Politica, più donne: obiettivo da raggiungere ma senza le quote rosa
di Ilvo Diamanti , di Ilvo DiamantiLa "questione femminile" è da tempo al centro dell'attenzione pubblica. Riguarda, ovviamente, la sotto-valutazione delle donne negli ambienti più significativi. In ambito professionale, sociale e, naturalmente, politico. Perché la "politica" riguarda i poteri. Anzi, "il potere". Certo, sul piano dei diritti, la parità è stata raggiunta. Sancita dalla Costituzione. Come ha rammentato il Presidente Sergio Mattarella, "dal 1948 ad oggi sono stati fatti tanti passi in avanti". Tuttavia, "per raggiungere un'effettiva parità, dobbiamo rimuovere quegli ostacoli, che rendono tuttora difficile, alle donne, lavorare, raggiungere le posizioni più importanti, partecipare, in egual misura, alla vita delle istituzioni". A questo fine, però, è importante capire quale sia il percorso più efficace. In particolar modo, se convenga ricorrere a obblighi di legge, com'è…
La "questione femminile" è da tempo al centro dell'attenzione pubblica. Riguarda, ovviamente, la sotto-valutazione delle donne negli ambienti più significativi. In ambito professionale, sociale e, naturalmente, politico. Perché la "politica" riguarda i poteri. Anzi, "il potere". Certo, sul piano dei diritti, la parità è stata raggiunta. Sancita dalla Costituzione. Come ha rammentato il Presidente Sergio Mattarella, "dal 1948 ad oggi sono stati fatti tanti passi in avanti". Tuttavia, "per raggiungere un'effettiva parità, dobbiamo rimuovere quegli ostacoli, che rendono tuttora difficile, alle donne, lavorare, raggiungere le posizioni più importanti, partecipare, in egual misura, alla vita delle istituzioni". A questo fine, però, è importante capire quale sia il percorso più efficace. In particolar modo, se convenga ricorrere a obblighi di legge, com'è avvenuto in alcuni settori. Attraverso le "quote rosa", che mirano a garantire la parità di genere nell'organico delle principali strutture pubbliche e private. Questi provvedimenti hanno contribuito a ridurre un gap, che, però, nel mercato del lavoro persiste ancora. Mentre lo squilibrio "storico", che caratterizza l'Italia su base internazionale, si è ridimensionato soprattutto in ambito istituzionale. In Parlamento: nel 2004, le donne erano il 10%. Oggi, poco più di un terzo. Dunque, ancora in "minoranza", ma aumentate di tre volte. Fra loro, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. E non sono poche le donne a occupare ruoli di rilievo nei partiti. Tra loro, Giorgia Meloni, la leader del principale partito di Destra. L'unico all'opposizione. I FdI. Come in Francia, dove Marine Le Pen guida il "Rassemblement (un tempo: Front) National". Che i sondaggi indicano come il primo partito. Orientamenti che, però, non implicano, automaticamente, il successo alle presidenziali del prossimo anno. Regolate da un sistema elettorale maggioritario a doppio turno.
Per questo, se vogliamo per-seguire l'obiettivo della parità di genere, dobbiamo guardare oltre la politica. O meglio, dobbiamo utilizzare la politica per sostenere ciò che le donne fanno in ambito domestico. In famiglia. Sempre. Tanto più se lavorano fuori casa. Oppure, a casa. Attraverso il DLAD: il Doppio Lavoro a Distanza.