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Centrodestra dalla federazione al partito unico. Ad Arcore l'incontro tra Salvini e Berlusconi

Silvio Berlusocni e Matteo Salvini durante un loro incontro a febbraio scorso (ansa)

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Colloquio serale ad Arcore: si lavora su federazione e speaker unici in vista di un soggetto unitario nel 2023. No di FdI
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ROMA - Sì al partito unico ma da costruire in due anni. E nel frattempo Forza Italia e Lega si legheranno in una "stretta collaborazione" che comincerà a far mostra di sè con speaker unici in Parlamento. Il patto di Villa San Martino partorisce un compromesso che, di fatto, apre il cantiere del "centrodestra italiano", marchio già depositato da Silvio Berlusconi. Matteo Salvini va ad Arcore alle nove della sera e, complice anche una telefonata subito dopo l'appello all'unità rivolto dal segretario leghista al termine della kermesse alla Bocca della verità, disegna con il Cavaliere la road map del nuovo soggetto politico. Che, al momento, non vede dentro Fratelli d'Italia: "Non siamo stati invitati e non siamo interessati: gli italiani hanno altro cui pensare", taglia corto il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida.

ROMA - Sì al partito unico ma da costruire in due anni. E nel frattempo Forza Italia e Lega si legheranno in una "stretta collaborazione" che comincerà a far mostra di sè con speaker unici in Parlamento. Il patto di Villa San Martino partorisce un compromesso che, di fatto, apre il cantiere del "centrodestra italiano", marchio già depositato da Silvio Berlusconi. Matteo Salvini va ad Arcore alle nove della sera e, complice anche una telefonata subito dopo l'appello all'unità rivolto dal segretario leghista al termine della kermesse alla Bocca della verità, disegna con il Cavaliere la road map del nuovo soggetto politico. Che, al momento, non vede dentro Fratelli d'Italia: "Non siamo stati invitati e non siamo interessati: gli italiani hanno altro cui pensare", taglia corto il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida.

I punti d'intesa fra i leader di Lega e Fi, intanto, non mancano. Nessuna fusione a freddo, rassicura Salvini, e Berlusconi in mattinata - collegato con la convention forzista di Castione della Bresolana, nel Bergamasco - aveva negato ai suoi "la smobilitazione o la liquidazione di Forza Italia". L'obiettivo del Cavaliere è un "Partito repubblicano sul modello americano". Idea che ora il Capitano non boccia. Ma l'orizzonte temporale è quello del 2023, anno che pure Salvini indica come scadenza naturale della legislatura, mentre Giorgia Meloni, in gran crescita nei sondaggi, chiede elezioni dopo il voto per il Quirinale. Nel frattempo, in ogni caso, l'ex premier riconosce la necessità di "un coordinamento delle iniziative parlamentari, per poi coinvolgere tante persone ed energie, eletti, militanti e anche esponenti della società civile". È ciò a cui Salvini dà il nome di federazione.

Il tutto nasce per una serie di interessi incrociati: il numero uno di via Bellerio punta così a rafforzare la sua leadership, visto che il primato elettorale della Lega è a rischio, e allo stesso tempo sussurra a Berlusconi che in Parlamento un centrodestra compatto potrebbe costituire una buona base per l'elezione alla presidenza della Repubblica. Sogno che il Cavaliere culla. Mentre buona parte dei parlamentari di Fi non vede l'ora di stringere l'abbraccio con la Lega per avere collegi sicuri alle prossime Politiche. Ultima annotazione: Salvini, in prospettiva, è visto dall'entourage berlusconiano come miglior tutore degli interessi Mediaset. Anche se l'ex presidente del Consiglio ha smentito seccamente qualsiasi interessamento della famiglia sulla scelta del partito unico.

Raccontano che il feeling fra i due capi sia stato stavolta palpabile, nel salotto-ufficio di Arcore dove Salvini è arrivato da solo, mentre per Fi c'era anche la senatrice Licia Ronzulli, responsabile del rapporto con gli alleati. Assaggiando scaglie di parmigiano e olive, dopo alcune battute sull'incontro della Nazionale, il capo leghista ha illustrato a Berlusconi anche i quesiti dei referendum sulla giustizia: il leader azzurro ha detto che li leggerà ma ha anticipato di essere pronto a firmarli: "Si tratta di mie battaglie storiche". Non si è parlato di amministrative "per Milano c'è intesa sul dirigente di Mediolanum Oscar Di Montigny.

L'aperitivo di Arcore ha una valenza simbolica. È il primo incontro dal vivo che Berlusconi tiene dopo quattro mesi, trascorsi fra l'ospedale e il ritiro forzato a casa. Un particolare che rafforza la portata dell'accordo. I medici ancora sconsigliano al Cavaliere di uscire dalla sua residenza ma la giornata di ieri rappresenta una nuova data da segnare, nei 24 anni di storia politica del padre del Biscione. Nel corso del videocollegamento con i forzisti radunati nel Bergamasco, Berlusconi ha rincuorato i presenti: "Sono in campo e intendo rimanerci. Sarò presto con voi anche in vista degli importanti appuntamenti elettorali di questo autunno". Non sarà un percorso facile, quello che porta al soggetto unico del centrodestra, come lasciano intendere i dubbi che anche ieri Maria Stella Gelmini ha ribadito: "Ho espresso più di una perplessità sulla proposta di una federazione del centrodestra di governo. Altra cosa - precisa la ministra degli Affari Regionali - è la proposta di un grande partito repubblicano che abbia i suoi valori fondativi nell'europeismo, nell'adesione al Ppe, nel Patto atlantico". Il problema, ancora una volta, sono i tempi: perché, in vista del traguardo del partito unico, una federazione - o se si preferisce un coordinamento - partirà subito. E bisognerà fare i conti con il plotone dei delusi.