Primarie, Cuppi: "Basta polemiche sull'affluenza, Italia viva appoggerà Lepore a Bologna"
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioValentina Cuppi, presidente del Pd, i dati sull'affluenza alle primarie non sono paragonabili agli anni d'oro. Perché allora parlate di un successo?
"Perché non è mai scontato portare migliaia di persone ai gazebo. E' successo sia a Bologna a che a Roma, il che conferma che le persone hanno voglia di incidere sui processi decisionali. Se tu gli dai la possibilità la gente risponde. I numeri sono buoni, perciò parliamo di successo".
Resta il fatto che a Roma siete a un terzo dei votanti che nel 2013 scelsero Marino. Come spiega il calo?
"Non voglio dare la colpa solo alla pandemia. Riconosco che veniamo da un periodo di disaffezione. A un certo punto era prevalsa nel Pd la politica dell'io, invece che del noi. Bisogna perciò recuperare un percorso. Fare in modo che quando si chiede la partecipazione poi deve esserci anche un riscontro. Il militante deve vedere il frutto del suo impegno. Le agorà promosse…
Valentina Cuppi, presidente del Pd, i dati sull'affluenza alle primarie non sono paragonabili agli anni d'oro. Perché allora parlate di un successo?
"Perché non è mai scontato portare migliaia di persone ai gazebo. E' successo sia a Bologna a che a Roma, il che conferma che le persone hanno voglia di incidere sui processi decisionali. Se tu gli dai la possibilità la gente risponde. I numeri sono buoni, perciò parliamo di successo".
Resta il fatto che a Roma siete a un terzo dei votanti che nel 2013 scelsero Marino. Come spiega il calo?
"Non voglio dare la colpa solo alla pandemia. Riconosco che veniamo da un periodo di disaffezione. A un certo punto era prevalsa nel Pd la politica dell'io, invece che del noi. Bisogna perciò recuperare un percorso. Fare in modo che quando si chiede la partecipazione poi deve esserci anche un riscontro. Il militante deve vedere il frutto del suo impegno. Le agorà promosse dal segretario Letta vanno in questa direzione. Dobbiamo tornare a dimostrare vicinanza alla vita delle persone".
A Roma Caudo ha fatto capire che i numeri dell'affluenza sono inferiori rispetto ai 45mila indicati. Come rispondete?
"I numeri sono questi, e sono verificabili. Gonfiarli non mi sembra possibile. Dopodiché non mi piace che si polemizzi in questo modo su un momento partecipativo. Quello che interessa è che le primarie siano state fatte, e sono state vere, una competizione di idee. Vanno rispettati sia la funzione che il risultato. Poi si può sempre fare di più, ma adesso eviterei le polemiche".
A Bologna i renziani appoggeranno Lepore?
"Non vedo perché non debbano farlo. Si è partiti da un'idea di coalizione, e credo che questa lealtà vada confermata. Mi fido di quanto detto da Isabella Conti ieri sera".
Ma cos'è successo esattamente a Bologna? Perché un pezzo del Pd ha appoggiato la renziana Conti?
"Si sono scontrate visioni diverse. Ha influito il fatto che Conti è stata una brava sindaca, e molti la conoscevano dai tempi della sua presenza nel Pd. Ma adesso noi dobbiamo lavorare a un'ampia alleanza progressista, che comprenda molte forze a sinistra, perché è così che si vincono le elezioni".
Le primarie sono uno strumento ancora valido?
"Vanno integrate con altri strumenti. Rispetto alla scelta dei candidati rimangono fondamentali. Bisogna tornare a coinvolgere le persone. Le faccio un esempio: la recente proposta di legge sulla regolamentazione degli stage è nata in un circolo di Giovani democratici. E' partito dal basso ed è approdata in Parlamento. E' solo un esempio di come vada riattivata la partecipazione".
Non c'è neanche una donna tra le candidate nelle grandi città.
"E' un problema. Abbiamo anche pochissime segretarie provinciali o regionali. Occorre offrire nuovi spazi, coinvolgere le donne messe ai margini, valorizzarle e far in modo che si presentino alle elezioni. E' un percorso che non si realizza dall'oggi al domani, ma su cui bisogna lavorare da subito".
Come pensate di recuperare giovani?
"Vale quello che ho detto prima sulla partecipazione dal basso. Su molte questioni, dallo ius soli alla transizione ambientale, sono molto più avanti degli adulti. Hanno le idee più chiare su come migliorare la società come debba essere il futuro, vivono in una realtà inclusiva e multiculturale nelle scuole".