel merito delle questioni". Dice Romeo: "È importante un confronto su temi che trattano dei diritti di tutti e per questo non possono essere ideologici o divisivi". Forza Italia è divisa, tra i liberal (a favore del ddl Zan) e i sostenitori della proposta della forzista Licia Ronzulli. Tra i liberal di Forza Italia Elio Vito rivolge un appello per l'approvazione della legge. Marilena Grassadonia di Sinistra italiana attacca: "Le continue dichiarazioni del presidente Ostellari sono offensive della dignità delle persone Lgbt. Siamo stanche e stanchi dei loro giochetti sulle nostre vite".